Capitolo Ventotto

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Venerdì, 25 agosto 2017

📍Londra, 🇬🇧

Quella mattina Evelyn arrivò in ufficio con un po' di ritardo e appena varcò la porta dell'edificio capí che non era stata l'unica a non rispettare l'orario.

"Buongiorno!" Lily aveva un croissant in mano e con l'altra manteneva un raccoglitore pieno zeppo di fogli.

"Buongiorno. Come mai siete così..." Evelyn si guardò attorno notando una strana agitazione nell'aria, "energici?"

"Come al solito devo aggiornarti sempre io...oggi conosceremo il nuovo fotografo!!"

"Pensavo si trattasse di uno stagista." Disse Evelyn, confusa.

"Per fortuna no! Dicono che sia un gran figo...io so solo che si chiama Nate."
Nel frattempo anche Will entrò nella sala ristoro.

"E quando dovrebbe arrivare questo Nate?"

"Forse fra un'ora, non di più." Si intromise Will.

Evelyn annuí, aggiungendo poco dopo "Bene, io mi rinchiudo nel mio ufficio...sono piena di cose da fare. Se avete bisogno di qualcosa, sapete dove trovarmi." Prese la sua borsa e si diresse verso la porta.

Entrò nel suo ufficio e si mise subito all'opera: doveva organizzare due servizi fotografici e controllare alcuni articoli per il nuovo numero della rivista.

Dopo poco più di un'ora Lily bussò alla porta. Sembrava estasiata, come se avesse visto chissà cosa.
"È arrivato."

Evelyn alzò gli occhi dal portfolio e le rivolse un'occhiata divertita.

"Sei poco entusiasta, vedo."
"Si nota troppo?"
"Per niente." Disse Evelyn con tono ironico.

Evelyn sentì dei passi proprio fuori dal suo ufficio e, spingendo leggermente Lily, si affrettò a raggiungere la porta.

Hanna aveva un sorriso smagliante in volto e con le sue Louboutin camminava fieramente nel corridoio, vantandosi di tutto ciò che la circondava. Poi vide Evelyn e si fermò. Solo allora la ragazza notò un giovane uomo, forse sulla trentina, accanto al suo capo. Hanna gli disse qualcosa nell'orecchio e lui alzò lo sguardo verso di lei.

"Evelyn! Stavo cercando proprio te! Lui è Nathaniel Lloyd, il nostro nuovo fotografo." Hanna lo indicò e continuò le presentazioni, "Nate, lei è Evelyn Brooke, una delle migliori giornaliste della rivista. Ha un grande talento e credo che andrete d'accordo visto che avete molte cose in comune."

Nessuno capì quella frase, nemmeno i diretti interessati, ma erano tutti abituati ad annuire quando Hanna diceva qualcosa che non riguardasse il lavoro.

Nathaniel, Nate per gli amici, era davvero affascinante: aveva una carnagione leggermente abbronzata, i capelli scuri e ricci e degli incredibili occhi azzurri.

Hanna si rivolse di nuovo ad Evelyn, "Speravo potessi prenderti una pausa per mostrare a Nate l'edificio, se non ti dispiace ovviamente."

Evelyn voleva starsene nel suo ufficio e immergersi completamente nelle cose che aveva da fare per scacciare dalla mente alcuni pensieri che, ultimamente, sembravano non darle pace.

Si sentì, però, costretta a dire di sì. "Non mi dispiace affatto e una pausa mi servirebbe proprio." Le sorrise, cercando di essere convincente.

"Perfetto! Io torno nel mio ufficio," si rivolse poi a Nate, "ti lascio in buone mani, sta' tranquillo."

In quel momento Evelyn si rese conto dell'assenza di Lily e si chiese che fine avesse fatto.

Dopo qualche secondo di silenzio Nate intervenne, "Questo è il tuo ufficio?" Indicò la stanza con la porta aperta a pochi passi da loro. "Sì. Sai già qual è il tuo?"

"Hanna mi ha detto che c'è una targhetta col mio nome sulla porta, quindi suppongo di dover trovare quella."

"Sì, credo di aver già capito quale sia il tuo ufficio. Intanto, se vuoi, ti mostro un po' in giro."

"Sarebbe fantastico, grazie."

Iniziò così il loro tour per tutto l'edificio, passando tra i diversi corridoi, fino ad arrivare alla sala riunioni e alla sala ristoro.

Tornarono poi indietro, all'ufficio di Nate che si trovava esattamente di fronte a quello di Evelyn.

Entrarono entrambi nella stanza vuota e spoglia. Nate si girò e osservando i lineamenti di Evelyn ebbe la sensazione di averla già vista da qualche parte.

Poi ricordò.

"Evlelyn Brooke..." si appoggiò alla scrivania, "la nuova fiamma di Lewis Hamilton." Evelyn non poteva credere che stesse succedendo davvero. "Strano che non abbia sentito ancora parlare di te in quest'edificio. Forse evitano tutti l'argomento...chissà perché." La guardò dritto negli occhi.

"Già, anche io mi chiedo come sia possibile che tu non abbia ancora sentito parlare di me visto che sono una delle migliori qui dentro. Forse è perché sei arrivato...da quanto, nemmeno un'ora?" Rispose a tono.

Nate fece un sorrisetto che la fece irritare ancora di più. "Hai idea del perché Hanna crede che io e te abbiamo molte cose in comune?" Cambiò argomento ed Evelyn sembrò rasserenarsi.

C'era una scatola nera sulla sedia di pelle dietro alla scrivania e Nate vi allungò la mano dentro. Evelyn si appoggiò accanto a lui alla scrivania, "In realtà no...forse perché a entrambi piace la fotografia." Fece spallucce e, con molto stupore, osservò Nate tirare fuori dalla scatola una bottiglia di scotch.

"Di solito non bevo di prima mattina, tranquilla." Rise. "Stavolta però ho qualcosa per cui festeggiare."

"Non ci sono bicchieri." Osservò Evelyn.
"C'è sempre la bottiglia." Rispose lui, prendendo il primo sorso.

La offrì ad Evelyn che non la accettò subito, ma poi tra sé e sé pensò che un sorso non avrebbe potuto che farle bene, vista la situazione in cui si trovava.

"Quindi ti piace la fotografia?" Chiese Nate, curioso.
"Diciamo che mi piace l'arte in generale ma la fotografia in particolar modo, sì. Ho imparato ad apprezzarla di più anche grazie al mio lavoro, spesso mi ritrovo a dover organizzare dei servizi fotografici e mi piace assistervi."

Nate annuì, "Perciò immagino che ci vedremo spesso?"

Evelyn prese un altro sorso, il secondo, e lo guardò. "Direi proprio di sì."

Gli passò la bottiglia, alzandosi e sistemandosi la gonna. "Devo tornare nel mio ufficio adesso. Se hai bisogno di me, sono nella stanza di fronte."

"Ti disturberò spesso, allora." Le sorrise e la guardò uscire dalla stanza.

Evelyn tornò nel suo di ufficio.

Nate sembrava un tipo davvero simpatico...forse un po' troppo schietto e diretto, ma sicuramente simpatico.

Aveva fatto bene a prendersi una pausa perché realizzò che pur non stando seduta e totalmente concentrata sul suo lavoro, era comunque riuscita a liberare la mente per un po' e sentì il suo cuore farsi più leggero.



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N/A

Vi chiedo scusa(di nuovo) per la mia lunga assenza...un po' per lo studio, un po' perché non avevo ispirazione...non sono riuscita a scrivere molto in questo periodo.

Il capitolo l'ho scritto stamattina, ma avevo(e ho ancora adesso) l'influenza, quindi non so cosa ne sia uscito fuori.

E quindi niente, buona Pasqua, anche se in ritardo, e mi raccomando, godetevi queste 'vacanze'!🥰

The interview||L.H.||Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora