(Dark Romance Psicologico🔞)
In un intreccio avvincente dove il desiderio si mescola al dolore, il buio svela la sua più seducente ombra.
Elias Mancini, un soldato americano, vede infrangersi il sogno di una vita nell'eco lontano di una esplosione...
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"Corri Elias, corri."
Continuo a ripeterlo nella mia testa, un mantra che mi spinge a non cedere, a resistere alla follia che dilaga rapidamente all'interno del Reparto 33. La suola di gomma delle scarpe crea attrito sul pavimento di marmo provocando un fastidioso stridio che si mescola al ronzio dei macchinari e alle urla agghiaccianti di chi è già stato catturato. I polmoni bruciano nel petto, ma non posso fermarmi. Senza guardarmi indietro continuo la corsa sfrenata nei lunghi corridoi dell'ospedale, alla disperata ricerca di un nascondiglio.
«Un riparo sicuro...» il mio sussurro si perde tra le mura grigiastre tutte identiche tra loro, dei numeri leggermente sbiaditi si intravedono sulle porte di ogni stanza. Strizzo gli occhi un paio di volte per abituarmi allo sfarfallio dei neon. L'adrenalina scorre nelle vene come lava incandescente, un brivido mi attraversa la schiena quando sento qualcuno correre nella mia direzione, ma sorrido divertito. I miei pensieri si focalizzano a mesi fa, tra le strutture diroccate di una cittadina dell'estremo oriente nel tentativo di fermare un gruppo di terroristi che minavano la pace in America.
La mia vita è ancora una volta in bilico tra la ragione e la follia. Istinto e prudenza prendono il sopravvento, fondamentali se voglio uscire illeso al gioco "Anime e Peccati". Gli scacchi di Eros erano solo il preambolo per la discesa verso l'inferno, un lento logoramento dove il più astuto sarebbe uscito illeso. Eppure, ho la convinzione che non esiste alcuna possibilità di sopravvivenza per noi povere "Anime", siamo gli sconfitti del resto e paghiamo il peso delle nostre scelte. Il mio tentativo di fermare Yvonne ha attirato troppi sguardi. Alle mie spalle una decina di demoni travestiti da uomini mi inseguono, desiderosi di possedermi. Il desiderio era stampato nei loro volti e il peccato della Lussuria non li avrebbe fermati, lei voleva questo fin da principio, giocare con me e vedere quanto il suo profeta potesse essere appetibile.
Sono diventato un trofeo da mostrare sullo scaffale più bello della propria dimora, ma non glielo avrei impedito perché mi piace questo brivido che mi pervade quando qualcuno urla a gran voce il mio nome, in una esplicita promessa che stanno per arrivare. Tuttavia, non conoscono il mostro che ho tenuto nascosto sotto la mia pelle, che viscido come una serpe strisciava e bramava di uscire di nuovo ad ammirare il caos e il tormento che per anni lo hanno nutrito.
Una spessa porta metallica divide le stanze del vecchio reparto di neuropsichiatria dalla sala d'attesa, la oltrepasso perdendo giusto qualche secondo a osservarla. Anche se logora, sembra pesante e per riuscire ad aprirla potrebbero impiegare un po' del loro tempo, quel che basta per concedermi la possibilità di allontarmi. I muscoli delle gambe tirano, la spalla lesa dall'incidente inizia a far male mentre a fatica sposto le lastre in acciaio rinforzato, assicurandomi che sia ben sigillata e bloccandola anche con una fila di sedie metalliche.
«Un nascondiglio sicuro» dico tra me e me muovendomi in quell'immensa sala rischiarata solo dai raggi lunari e dalle luci di emergenza. Sono al secondo piano, ma il territorio di caccia si estende per tutta la struttura eccetto il giardino esterno. La sua planimetria è semplice, doveva essere in grado di contenere anche un rifugio nel seminterrato, dunque hanno ben pensato di creare una figura rettangolare con al centro un enorme foro dove un tempo era possibile ammirare un giardino interno, adesso totalmente divorato dalla natura. Ogni piano presenta 'ala est e l'ala ovest che si congiungono sia a nord che a sud in due ampie zone d'accoglienza. Al momento mi trovo nella zona meridionale, ma qui non c'è riparo per me. Le sale di degenza dei pazienti sono diventate un posto dove poter praticare delle sessioni sadomaso. Gli ambulatori sono un nascondiglio troppo scontato, soprattutto per una mente sottile e astuta come quella della ricciolina. Devo pensarci bene, al primo piano ci sono anche le zone di isolamento, che potrebbero essere un buon riparo, ma non sarebbero sufficienti.