Immagina JJ💚 - Outer Banks

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"Could you be the devil, Could you be an angel"

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"Could you be the devil, Could you be an angel"

Su richiesta🔹

Immagina...

«Questo è tutto ciò che hai da dire?» urlai. Ero furiosa e stavo perdendo il controllo delle mie azioni «Credi che un misero "mi dispiace" possa aggiustare le cose?» passai in modo frenetico una mano tra i capelli cercando di calmarmi. Presi i vestiti dal mio armadio e li buttai a caso nello zaino. Feci per uscire fuori e quando poggiai il piede sul terreno sentii la porta dell'ingresso sbattere. Il furgone con JJ al volante accostò proprio in quel momento sul vialetto e vidi il suo sorriso sparire lentamente dalle sue labbra rosee mentre le lacrime bagnavano ancora le mie guance.

«Sei solo una ragazzina ingrata! Una puttana tale e quale a tua madre!» mi girai di scatto dando uno spintone a quell'uomo che doveva essere mio padre.

«Vaffanculo! È stata solo colpa tua se lei se n'è andata! Mi ricordo le sue grida quando tornavi a casa sbronzo la sera e la picchiavi! E ricordo come è uscita dalla porta di casa mentre picchiavi me!» le lacrime si impossessarono di nuovo dei miei occhi iniziando a scendere come dei fiumi in piena, sentivo le gambe tremare. Continuavo a dargli pugni e spintoni sul suo petto fin quando non mi afferrò per le braccia bloccando i miei movimenti. Mi teneva stretta e faceva male.

«Lasciala» sentii la voce di JJ vicina come non era mai successo. Era proprio accanto a me e aveva afferrato una delle braccia di mio padre «Ho detto lasciala» alzò il tono di voce e l'uomo lasciò la presa dalle mie braccia. Si girò verso il biondo e gli si avvicinò pericolosamente.

«J.. andiamo» gli presi la mano tirandolo verso di me «Portami via da qui» gli sussurrai all'orecchio. Vidi per un secondo la luce nei suoi occhi riprendere a scintillare e mi fece un piccolo sorriso rassicurante.

«Se te ne vai adesso, non ti disturbare a tornare in futuro, brutta tro-» a quelle parole il ragazzo scattò. Tirò un pugno a mio padre che cadde a terra con un tonfo, gli salì a cavalcioni e gliene diede un altro.

«Lei non metterà più piedi qui dentro brutto pezzo di merda!» un altro pugno «Non ti azzardare a toccarla mai più o ti ammazzo, hai capito? Ti ammazzo!» ringhiò arrabbiato.

«J!» urlai. Volevo solo andarmene via da quel posto, andarmene via e non tornare più. Si alzò e con passo veloce, senza guardarmi, entrò nel furgone.

Salii anche io, mise in moto e partimmo. Più aumentava la distanza con quell'uomo, più mi sentivo finalmente libera «Non ce l'hai mai detto» disse dopo un po' di strada «Cazzo!» diede un pugno al volante facendo suonare il clacson e facendomi sobbalzare.

Mi strinsi nelle mie spalle, non volevo urlare di nuovo «Cosa dovevo dirvi? Che mio padre è uno stronzo? Non è una novità» parlai lentamente mentre vedevo le nocche delle mani del ragazzo diventare bianche. Stringeva il volante così forte che avrebbe potuto spezzarlo.

«Lui ti ha messo le mani addosso! E non ce lo hai mai detto! Perché cazzo non me l'hai mai detto?» urlò ancora. L'auto sbandò e imprecai, doveva darsi una calmata.

«Cosa dovevo dirti J? Che mio padre torna a casa la sera ubriaco e mi picchia finché non collassa per terra svenuto? Che mia madre se n'è andata guardandomi negli occhi mentre subivo tutte quelle cose?!» tremai. Non immaginavo le condizioni in cui ero e dopo qualche minuto il furgone accostò davanti la casa di John B.

Uscii con il mio zaino in spalle «Avresti dovuto dire qualcosa! Qualsiasi cosa cazzo! Ma non startene in silenzio così. Avrei potuto fare qualcosa! Avrei potuto aiutarti» ringhiò sbattendo la portiera con forza.

I ragazzi furono subito sul portico a guardarci con aria stranita «Che è successo?» chiese Kiara.

Vidi J aprire bocca per parlare ma lo anticipai «Niente di preoccupante. Una semplice litigata» sospirai e mi asciugai le lacrime che avevo ancora lungo le guance dandomi una sistemata «John B, potrei occupare il tuo divano per un po'?» sorrisi al ragazzo scrollando le spalle. Sentivo chiaramente lo sguardo penetrante del biondo puntato su di me ma lo ignorai.

«Quanto vuoi piccola T/n» alzai gli occhi al cielo. Ero la più piccola e la più bassa del gruppo e odiavo quel soprannome.

Entrammo in casa e presto si fece buio. Accendemmo un fuoco in giardino e passammo la serata a ridere e bere birra. Lo sguardo di JJ era quasi costantemente puntando su di me e, qualche ora e birra più tardi decisi di avvicinarmi a lui. Era seduto sulle scale del portico, in disparte, a guardarsi intorno «J, se il tuo sguardo potesse uccidere, sarei sicuramente già sepolta al cimitero» mi guardò male e alzai gli occhi al cielo. Ero in piedi e in questa posizione riuscivo ad essere alta come lui «Andiamo.. ormai è andata così, fammi un sorriso» appoggiai una mano sul suo ginocchio. Vidi le sue labbra incresparsi segno che stava trattenendo un piccolo sorriso.

Mi avvicinai ancora un po' a lui facendogli gli occhi dolci «E va bene» lo abbracciai stringendo le braccia intorno al suo collo. Le sue mani mi accarezzavano la schiena «Ma tu non ci metterai più piede lì, T/n» continuò a stringermi a se e quando alzai il viso verso di lui annuii «Promettimelo»

«Te lo prometto J» le sue mani si spostarono sui miei fianchi ma la sua presa non diminuì. Mi teneva stretta a se e non accennava minimamente a lasciarmi andare.

«Sai non ho mai capito perché mi chiami solo J e non JJ come tutti gli altri» alzai le spalle.

«Proprio perché sono solo io a chiamarti così. Mi piace sapere che mi puoi riconoscere ancora prima di vedermi» sorrisi facendogli l'occhiolino.

«Oh ma andiamo! Vi volete baciare o no? Che cazzo» sentimmo John B urlare e mi girai verso di lui ridendo. Era palesemente ubriaco e gli altri non erano da meno.

«John B sei un coglione! Gli hai rovinato il momento» Kiara gli diede un pugno sulla spalla e risi di nuovo.

Mi girai verso JJ e senza che me ne rendessi conto poggiò le sue labbra sulle mie. Appoggiai una mano sul suo petto e l'altra finì tra i suoi capelli. Erano morbidi e mi strinsi a lui accarezzandoli.

In quel momento riuscii a capire cosa significasse davvero sentirsi al sicuro.

IMMAGINA || Chapter OneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora