(Dark Romance Psicologico🔞)
In un intreccio avvincente dove il desiderio si mescola al dolore, il buio svela la sua più seducente ombra.
Elias Mancini, un soldato americano, vede infrangersi il sogno di una vita nell'eco lontano di una esplosione...
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Negli ultimi mesi sono stato catapultato in un loop continuo che mi spinge ad odiare il primo giorno della settimana perché segna l'inizio della quotidianità che non riesco più a tollerare. Un eufemismo se penso alle emozioni in contrasto dentro di me questo lunedì, un tumulto che mi costringe ad abbandonare le sfumature grigiastre per dar spazio ad un piccolo spiraglio di luce che le rende leggermente più sature.
Fremo in attesa che il bus raggiunga la mia fermata, osservando le strade di Seattle dal finestrino e con il gomito appoggiato al bracciolo del sedile lascio scorrere le dita sullo spesso strato di barba che ricopre la guancia mentre le gambe tremano leggermente sfiorandosi tra di loro. Nella tasca della giacca sento il peso della lettera di Miss Asmoday, la carta è leggermente stropicciata per tutte quelle volte che l'ho stretta tra le dita e l'inchiostro sbiadito, ma il suo contenuto è ormai ben impresso nella mente.
"Ogni privilegio ha il suo tributo, anche se consumato tra il candore di fresche lenzuola."
Ho trascorso una settimana a cercare di decodificare quest'ultima frase. L'ho analizzata fino all'ultima sillaba, arrivando a pensare con enorme amarezza che anche al di fuori dei campi di guerra non esiste predatore che non sia anche preda. È una visione contorta scaturita dall'esperienza, ma non credevo che vigesse per tutti. Arriverà il momento nella vita in cui saremo costretti a seppellire l'arma e rinunciare alla caccia, solo per metterci in salvo da ciò che consideriamo un pericolo. Sarebbe facile se fossimo animali, ma siamo esseri umani, non ci muoviamo per istinto. Usiamo la ragione per fuggire da ciò che ci fa più male, non curanti che prima o poi troveremo un ostacolo invalicabile sul nostro percorso e dovremmo compiere un'ardua scelta.
Morire azzannato dalla devianza umana o sopravvivere sottostando alle leggi del più forte?
La prima opzione non la posso assolutamente contemplare. Devo rimanere lucido, agire su un campo pieno di mine cercando di non innescarle mentre vado alla ricerca di qualcuno che mi tenda una mano e quel demone mi ha offerto la soluzione su un piatto d'argento. Yvonne è uno dei predatori più spietati, il suo potere è palpabile anche nei suoi gesti più composti. Ha fama, conoscenze e soldi, eppure non ha me, la persona che sta desiderando con ardore. Ho analizzato ogni singolo gesto, ricordando perfettamente l'oro dei suoi occhi fondersi mentre bramava quel contatto tra di noi sfiorando il mio corpo con quei tocchi freddi come ghiaccio ma che bruciavano la pelle.
Mi ridesto dai miei pensieri quando percepisco l'autobus rallentare. I raggi del sole mattutino riflettono sull'enorme palazzo a vetri della Blackstorm Corporation, socchiudo gli occhi infastidito incamminandomi verso l'edificio. Il clima mite dell'estate che giunge alle porte contrasta quella sensazione di inverno che percepisco dentro di me. Sorrido amareggiato, com'è miseramente cambiata la mia vita, mi sembra di essere ritornato in quei luoghi sperduti dove la guerra dilagava a macchia d'olio. Però, ora tutto è così fuori posto. Dovrebbe esserci solo silenzio intorno a me che si mescola con il fetido odore dei cadaveri in decomposizione ed il sangue secco sulle mani, eppure mi accolgono sorrisi gioiosi su volti coloriti.