Martedì, 1 agosto 2017
📍LA, 🇺🇸
Evelyn arrivò a Los Angeles alle 15 in punto. Uscì dall'aeroporto nel momento esatto in cui il padre stava entrando. Quando la vide si fermò a guardarla. E sorrise.
Sentì una mano poggiarsi dolcemente sulla sua spalla. Anche lei sorrise non appena vide il padre e i due si abbracciarono come non facevano da tempo. Molto tempo.
"Come stai tesoro?" Andrew le spostò una ciocca di capelli dal viso. "Sto bene papà, tu invece come stai?" Evelyn gli sorrise di nuovo, prendendogli le mani tra le sue.
"Meravigliosamente, adesso che sei qui. Vieni, andiamo a casa, devi essere stanca." Andrew afferrò il manico della valigia e si avviarono alla sua auto.
"Come sta Kate?" Evelyn scrisse velocemente un messaggio a Rose e si girò verso suo padre, aspettando una risposta.
"Sta bene, anche se al momento non è a casa." Rispose piano, evitando lo sguardo della figlia e concentrandosi sulla strada.
"Oh, come mai? Lavoro?" In realtà sapeva quale fosse il motivo.
"Si, sai com'è." Andrew continuava ad evitare il suo sguardo.
"Oh andiamo papà, sappiamo entrambi che non è per questo. Puoi chiamarla e dirle che è tutto apposto, davvero. Se tu o lei pensiate che mi dia fastidio vedervi insieme, beh vi sbagliate." Nel frattempo Andrew aveva parcheggiato l'auto e si stava slacciando la cintura. "Voglio che tu sia felice papà. E so che lei ti rende felice, quindi non avrei alcun motivo per non volerla accanto a te. Ti meriti il meglio. E poi voi due siete sposati, da un po'." Andrew aveva gli occhi lucidi e la strinse tra le sue braccia, ricordando i vecchi tempi. Le diede un bacio tra i capelli e le sussurrò un 'ti voglio bene' che per Evelyn fu abbastanza per sentirsi a casa, anche se quella non era più casa sua ormai.
"Allora, cosa mi prepari di buono?" Dopo essersi sistemata in quella che qualche anno fa era la sua stanza, Evelyn entrò nel grande salone, vedendo il padre seduto al tavolo mentre scriveva qualcosa al computer. "Inizio a credere che mi sia venuta a trovare solo perché ti preparo da mangiare." Scherzò.
"Beh, per il 75% è così." Nel frattempo aprì uno dei tanti mobili della cucina alla ricerca di qualcosa da mangiare. "Come va con il lavoro?" Si sedette dall'altra parte del tavolo.
"Bene, sai quanto ami cucinare. È la mia più grande passione." Evelyn annuì sorridendo. "Presumo che anche a te vada bene il lavoro. E non solo." La ragazza alzò un sopracciglio e poi strinse gli occhi in modo scherzoso. "Cosa intendi?" Mangiò un altro biscotto.
"Potrei aver letto un articolo, qualche giorno fa." Andrew alzò le spalle, guardando la figlia alzare gli occhi al cielo. Lo faceva sempre quando qualcosa la infastidiva o non le piaceva. "Oh no." Evelyn sospirò, nascondendosi il viso tra le mani.
Andrew rise. "Dovresti essere felice, almeno è carino." Ricevette un'occhiataccia dalla figlia. "Forse hai dimenticato com'era quel ragazzo che mi presentasti qualche anno fa. Come si chiamava?Josh?" Non smetteva di ridere ed Evelyn si sentì improvvisamente in imbarazzo. "Non è successo e non succederà niente. C'è stato solo qualche bacio ed è finita lì." Spiegò, sperando che il padre la lasciasse in pace. "Tesoro, voglio che tu sia felice," Stava riportando le parole esatte che Evelyn gli aveva detto poco prima, in auto. "te lo meriti e, ad essere onesto, in quella foto sembravi più che felice. Non avrei mai pensato di doverti dare dei consigli amorosi, ma credo davvero che dovresti provarci. Nel peggiore dei casi, ti ritroverai di nuovo single. Ma se le cose dovessero andare per il verso giusto, avrai finalmente trovato qualcuno che ti fa stare bene e che ti rende felice." Evelyn ascoltò attentamente le parole del padre. Certo che voleva provarci, non voleva altro. Ma non era sicura che dall'altra parte fosse lo stesso. Scosse la testa, sbarazzandosi di quei pensieri. "No papà, è praticamente impossibile. Siamo troppo diversi, vogliamo cose diverse. Non può funzionare. E poi non so se prova lo stesso. Hai ragione, potrei trovare la persona giusta per me, oppure ritrovarmi di nuovo single ma con il cuore in mille pezzi. E non voglio rischiare."
"Ma tu ami rischiare." Andrew fu sorpreso dalle parole della figlia.
Lei gli riservò uno sguardo quasi ammonitore.
"Hai chiamato Kate?" Cambiò completamente discorso. "Si, dovrebbe arrivare tra poco." Andrew chiuse il pc e rivolse la sua attenzione alla figlia. "Allora, dimmi cos'è successo dall'ultima volta che ci siamo visti." Quello fu abbastanza perché Evelyn si lasciasse andare e raccontasse tutto a suo padre. Amava parlare con lui, era un buon ascoltatore e dava ottimi consigli. Gli raccontò tutto, fino ad arrivare alle ultime due settimane, al nuovo lavoro di Rose, all'intervista a Lewis, alla cena e ai fiori, al weekend prima passato a Budapest.
Andrew ascoltò attentamente la figlia, mormorando ogni tanto in accordo o disaccordo.
"E?" Arrivarono alla sera prima, quando Lewis aveva lasciato la stanza dopo aver 'chiarito' con lei. "E questo è tutto," Addentò un altro biscotto. "te l'ho detto, non ricambia ciò che provo per lui." Solo dopo qualche secondo si rese conto di aver ammesso di provare qualcosa per Lewis Hamilton.
"Quindi ci sono in ballo dei sentimenti." Osservò il padre. "Credo dovresti parlargli. Chiamalo o mandagli un messaggio."
"Non esiste, non lo farò." Andrew alzò gli occhi al cielo. "Perché voi donne non potete mai fare il primo passo? Aspettate sempre che sia l'uomo a farlo."
"Oh andiamo, sai bene che non si tratta di questo. E poi non è vero. Credimi, noi donne facciamo molti primi passi, più di voi uomini a volte."
"Sono d'accordo con Evelyn." Una voce femminile li interruppe. "Ecco, vedi?" Evelyn sorrise compiaciuta al padre.
"Ciao Kate." Sorrise di nuovo, ma questa volta alla moglie di suo padre. Non aveva mai pensato a Kate come a una 'matrigna', perché di solito il termine fa pensare a una donna perfida e piena di cattiveria. Tutto il contrario di ciò che era Kate, una delle persone più gentili e premurose che Evelyn avesse mai conosciuto.
"Eve, ciao tesoro. Come stai?" Kate aveva sempre quel sorriso rassicurante e quella voce così calma e tranquilla. A volte Evelyn pensava a come sarebbe stata la sua vita se avesse avuto una mamma come lei, dolce e amorevole.
Tutti e tre, seduti al tavolo in cucina, continuarono a parlare e parlare fino a che non fu ora di cena. E, ovviamente, Evelyn e Andrew litigarono per chi avrebbe dovuto cucinare. Ma alla fine vinse Kate.
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N/A
Avrei voluto aggiornare ieri pomeriggio, ma sono in vacanza e la 4G non andava proprio:(
Niente, spero che anche questo capitolo vi piaccia e che gli impegni scolastici siano finiti per tutti. Fatemi sapere che ne pensate (o qualsiasi altra cosa) nei commenti.
Alla prossima:))
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The interview||L.H.||
Fiksi PenggemarA soli 24 anni, Evelyn ha tutto ciò che ha sempre desiderato: il lavoro dei suoi sogni, un padre amorevole e degli amici fantastici. La sua vita potrebbe sembrare addirittura perfetta, eppure lei si sente incompleta. Non ha idea di cosa le manchi fi...
