(Dark Romance Psicologico🔞)
In un intreccio avvincente dove il desiderio si mescola al dolore, il buio svela la sua più seducente ombra.
Elias Mancini, un soldato americano, vede infrangersi il sogno di una vita nell'eco lontano di una esplosione...
Fermo ad aspettare dinanzi l'ingresso del locale, rileggo il messaggio che Monique mi ha inoltrato questa mattina, battendo il piede sul marciapiede in preda all'agitazione. Il traffico di Seattle funge da sottofondo con il rumore dei motori accesi e i clacson sonanti, impedendo alla mia testa di vagare senza una meta precisa tra i mille pensieri.
È stata una settimana strana, statica oserei dire. Tutto era congelato, una patina di ghiaccio che ha fermato la mia vita, creando sentimenti contrastanti. Mi sembrava di rivivere la stessa catarsi che subentrava quando ero incaricato di organizzare la resa del mio squadrone. Toni bassi e schivi, distacco psicologico e fisico, calcolatore e diffidente. Tutto scaturito a causa di due donne.
Dopo le diverse discussioni avvenute telefonicamente con la primogenita del generale, sentivo come se la connessione instaurata tra di noi, si fosse indissolubilmente spezzata. Spinta da un profondo senso di autocolpevolezza, ha deciso di prendersi una pausa e annullare qualsiasi incontro, rimandandoli a quando sarebbe stata certa dei suoi stessi pensieri. Non mi ha nascosto nulla. A suo dire, il senso di colpa la stava divorando. È sempre stata a conoscenza del modus operandi di Yvonne, non ero il primo della lista e doveva immaginarselo. Eppure, si è fatta abbindolare dalla mia sicurezza. "Ho piantato semi di speranza nelle terre più aride" ha esordito così prima di chiudere l'ultima chiamata avvenuta la sera stessa del mio rientro a Seattle, mentre ero chiuso in quelle quattro mura di camera mia che mi facevano sentire al sicuro.
D'altro canto, il lunedì seguente c'era qualcosa di diverso all'interno dell'azienda ed ero certo che non fosse il fermento per la New York fashion week di settembre. C'era una tensione palpabile, forse per colpa della mole improvvisa di lavoro che l'apertura della profumeria di Iris Lopez ha causato, oppure, il calo economico della sede araba. Era difficile stabilire il movente, ma le conseguenze erano e sono tuttora abbastanza visibili. Yvonne è fredda, inarrivabile. Gli sguardi fugaci che mi riservava durante le ore più tranquille della giornata sono stati sostituiti brutalmente da un vetro oscurato. Era strano, quel parete non ha mai cambiato aspetto neanche per gli incontri più importanti avvenuti con alcuni capi delle più rinomate holding. Per non parlare delle chiamate nel mio ufficio che erano diminuite drasticamente. E il pranzo che da settimane abbiamo iniziato a consumare insieme nel suo ufficio, è diventato un incontro fugace tra me e i suoi parenti nel tavolo più appartato del bar aziendale. A stento riesco a credere che lei sia presente a lavoro, non vedendola mai.
Sono finito in un loop ciclico, a tratti soffocante. La necessità di averla vicina mi sta logorando, più tempo passa, più sento il bisogno di sentirmi suo, di sprofondare il naso tra la sua chioma riccia mentre la stringo tra le braccia, inalando il dolce profumo del proibito che mi appartiene. Voglio rientrare nel vortice, sentirmi perso, sospeso nel nulla. Una sensazione che solo lei e il suo mondo sono riusciti a donarmi.
«Ciao Elias» la voce pacata di Monique mi risveglia dal mio torpore mentale, costringendomi ad alzare lo sguardo nella sua direzione. Sgrano gli occhi stupito di vederla così... elegante. Abituato al suo abbigliamento da lavoro composto la maggior parte delle volte da camicia e tailleur, non riuscivo a immaginarmela così.