« 𝐴𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑢' 𝑏𝑢𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑖 𝑝𝑢𝑜' 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑙𝑙𝑢𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑑𝑢𝑒 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎𝑛𝑜 » ⭐️
Benvenuti nel primo libro di questa serie di immagina. Spero che apprezzerete la storia!🫶🏻
Mi s...
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"'Cause it's not too late, It's never too late"
- "Never too late", Tree Days Grace -
Thomas Shelby - Peaky Blinders
Pubblicato: 5 Dicembre 2020
Su richiesta❄️
Immagina...
«Ti sei svegliata alla buonora» Polly mi accolse con una tazza di the caldo non appena misi piede nella stanza.
«Non riuscivo a dormire» mi sedetti al tavolo, di fronte al fuoco caldo. Non faceva ancora così freddo ma il tepore che emanava era piacevole è confortante. Indossavo una gonna lunga ed una camicia bianca ma mi sentivo come se mi stringessero così tanto da mozzarmi il respiro «Poi non riuscivo a svegliarmi, poi mi sembrava di avere così caldo la allo stesso tempo così freddo» mormorai.
Quasi sussultai quando Tommy entrò nella stanza con John e Arthur al seguito «Che combinate voi donne?» chiese il più anziano dei fratelli Shelby.
«Stavo per chiedere a Polly cosa c'è da mangiare, ho davvero fame» risposi. Per un secondo i miei occhi incontrarono quelli di Tommy. Io e lui avevamo un rapporto strano, eravamo così vicini ma allo stesso tempo così distanti. Presi una fetta di pane con la marmellata davanti a me e ne morsi un pezzo prima di guardare la donna che mi fissava con sguardo curioso e quasi divertito «Cosa c'è?» alzai un sopracciglio.
«Mettiti in piedi»
«Cosa? Perc-» aggrottai la fronte prima di vedere la mano della donna allungarsi verso il mio seno e stringerlo «Polly! Che diavolo stai facendo?» esclamai imbarazzata.
John e Arthur iniziarono a ridere rumorosamente mentre Thomas assunse un'aria imbronciata e pensierosa «In piedi, di profilo, forza»
Mi alzai e come voleva la donna mi misi di profilo permettendole di osservarmi. Si alzò anche lei tastando la mia pancia e di nuovo il mio seno «Questa situazione è imbarazzante»
«Di quanto è il ritardo T/n?» d'improvviso sbiancai e il silenzio calò nella stanza.
«Polly...»
«Quanto?» la voce di Tommy fece quasi tremare tutti noi e alzai gli occhi al cielo.
«Uhm una, due settimane al massimo» Polly mi guardò con fare incredulo e saccente «D'accordo, sono quasi sette»
«Oh Gesù» Polly si portò una mano alle labbra «Chi è il padre?» rimasi in silenzio girandomi in modo da dare le spalle alla famiglia.
«Chi è, T/n?» Thomas intervenne di nuovo facendomi rabbrividire «Dimmi quel fottutissimo nome!»
«Chi potrà mai essere? Un comunista? Un irlandese?» continuò la donna. Mi girai di nuovo passandomi una mano tra i capelli «Non sarà mica un italiano?»
«Lasciateci da soli, ora» incrociai le braccia sotto il seno e solo in quel momento mi accorsi di quanto fosse indolenzito. Polly, Arthur e John lasciarono la stanza e Thomas si avvicinò a me incazzato.
«Dimmi chi cazzo è» ringhiò ancora il secondo dei fratelli Shelby. Lo guardai negli occhi con un'aria di sfida, gli interessava così tanto saperlo? «T/n, dimmelo» rimasi in silenzio ancora «Io lo ammazzo! Chi cazzo è, dimmi di chi cazzo è quel bambino» sembrava totalmente fuori sé e tirò una delle tazze contro il muro. Sussultai cercando in tutti i modi di mantenere la voce ferma.
«Tommy» i suoi occhi si fissarono nei miei, era furioso «È tuo» le mie mani strinsero le mie braccia mentre l'uomo si avvicinò a me
«Come fai ad esserne sicura?» arrossii immediatamente. Nel suo tono c'era ancora tutta la rabbia di poco prima.
«Perché sono stata solo con te Tommy» il ragazzo scosse la testa quasi con divertimento.
«Non sei stata con nessun altro eh?» Le sue mani si posarono sui miei fianchi. Li strinse forte, quasi da farmi male e poi sospirò «Bene perché avrei ucciso con le mie stesse mani chiunque altro fosse stato» si avvicinò al mio orecchio «Tu mi appartieni, hai capito?» Senza lasciarmi il tempo di rispondere mi baciò in modo possessivo prima che sentissi la sua mano accarezzarmi con leggerezza la pancia.