CAPITOLO 9

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"Ti sei promessa che ce l'avresti fatta,
non deluderti."




Sorseggio il the verde ma ancora é troppo bollente, bruciandomi così la punta della lingua.

Guardo la piazza contornata da fiori rosa e viola mentre aspetto che l'orologio segni le tre.

Ho passato due interi giorni a cercare un buon argomento da portare al Signor Cooper come relazione e finalmente quando stavo per rinunciare, ho iniziato a scrivere e fare ricerche e devo dire di essere completamente fiera di ciò che ho scritto.

Apro la porta in vetro dell'edificio bianco, ritrovandomi così in una hall di grandi dimensioni.

Tre poltrone e un tavolo di vetro con sopra riviste si trovano alla mia destra, mentre a sinistra una donna in tailleur smanetta al computer, rispondendo alle varie telefonate.

Mi avvicino a passo lento verso di lei e la sua testa scatta in alto regalandomi un sorriso.

« Buonasera. Cosa posso fare per lei, signorina? »

« Salve. Ho un appuntamento con il Signor Cooper alle tre. » pulisco le mani sudaticce nei pantaloni di seta neri, mentre aspetto che mi dia il permesso per vederlo.

Annuisce verso il computer, azionando la stampa per un foglio.

« Kimberly Scott? » annuisco.

« Salga fino al settimo piano, la stanza é la numero centoventi e porti con sé questo foglio che dovrà dare al Signor Cooper. »

« La ringrazio. » prendo la cartellina con la bozza del mio lavoro e infilo in ascensore aspettando il mio piano.

Una volta davanti alla porta, prima di bussare conto fino a dieci ma vengo preceduta quando la porta si apre rivelandomi la figura di Cody.

« Cody? »

« Kimberly? » esordimmo insieme e una risata nervosa uscì dalla bocca.

« Cosa ci fai qui? » é sorpreso, tanto quanto me.

« Ho avuto l'opportunità, grazie al mio College, di poter lavorare part time come giornalista di RoosVille. » sorrido.
« E tu? »

« Io mi occupo di scrivere le notizie del giorno sul nostro sito Internet. Tutto ciò che scrivi te in maniera cartacea io la riporto online. »

« É un bel lavoro, complimenti allora. » mi congratulo abbracciandolo.

« Il Signor Cooper tornerà tra pochi minuti. Io devo tornare a lavoro, in bocca al lupo per tutto. » lo ringrazio e chiudo la porta.

Mi siedo sulla poltrona e aspetto guardandomi attorno.

Sblocco la sicura che tiene fermi i fogli e li prendo in mano.
Controllo un ultima volta se ciò che c'è sopra vada bene e scritto correttamente.

« Kimberly, giusto? » una voce rauca mi fa sussultare mentre un uomo sulla quarantina fa il suo ingresso.

Ha un completo color marrone scuro e ai piedi delle oxford dello stesso colore.

Annuisco stringendogli la mano.

« Bene. Cosa abbiamo qui? » Appoggio sulla scrivania i fogli e lui non perde tempo a prenderli.

Posiziona gli occhiali da lettura sul naso e inizia a leggere pizzicandosi la barbetta.

Sembra passare un'eternità e l'ansia che non sia soddisfatto del mio lavoro s'impadronisce.
Mordo nervosamente le pellicine delle labbra seguendo attentamente il suo sguardo sui fogli.

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