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Un'altra settimana era passata e le foglie dagli alberi iniziavano a cadere. Quel giorno i principi con i loro amici erano stati invitati alla residenza dei Do dalla contessa in persona come ringraziamento nei confronti di sua figlia. Ma Ayeon sapeva che cosa era successo tra la sua migliore amica e il secondogenito e sapeva ancora di più come la situazione sarebbe stata tesa per tutto l'arco della giornata. Lei e Riki ne avevano parlato e la situazione al palazzo era ancora molto critica. La regina, per parlare con Sunghoon doveva inchinarsi, chiamarlo Vostra Altezza e attendere che lui volesse riceverla. Mentre dai Do l'unica all'oscuro era la contessa. Il re aveva parlato con i suoi due amici di quanto successo e di come i loro figli si stessero comportando come due estranei. Infatti, i due uomini erano affacciati alla finestra dell'ufficio di Shindo, la quale dava sul giardino dove, su una coperta, erano seduti quelli più giovani di loro.

Riki aveva la testa sulle gambe di Ayeon e quest'ultima gli accarezzava i capelli con amore; Jake, Heeseung, Jungwon e Jay stavano chiacchierando cercando di coinvolgere un po' tutti, fallendo; Sunghoon guardava il vuoto e Sunoo cercava di strappare un sorriso ad Aseo, la quale giocava con un filo d'erba arrotolandoselo tra le dita. La situazione era strana, c'era troppo disagio, troppa pressione e nessuno sapeva come uscirne.

«Se domani andassimo a fare una passeggiata?» Propose Riki dal nulla.

«Giusto, dovremmo approfittarne visto che ci sono ancora giornate abbastanza calde.» Gli diede corda Ayeon, la quale guardò la sua migliore amica deglutire.

«Hoonie, tu vieni?» Chiese Jay una volta che tutti gli altri diedero una risposta affermativa, tutti tranne Aseo. Si irrigidì quando il primogenito chiamò il fratello, alzando la testa per guardarlo. Però la stessa cosa la fece lui e si ritrovarono a guardarsi negli occhi.

«No.» Rispose risoluto, distogliendo lo sguardo.

«Seo?» Domandò Ayeon, notando ancora una volta come la castana preferisse concentrarsi su quel maledetto filo d'erba.

«Devo lavorare, mi dispiace.»

Sunghoon prese parola quasi all'istante «Anzi, sapete cosa? Un bel giretto per le strade della capitale non mi dispiacerebbe. Ci sto.»

Aseo provò a starsene zitta, puntando la sua lingua contro l'interno della guancia, ma non riuscì a non sussurrare «Infantile.»

Il principe di mezzo la guardò «Come?» Si stava innervosendo; Aseo aveva appena acceso la miccia della bomba.

Anche lei lo guardò dritto negli occhi «Infantile.» Disse scandendo bene la parola.

«Meglio infantile che bugiardo.»

La castana si alzò in piedi «Sapete che c'è, Vostra Altezza?» Lo guardò per la prima volta dall'alto volendo dirgliene quattro, ma ci rinunciò sentendo gli occhi farci lucidi «Vaffanculo.» Sussurrò a sé stessa. Si voltò e si avviò verso casa sua, ignorando i richiami di Ayeon.

La bionda sospirò «Magnifico...» Spostò gentilmente la testa di Riki dalle sue gambe.

«Dove vai?»

«Da Seo, ha bisogno di me.»

«No.» Sunoo guardò male Sunghoon «Ci va lui.»

«Non ho intenzione di andare da nessuna parte se non per tornarmene al nord il prima possibile.»

«E piantala! Se ce l'hai con lei allora dovresti avercela con tutti noi! Lei ha solo eseguito un ordine, noi siamo i tuoi amici e avremmo dovuto dirti tutta la verità non appena l'abbiamo scoperta. Se devi prendertela con qualcuno quel qualcuno siamo noi!»

«Sunoo-»

«Sunoo un cazzo! Hyung, ho letto la lettera che ti ha mandato Aseo prima dell'arrivo dei politici.»

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