I guess we're back...
Scusatemi per la lunga (lunghissima) assenza, vi spiego tutto alla fine del capitolo.
⚠️TW: malattia, morte
Venerdì 12/01/2018
📍Stoccarda, 🇩🇪
Ore 3:27
Lewis venne bruscamente svegliato dalla suoneria di un telefono. Evelyn accanto a lui dormiva indisturbata. Ci mise un po' per trovare l'interruttore al lato del comodino. A squillare era il telefono di Evelyn. Dopo qualche secondo, si svegliò anche lei di soprassalto. C'era una strana tensione nell'aria e gli occhi di Evelyn erano preoccupati. Una telefonata a quell'ora poteva significare solo una cosa.
"Pronto?"
"Eve...per favore vieni qui, ho bisogno di te" Evelyn restò immobile per qualche secondo. Era Tyler. Stava piangendo.
"Tyler che succede?" Chiese preoccupata.
"Per favore...ti prego." Tyler attaccò.
Evelyn si girò a guardare Lewis e lui capì che c'era qualcosa che non andava.
"Tu vestiti, io chiamo tuo padre" le disse, senza aggiungere altro.
Evelyn prese un lungo e profondo respiro e si spogliò del pigiama che aveva addosso. Mentre si infilava i jeans, pensava. La sua mente aveva iniziato a vagare senza sosta. Tirò su la zip dei pantaloni e chiuse gli occhi, sperando che quella voce nella sua testa si acquietasse. Lewis si vestì velocemente e la osservò. Ancora una volta sentiva il suo cuore farsi in mille pezzi. Non voleva vederla così. Preoccupata, triste, spenta. Però la comprendeva. Riusciva a ricordare il dolore che aveva provato quando aveva dovuto affrontare la morte dei suoi nonni. Ma ancora una volta, non riuscì a immaginare quello che stava provando lei. Il dolore che aveva provato in quei giorni, sempre con la paura di ricevere quella telefonata. Dopo aver conosciuto Abigail, Lewis un po' l'aveva odiata. Se non avesse lasciato i suoi figli, forse Evelyn avrebbe potuto affrontare la morte della madre diversamente. Senza il rimpianto di aver perso anni e anni di ricordi con lei, con la consapevolezza di essere stata sempre amata da sua madre.
"Andiamo?" La flebile voce di Eve lo riportò alla realtà, a quella camera d'albergo. Prima di risponderle le si avvicinò. La stanza era poco illuminata, c'era solo la luce di un abatjour. Nonostante questo, i segni neri che circondavano gli occhi di Evelyn erano ben visibili. Lewis la tirò in un abbraccio e la strinse forte. Evelyn non rispose a quella stretta, non ne aveva la forza, ma era grata a Lewis per essere lì con lei.
Entrarono in macchina silenziosamente, la strada era deserta. Evelyn era così assorta nei suoi pensieri da non fare caso a dove si trovassero quando Lewis spense la macchina. Staccò gli occhi dal finestrino e davanti a lei vide l'insegna dell'ospedale. Non era casa di Tyler.
Scesero entrambi dalla macchina. Evelyn sembrava spaesata, come quei bambini che, in un posto affollato, perdono i loro genitori e se ne vanno in giro a cercarli. Storse il naso quando l'odore di disinfettante le invase le narici. Sentì le orecchie tapparsi e la voce di Lewis che chiedeva in che stanza fosse sua madre le arrivò ovattata.
Quante volte ho desiderato che morisse. Quante volte ho sperato che pagasse per avermi lasciata. Quante volte ho pregato che stesse male tanto quanto stavo male io.
Tutto intorno a lei taceva, ma c'era ancora quella voce nella sua testa che non le dava pace. Nemmeno i sensi di colpa le davano pace.
Quale figlia desidererebbe queste cose per la propria madre?
Ma quale madre abbandonerebbe la propria figlia?
Avrebbe voluto urlare per scacciare tutti i pensieri, tirare fuori tutta la voce che aveva. Quello che fece, però, fu cercare gli occhi di Lewis, che le stava sempre accanto. Niente aveva il potere il tranquillizzarla quanto il suo sguardo. Lewis sembrava entrare nella sua testa ogni volta che qualcosa non andava.
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The interview||L.H.||
FanfictionA soli 24 anni, Evelyn ha tutto ciò che ha sempre desiderato: il lavoro dei suoi sogni, un padre amorevole e degli amici fantastici. La sua vita potrebbe sembrare addirittura perfetta, eppure lei si sente incompleta. Non ha idea di cosa le manchi fi...
