« 𝐴𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑢' 𝑏𝑢𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑖 𝑝𝑢𝑜' 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑙𝑙𝑢𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑑𝑢𝑒 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎𝑛𝑜 » ⭐️
Benvenuti nel primo libro di questa serie di immagina. Spero che apprezzerete la storia!🫶🏻
Mi s...
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"Love drives you crazy"
Su richiesta🔪
Pubblicato: 27 Novembre 2020
Immagina...
Quello doveva essere un lavoro semplice. Dovevo attirare l'attenzione di Joker e spingerlo a seguirmi, da solo, fuori da quel locale. La GCPD sapeva che lui e Harley Quinn non erano più Re e Regina di Gotham e ora avevano deciso di provare ad attirarlo in una trappola.
Non ero una poliziotta e non volevo accettare quel lavoro ma mi avrebbero pagata bene e nonostante sapessi quanto potesse essere crudele e pericoloso quell'uomo, loro sapevano che io non avevo paura, che non mi sarei tirata indietro.
Le cose però andarono diversamente, quella missione si trasformò in un vero e proprio tentativo di portare Joker a fidarsi di me e presto divenne anche una sorta di sfida personale tra me e l'uomo. A lui faceva impazzire il fatto che non riuscisse a sottomettermi, in nessun modo, e a me faceva impazzire il fatto che continuasse a provarci senza mai arrendersi.
Negli ultimi giorni avevo il sospetto che avesse intuito qualcosa sul mio conto ma avevo fatto finta di nulla, nonostante la sensazione che di lì a poco sarebbe successo qualcosa di terribile. Dopo i primi giorni in cui avevo cercato insistentemente di isolare l'uomo avevo smesso di impegnarmi anche se avevo avuto più di un'occasione per dire alla polizia di intervenire. Avevo imparato ad apprezzare quella vita e non la volevo abbandonare.
Quella sera era passato più di un mese da quando tutto quello era cominciato ed ero seduta su uno dei divenenti del locale di Joker. Il mio corpo era fasciato da un abito corto e attillato color argento. Era scollato sia davanti che dietro e pieno di paillettes che lo rendevano davvero appariscente.
«Donna!» La voce di Joker mi arrivò forte e chiara. Era già la seconda volta che mi chiamava e decisi di alzarmi dirigendomi verso di lui con un calice di vino in mano. Arrivai nella parte del locale dove l'uomo si appostava sempre, separata dal resto con una tendina. Da quel punto aveva la vista di ogni angolo della stanza e anche della porta di ingresso, sapevo che si metteva lì per una questione di posizione strategica. L'essere pianificatore ed estremamente intelligente erano doti che gli appartenevano certamente.
Quando scostai le tendine il rumore dei miei tacchi sul pavimento fece girare gli uomini seduti sui divani verso di me. Joker mi lanciò una lunga e seducente occhiata che partì dalle mie gambe fino ad arrivare ai miei occhi «È questa la tua donna ora?»
«No» risposi sedendomi con nonchalance accanto all'uomo dai capelli verdi «Non è riuscito a conquistarmi» piegai la testa di lato osservando la persona davanti davanti a me. Sembrava spaventato e la cosa mi fece sorridere «Vuoi provarci tu?»
Mi appoggiai con la schiena alla spalliera del divano e la mano fredda dell'uomo accanto a me sfiorò la pelle calda della mia spalla. Il braccio di Joker scivolò velocemente attorno ai miei fianchi e mi tirò pericolosamente vicina a lui «Avanti provaci» disse facendomi sorridere. Stava terrorizzando l'uomo seduto avanti a lui, sapevo che era una delle sue strategie per ottenere quello che desiderava.
«È la tua donna Joker lo sai che non lo farei mai» un rumore insolito mi fece voltare verso l'ingresso.
«J» dissi alzandomi in piedi facendo così scivolare la sua mano lungo la mia coscia «Qualcosa non va» mi avvicinai alle tendine scostandole leggermente. Scrutai gli uomini presenti nella stanza che a loro volta si stavano lanciando delle lunghe occhiate.
«Andate» congedò gli altri uomini avvicinandosi a me. Il suo petto si appoggiò contro la mia schiena e un brivido mi percorse «Di che parli, Donna?» Posò una mano su uno dei miei fianchi stringendolo. Di norma lo avrei allontanato, anche se con difficoltà, ma quella volta non reagii.
«Devi andartene» mi girai verso di lui guardandolo negli occhi «Ci sono degli uomini della polizia. Faranno irruzione, stasera»
«Cosa ne sai tu Donna?» Mi prese per il collo avvicinandomi a lui con forza.
«Sai di cosa parlo» ringhiai in risposta ma senza dargli tempo di ribattere le porte del locale vennero spalancate e uomini totalmente vestiti di nero fecero irruzione.
«Eccolo! Muoviamoci» per un secondo tutto si fermò, gli uomini armati iniziarono a correre verso di noi e all'improvviso mi sentii strattonare per il polso da Joker.
Iniziammo a correre verso l'uscita posteriore mentre estrasse la pistola dal fodero nella sua giacca. All'improvviso cambiai direzione e lo tirai con me, stavamo andando esattamente dove volevano per questo mi diressi invece verso le cucine. Saremmo scesi nel seminterrato e a quel punto avremmo avuto una chance di fuggire con la sua macchina.
Quando entrammo nella stanza piena di fornelli sentimmo degli uomini dietro di noi. Un proiettile mi prese di striscio e mentre Joker aveva iniziato a sparare ai poliziotti. Mi avvinai ad uno degli uomini e gli pianti il piede al centro del petto facendolo barcollare all'indietro, presi uno dei coltelli vicini a me e lo lanciai contro un altro che stava arrivando all'inizio del corridoio. Corsi verso Joker quando il campo fu un po' più libero «Andiamo» lo presi di nuovo per il polso tirandolo giù per le scale.
Quando arrivammo nel garage bloccai la porta ma all'improvviso mi sentii spingere contro il muro. Mugugnai, Joker fu subito su di me, la sua mano attorto al mio collo e la sua pistola puntata alla mia testa «Sei della polizia?» Ringhiò caricando l'arma e stringendo la presa alla mia gola.
«No. Sono una cacciatrice di taglie ma tu lo sai, lo sai bene. Eri convinto di riuscire a sottomettermi a te per convincermi a tendere un'imboscata alla polizia ma non è andata come volevi, e neanche come volevano loro perché non li ho mai chiamati, non sono stata io» per attimi interminabili l'uomo non proferì parola continuando a fissare i miei occhi «J» dissi iniziando a sentire dei rumori farsi sempre più vicini.
L'uomo rise e strinse leggermente la presa sul mio collo baciandomi con foga. La sua lingua si insinuò subito tra le mie labbra e sentii il suo corpo appoggiarsi al mio facendomi appoggiare le mani sul suo petto scoperto dalla camicia sbottonata che indossava. Si staccò e mi alzò il viso passando il suo pollice sulle mie labbra «Sali in auto Donna» per la prima volta da quando l'avevo conosciuto, ubbidii.