« 𝐴𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑢' 𝑏𝑢𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑖 𝑝𝑢𝑜' 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑙𝑙𝑢𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑑𝑢𝑒 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎𝑛𝑜 » ⭐️
Benvenuti nel primo libro di questa serie di immagina. Spero che apprezzerete la storia!🫶🏻
Mi s...
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« Your tipe of mind, so hard to find Native of mine, you're just my kind »
Immagina...
Conoscere Jack Sparrow era sempre stata un'arma a doppio taglio. Poche persone lo idolatravano e molte altre volevano più di ogni altra cosa vederlo morto. Fra queste, il governo britannico ed il Re erano solo alcune delle tante. Di certo, essere conosciuta come l'unico vero legame che avesse mai avuto non giocava a mio favore. Spesso mi ero ritrovata con una pistola puntata al viso o inseguita a vele spiegate da una nave solo perché Jack aveva fatto un torno a qualcuno. La vendetta era sempre stata una delle regole alla base del nostro codice.
Io ed il bel pirata ci conoscevamo da molti anni, precisamente da poco prima che diventasse Capitano. Mio padre ed io solcavamo i mari già da molto tempo, e in acqua ci ero praticamente nata, Jack invece si era unito a noi da ragazzino. Il mio vecchio, capitano della nave, lo aveva preso sotto la sua ala trattandolo come il figlio maschio che non aveva mai avuto. Non ne ero mai stata gelosa del loro rapporto, nonostante a volte mi sentissi un po' privata di quel legame che solo loro due sembravano condividere.
Di fatti, quando mio padre morì, il comando della nave passò non a me, ma a Jack. Quel giorno era impresso nella mia mente da anni e sapevo che mai mi avrebbe lasciata. Non solo era il giorno dove il giovane pirata era diventato capitano, era quello dove si era guadagnato il soprannome di "Sparrow" e anche quello dove avevo perso per sempre l'unico legame che mi era rimasto della mia famiglia. In quel periodo solcavamo acque mai esplorate prima e, per nostra fortuna, ci eravamo ritrovati alle calcagna El Matador dei mari. La scia di distruzione lo precedeva ancora prima del suo nome, quasi tutti i vascelli pirata ormai succubi e distrutti. Nessuno sapeva cosa fare e, con mio padre appena morto, nemmeno io mi resi conto del pericolo che veramente stavamo correndo ad ascoltare Jack, un ragazzino. Aveva attirato verso la nostra nave El Matador che, provocato, aveva iniziato ad inseguirci proprio al centro del triangolo del diavolo. Jack era partito a vele spiegate per raggiungere una stretta e aveva virato all'ultimo secondo gettando delle cime per agganciare la nave ad uno scoglio in modo da invertire la rotta. Inevitabilmente la nave che ci inseguiva era andata distrutta tra le teste appuntite delle rocce che spuntavano dall'acqua, finendo in fiamme.
Da quel giorno io e Jack rimanemmo insieme per anni, l'uno senza mai lasciare il fianco dell'altra. Il pirata era ciò che di più familiare mi era rimasto nella vita, oltre al mare, e nonostante gli anni passassero, io ero sempre accanto a lui e, contro ogni previsione, lui accanto a me.
Il tempo iniziò a scorrere velocemente e ad un certo punto le nostre strade si separarono. Io riuscii finalmente a diventare il Capitano di una nave tutta mia, conosciuta come la più veloce dei mari, seconda (forse) solo alla Perla Nera. La ciurma mi rispettava e nessuno si lamentava del mio regime. Andavamo in cerca di tesori, leggende, navi da saccheggiare e maledizioni e questo ci bastava.