(Dark Romance Psicologico🔞)
In un intreccio avvincente dove il desiderio si mescola al dolore, il buio svela la sua più seducente ombra.
Elias Mancini, un soldato americano, vede infrangersi il sogno di una vita nell'eco lontano di una esplosione...
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Stringo la penna nelle mie mani e gioco con il tappo per scaricare la tensione per trascorrere in qualche modo il tempo, in attesa di veder apparire sullo schermo del portatile il volto gentile di Monique. Nonostante l'opulenza delle sedi dell'azienda Blackstorm, questo piccolo ufficio adiacente a quello del nonno di Yvonne è avvolto nel grigiore tenue che neanche la piccola scrivania di vetro riesce a smorzare. Un quadro in metallo argentato raffigurante un dente di leone spazzato via dal vento, riempie una delle pareti nel vano tentativo di nascondere il bocchettone dell'aria mentre dal lato opposto, una blanda libreria colma di documenti mal riposti crea un tocco di vitalità in questo ambiente così asettico. Non possiede alcuna finestra, la luce proviene da quella fascia di led freddi che pendono dal soffitto. Due porte grigio scure scorrevoli sembrano voler nascondere al loro interno un mondo tutto loro composto dalla sala riunioni e dall'enorme ufficio con vista panoramica sull'Empire State Building di Marcus.
Una di quelle superfici legnose mi divide dalla mia Febe che, venuta a conoscenza delle mie mancate sedute, mi ha costretto dopo una lunga sfuriata, a partecipare a una online, certa che nessuno potrebbe disturbarmi in questo buco che lei ha definito con qualche incertezza "ufficio". Avevo paura di affrontare Monique, tutt'ora non mi sento pronto per farlo, conscio che vorrà sicuramente sapere delle novità che riguardano la mia relazione con la ricciolina. Ho fatto scelte che credo non approverebbe nessuno, ma così facendo sento di poter essere sempre più vicino al cuore di Yvonne oltre ad ottenere tutto ciò che lei mi ha promesso. Non potrò mai dimenticare la sera dove ho siglato il contratto entrando a far ufficialmente parte del suo giardino infernale, un momento così intimo e concitato dove l'eccitazione era tangibile e nell'aria, che si è conclusa con una cifra esorbitante erogata nel mio conto in banca, oltre alla mazzetta che ha riposto nella tasca della giacca, e lì è rimasta per un po', prima di scoprire la cospicua somma di cinquemila dollari.
«Sono bastate solo una decina di sedute per uscire dal tuo stesso abisso?» la voce calda di Monique irrompe nel silenzio della stanza, costringendomi ad attenzionare lo schermo che riflette la sua immagine. Un lieve rossore le adorna il volto privo di trucco, mentre una camicetta estiva la fascia alla perfezione e permette di intravedere dai primi due bottoni aperti una catenina argentata dove pende un piccolo anellino d'oro, probabilmente la fede della madre che il generale le ha donato per ricordo.
«Ciao Monique» seppur il suo tono fosse pacato e dolce, non mi passano inosservate le sue iridi colme di rabbia. Per questo cerco di non peggiorare la situazione, limitandomi a un saluto quasi mormorato per timore di spezzare quel piccolo e quieto equilibrio che vorrei instaurare.
«Tredici giorni Elias, e non hai nemmeno avuto il coraggio di avvisarmi— non ammette repliche mentre mi riprende, ignorando totalmente ogni mio tentativo di parlarle per giustificarmi. —La terapia non è un gioco, se vuoi sospendere le sedute dimmelo subito e non mi farò più vedere» un improvviso magone sullo stomaco inizia a farsi sentire, persistente. Contemplare solo l'idea che lei mi lasci solo e alla deriva non mi piace, è una delle poche che rispetta i miei tempi senza forzarmi qualora non mi sentissi pronto ad affrontare alcuni argomenti delicati per me.