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So di averci messo quasi un secolo per pubblicare questo capitolo, ma l'ho fatto appena ho finito di scriverlo.
Vi consiglio di continuare a leggerlo fino alla fine perché il vero colpo di scena (più o meno) è lì.
Vi lascio al capitolo e ci vediamo presto(credo)!!
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Sabato, 29 luglio 2017
L'ultima settimana di lavoro passò in fretta, forse anche troppo in fretta. In una manciata di "minuti" Evelyn si ritrovò dal lamentarsi del lunedì mattina al pensare in continuazione a cosa sarebbe successo quando avrebbe rivisto Lewis, a Budapest. Si, alla fine si era decisa a partire ed era lì, in aeroporto, a ricordare ciò che era successo l'ultima volta che lo aveva visto. Nei giorni successivi si erano scritti, ed Evelyn non aveva fatto altro che ritornare con la mente al giorno in cui era piombato a casa sua senza alcun preavviso, al modo in cui si era avvicinato a lei e al modo in cui le aveva stretto le mani nelle sue.
La voce di una donna risuonò dagli altoparlanti ed Evelyn tirò fuori dalla borsa la carta d'imbarco.
Poco prima di salire in aereo, inviò un messaggio a Rose.
A: Rose, 10:57
L'aereo sta per decollare, dovrei arrivare all'aeroporto di Ferihegy tra tre ore. Non vedo l'ora di rivederti xx
Non aspettò alcuna risposta, e spense il cellulare infilandolo nella tasca dei jeans.
...
Non lo ricordava così affollato l'aeroporto di Ferihegy. E nemmeno così grande.
Si diresse all'uscita, sotto il sole caldo di Budapest. L'aria era quasi soffocante, nonostante la temperatura fosse di appena 25 gradi.
La ragazza chiamò subito un taxi ed indicò al conducente dell'auto l'indirizzo dell'hotel.
Il taxista la aiutò a prendere la valigia dal portabagagli e lei gli sorrise, ringraziandolo.
Quando entrò nella hall dell'albergo, si avvicinò alla reception e chiese le chiavi della sua stanza. Era la 287. Terzo piano.
Evelyn posò il bagaglio sul pavimento colorato ed aprì le finestre, facendo entrare un po' d'aria.
Stava letteralmente morendo di caldo. E di fame.
Avrebbe voluto fare una doccia ma se non avesse mangiato qualcosa subito, sarebbe probabilmente svenuta.
Solo quando chiamò il servizio in camera, per ordinare qualcosa da mangiare, ricordò di avere un cellulare. Lo sfilò dalla tasca destra dei jeans e disattivò la modalità aereo.
Una sfilza di notifiche apparì sulla parte superiore dello schermo. C'erano dei messaggi da Rose, suo padre e Lily. Li aprì tutti, inviando una risposta veloce.
Poi si accorse di un'altra notifica, una chiamata persa. Il numero non era salvato tra i contatti della rubrica, ma richiamò comunque.
"Pronto?" Le rispose la voce di una donna, una voce che non aveva mai sentito prima.
"Mi scusi, ha chiamato questo numero qualche ora fa?"
"Oh, ma certo, tu devi essere Evelyn." Restò sorpresa nel sentire il suo nome.
"Come-" La donna la interruppe ed Evelyn capì che stava parlando con qualcun altro.
"Evelyn." La ragazza sospirò quando sentì la voce di Lewis. "Sono stato io a chiamarti prima, il mio cellulare è morto e ho preso in prestito quello della mia fisioterapista." Rise.
Possibile che ricordasse il suo numero a memoria? "Volevo sapere come fosse andato il viaggio."
"Si, tutto bene." "Sei in hotel?" Le chiese.
"Sono arrivata da poco, mangio qualcosa, faccio una doccia veloce e riposo un po', sono davvero stanca." Evelyn alzò leggermente la voce per farsi sentire da Lewis per via dei rumori di sottofondo.
"Si, riposati. Ci vediamo domani mattina."
...
Evelyn era sdraiata sul letto, con le palpebre chiuse, anche se non stava dormendo. Ci aveva provato ma non riusciva ad addormentarsi.
Si alzò dal letto, così comodo e confortevole, e si avvicinò alle finestre del balcone, aprendole. Osservava il panorama di fronte a lei, le case colorate che si facevano sempre più piccole fino a scomparire. Alzò la testa verso l'alto. Il cielo non era più azzurro, sembrava quasi una tavolozza con i suoi colori vivaci, che rendevano quella vista la più bella a cui Evelyn avesse mai assistito. Poco più in basso c'era il sole, che entro qualche ora sarebbe scomparso completamente, per far posto alla luna. Restò così per almeno venti minuti, beandosi della leggera brezza che le scompigliava i capelli.
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The interview||L.H.||
FanfictionA soli 24 anni, Evelyn ha tutto ciò che ha sempre desiderato: il lavoro dei suoi sogni, un padre amorevole e degli amici fantastici. La sua vita potrebbe sembrare addirittura perfetta, eppure lei si sente incompleta. Non ha idea di cosa le manchi fi...
