Tante volte uno deve lottare così duramente per la vita che non ha tempo di viverla.
- Charles Bukowski
Avete presente quando fissate un punto vuoto di un luogo e tutto sembra essersi fermato? Persone, voci, luci.
Cerchi di tornare alla realtà, di focalizzarti su un singolo fruscio, pur di risvegliarti da quel tunnel, da quel buco nero in cui sei finita, ma per quanto tu possa urlare, nessuno riuscirà mai a sentirti; dalla tua voce non esce alcun suono, se non una nuvoletta di aria tiepida che si sfuma da lì a poco.
Sento il suono stridulo della suoneria del mio telefono provenire da sotto il cuscino, lo afferro scaraventandolo a terra e leggendo il nome di mia sorella, sbuffo.
« Andiamo Kim, non vorrai fare tardi anche questa mattina? » urlò dal soggiorno mia sorella.
« Ti serve chiamarmi al telefono, quando ci separano solo due porte? Guarda che ti sento da sotto.» scosto le lenzuola tenendo il cellulare attaccato all'orecchio con la spalla.
Sposto la tenda notando gli addobbi di Halloween del nostro vicino.
Non capirò mai la sua ossessione nell'addobbare la casa un mese prima dell'effettiva festività.
« Kimberly, ti conviene muoverti altrimenti, giuro sul nostro gatto che vengo su e ti tiro una padella in faccia.» faccio per rispondere ma riesce a precedermi sul momento. «E si, ho giurato sul nostro gatto perché so che avrei il coraggio di farlo, hai dieci minuti poi me ne andrò, con o senza di te.» mi attacca in faccia lasciandomi con il suono fastidioso del cellulare.
Sbuffai, cercando di chiudere lo zaino colmo di libri.
É passato quasi un anno da quando Jenna é morta.
La polizia della città ha archiviato il caso dopo due settimane dalla sua scomparsa, avevano trovato il suo corpo privo di vita, infondo ad un laghetto, ricoperto dalle foglie secche dovuto alla stagione autunnale.
Non hanno mai voluto farmelo vedere, dicevano che fosse troppo sfigurato, mi sarei traumatizzata.
Strinsi in un pugno il foglio che la polizia mi diede la sera dell'accaduto e chiusi gli occhi in due fessure.
'Non potrai scappare per sempre, tic tac Kimberly, tic tac.'
La voce di mia sorella mi riportò alla vita reale e così facendo guardai l'orologio al mio polso.
Segnava le otto meno dieci, ero in ritardo.
Merda.
Arrivate nel cortile della scuola salutai mia sorella e mi incamminai nella direzione del mio gruppo di amici che parlavano animatamente tra di loro.
« Buongiorno ragazzi. » sorrisi mettendomi a sedere sulla panchina verde.
« Kim, domanda. Secondo te i pinguini hanno le ginocchia?» Blake si avvicinò, sedendosi accanto a me.
«Uhm, non penso che le abbiano.» tirai su le spalle.
«Vedi? Te lo avevo detto, razza d'idiota. I pinguini non hanno le ginocchia.» urlò Emmett battendo le mani vittorioso.
«Ma io ho letto su internet che invece le hanno, coglione.» urlò di conseguenza Blake, sfondandomi quasi un timpano.
«Oh dio, ragazzi. Basta con questa storia, non frega a nessuno di questi stra maledetti pinguini.» alzò gli occhi al cielo Clare venendomi a dare due baci sulla guancia.
A ruota venne anche Evelyn, sfoggiando il suo nuovo caschetto biondo.
«Stai da favola Iv.» mi complimentai facendole spazio per mettersi di fianco a me.
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DECEPTIONS
عاطفيةNella cittadina di RoosVille non succede mai niente d'interessante, questo fino al 31 ottobre del 2016, quando inspiegabilmente, una ragazza scompare dopo essere entrata nella casa degli orrori. Insieme a lei c'era Kimberly Scott, la quale traumatiz...
