Capitolo due

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Capitolo due -Annie e Sky-

Una volta messo piede in giardino, dove i colleghi di Zaffiro sembravano intenti a ripulire i resti della colazione, Kieron si ritrovò a districarsi con la solita reazione: le donne, accortesi del suo ingresso, lo fissavano con aria sognante -e non solo- invece gli uomini lo guardavano male, come se stesse per distruggere chissà quale equilibrio. Zaffiro sbuffò infastidita e contrariata mentre l'attore rivolgeva un sorriso smagliante alle colleghe e, per la prima volta, toglieva del tutto quegli occhiali da sole che non le permettevano di guardarlo negli occhi mentre gli parlava. «Squadra!» chiamò a rapporto la squadra, quello stesso gruppo di persone che lei considerava come una famiglia, per procedere con le presentazioni. «Mary, Archie, Steve, Paula, Angela, Laura, lui è il Signor Williams. Per un po' lavorerà con noi. Sono certa che lo accoglierete calorosamente e lo aiuterete ad ambientarsi.» Tentò di apparire seria per quanto le espressioni delle sue colleghe le rendessero il compito arduo: erano a dir poco ridicole. Possibile che stessero fissando Kieron in completa adorazione? Certo, era un bell'uomo, non poteva negarlo, ma lo guardavano come incantate, stregate, cosa di cui lo stesso attore si era reso conto e per cui sembrava quasi gongolare.

«Ciao, io sono Kieron.» Si presentò lui con fare amichevole, vincendo in maniera definitiva i cuori di Paula, Angela e Laura. «Ehm... spero di non dover precisare che nessuno deve sapere che il signor Williams sarà dei nostri per un po'.» Tutti annuirono e Zaffiro si sentì sollevata. Sapeva di poter contare sulla professionalità e discrezione degli altri, ma aveva preferito puntualizzare per non incappare in spiacevoli sorprese. «Potrei chiedervi dove andare a prendere un caffè?» La domanda di Kieron sembrò riportare le esponenti del genere femminile sul pianeta Terra e Paula fu la prima a offrirsi di accompagnarlo in cucina, battendo sul tempo Angela e Laura che rimasero con tanto di naso. Lui la seguì in silenzio. Non che avvertisse davvero la necessità di quel caffè, ma essere fissato come un buon dolce in una vetrina iniziava a diventare insopportabile, motivo per cui aveva utilizzato quel mezzuccio per togliersi dal centro dell'attenzione. Zaffiro li seguì e ne approfittò per prendere il suo analgesico poi, dopo essersi guardata attorno ed essersi resa conto dell'assenza di Annie, chiese a Paula dove si trovasse la ragazzina.

«Non è di buonissimo umore oggi e dopo la colazione ha preferito salire in stanza» «Vado da lei» «Perché non chiedi a Kieron di accompagnarti? Sono sicura che le tirerebbe su il morale.» Il suggerimento di Paula sembrò spiazzare entrambi, ma la frase di Kieron strappò Zaffiro a quell'attimo di confusione temporanea. «A che piano?» chiese lui, avviandosi su per le scale senza nemmeno aspettarla; aveva intuito che avrebbe preferito che non la seguisse e quindi l'aveva preceduta per non consentirle di opporsi. «Non mi pare di averti detto che puoi venire con me» «Sai che sei noiosa? Mi ricordi una zitella acida. Se Paula suggerisce che salga anche io, io salgo. Tu fa un po' come ti pare» «Kieron, per favore aspettami.» lo chiamò, preoccupata che potesse combinare qualche guaio. Del resto che ne sapeva lui di adolescenti e dei loro problemi? Kieron, sentendosi chiamare, si arrestò di scatto, la lasciò passare e le permise di fargli strada. Poi, una volta giunti al piano, lei gli chiese di aspettarla lì fuori, in silenzio, mentre forse cercava di convincere Annie a uscire.

13

Durante l'interminabile attesa si ritrovò a pensare a quanto fosse stufo del genere femminile. Persino delle donne che svolgevano un lavoro socialmente utile erano rimaste imbambolate a fissarlo e c'era mancato poco che dovesse offrire loro un fazzoletto per asciugare la bava in eccesso. Era incredibile come mamme, mogli e adolescenti in sua presenza si trasformassero, rassomigliando a dei cani di fronte a una buona e succulenta bistecca. Sapeva di esercitare un certo fascino e non si riteneva certo un brutto ragazzo. Era consapevole di attirare l'attenzione e gli sguardi lussuriosi di qualsiasi donna, dalle più giovani alle signore di una certa età, e se da una parte la cosa gli faceva piacere perché rendeva doppio semplice catturare una preda, allo stesso tempo lo infastidiva poiché diveniva davvero difficile comprendere se qualcuna fosse davvero interessata a lui. Persino Seine, la sua collega, che aveva una cotta esorbitante per lui, non gli aveva mai lasciato intuire se e cosa l'attraesse realmente, motivo per cui l'aveva respinta almeno fino alla sera prima. Non sapeva spiegarsi se qualcosa fosse cambiato quella notte, anche se il sospetto che l'alcol avesse giocato un ruolo importante nella sua scelta della compagna di giochi era più che prepotente.

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