« 𝐴𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑢' 𝑏𝑢𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑖 𝑝𝑢𝑜' 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑙𝑙𝑢𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑑𝑢𝑒 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎𝑛𝑜 » ⭐️
Benvenuti nel primo libro di questa serie di immagina. Spero che apprezzerete la storia!🫶🏻
Mi s...
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Jonathan Christopher Herondale
« E prima o poi arriva quel momento in cui ti lasci toccare solo da chi ha l'anima più in fiamme della tua »
Immagina...
Pov's Jace
«Forza ragazzi attivate la runa» dissi. C'era stata un'invasione di demoni al covo dei vampiri e grazie alla nuova alleanza ora ci toccava aiutarli. Non ero del tutto d'accordo con quella situazione ma il modo in cui T/n si era impegnata e si era dedicata a tutto quello mi faceva dimenticare ogni tipo di obiezione.
«Ho chiamato Luke, i licantropi ci aiuteranno, potrebbero essere più di quanti hanno detto» Il mio sguardo ricadde su T/n. Era così bella che mi persi completamente ad osservarla. Non mi capitava mai ed era stupido ma non potevo farne a meno. I suoi capelli erano mossi dal vento e sembravano così morbidi che non potei fare a meno di desiderare di accarezzarli. I suoi occhi invece erano così svegli e curiosi, non ci misi molto ad accorgermi di quanto bella fosse anche in quel momento.
«Jace mi hai sentito?!» mi riscossi al suono della voce forte di Alec. Per un attimo il mio sguardo, ancora perso, incrociò il suo lasciandomi in silenzio per qualche secondo.
«No» risposi.
«Manchi solo tu» mi porse uno stilo e lo passai sopra la runa della velocità attivandola. In poco tempo siamo arrivammo all'hotel Du Mort dove c'era stata l'invasione di demoni e sfoderammo le spade iniziando a combattere.
«Alec dietro di te» urlai al mio Parabatai avvisandolo di un demone dietro di lui che prontamente uccise con una freccia.
Mi guardai intorno e quando non vidi T/n nella mia visuale iniziai a preoccuparmi profondamente. Cercai di rilassarmi. Era sempre stata ma un'ottima combattente e l'avevo addestrata io stesso, sicuramente se la stava cavando bene o almeno lo speravo. Quando finalmente riuscimmo ad ucciderli tutti ci riunimmo al centro della stanza ma all'appello mancava sempre T/n.
«Dov'è T/n?» chiesi cercando di non dare a vedere quanto fossi immensamente preoccupato. Ero terrorizzato a dire il vero.
«Non lo so stava lottando accanto a me e poi ha inseguito un demone, ho pensato che se la potesse cavasse da sola e io avevo 3 demoni con cui combattere» disse Izzy indicando il punto in cui T/n era scomparsa. In quel preciso istante entrò Raphael da quella porta con la ragazza in braccio.
Mi avvicinai di corsa prendendola dalle sue braccia e tenendola stretta tra le mie. Lo guardai male e con rabbia, chissà cosa poteva averle fatto. La guardai scostandole una ciocca di capelli dal viso, le sue guance lattee erano punteggiate da piccole lentiggini «Che è successo?» dissi alzando lo sguardo su Raphael
«L'ho trovata per terra, è stata punta da un demone mentre lo uccideva per salvare una piccola vampira del clan» disse osservandola, mi ingelosii di quell'occhiata lunga che le lanciò «Non molti Shadowhunter l'avrebbero fatto» riportò lo sguardo su di me.
«Dobbiamo sbrigarci ad arrivare all'istituto» dissi guardando Alec e Izzy e in poco riuscimmo ad arrivare in infermeria. Avevamo passato lo stilo sulla Iratze più volte mentre aspettavamo l'arrivo di uno dei fratelli Silenti. Alex chiamò Magnus che arrivò con un portale preoccupato.
Due giorni dopo
«Qualche novità?» chiesi a Maryse mentre entravo nella stanza di infermeria dove T/n riposava ormai da anche giorno.
«È stabile per ora ma se non si sveglierà a breve sarà troppo tardi per lei» mi disse con le lacrime agli occhi.
Conoscevamo tutti T/n da quando era una piccola e pestifera bambina uragano che si aggirava per i corridoi dell'istituto vogliosa di imparare quante più cose possibili. Aveva finito da poco l'addestramento base quando i suoi genitori furono stati uccisi in una battaglia contro i demoni a Idris e lei è stata affidata al nostro istituto. Per Maryse è stato come avere un'altra figlia con cui parlare e confidarsi, un'altra figlia da crescere e addestrare. A volte potevo vedere la gelosia di Isabelle nel loro rapporto.
Senza dire nulla mi avvicinai a lei abbracciandola «Starà bene vedrai, è pur sempre un piccolo uragano» dissi facendola ridere appena per il nomignolo che avevamo affidato a T/n sin da quando era bambina.
Maryse uscì dalla porta e rimasi da solo con lei. Mi sedetti sulla poltrona vicino al suo letto e le strinsi la mano accarezzandole lentamente il dorso con il pollice. Appoggiai le braccia sul lettino e la testa sopra di esse osservandola e non potei fare a meno di pensare a quanto fosse bellissima fosse anche così.
***
«Jace» sentii una voce chiamarmi e una mano che mi accarezzava i capelli mi fece mugugnare di disapprovazione, non avevo affatto voglia di aprire gli occhi «Jace» la voce ripetè il mio nome e la trovai estremamente melodica «Dai, svegliati» sollevai il capo ritrovandomi gli occhi scintillanti di T/n che mi osservavano assieme ad un sorriso stanco e debole.
Mi alzai di stacco appoggiandomi al materasso vicino a lei «T/n, per l'Angelo, non hai idea di quanto fossi preoccupato. Voglio dire, tutti noi lo eravamo, ci hai fatto prendere un bel colpo» le accarezzai la guancia con il pollice spostandole una ciocca di capelli dal viso. Si godette la mia carezza chiudendo gli occhi e la trovai così bella in quel momento, davanti a me, viva e con il suo solito luccichio negli occhi che mi avrebbe permesso di riconoscerla tra mille «Non farlo mai più, non posso perdere anche il mio piccolo uragano» appoggiai la mia fronte sulla sua chiudendo gli occhi senza mai staccare la mia mano dalla sua guancia, era calda.
Lei alzò il busto arrivando a mettersi seduta e mi abbracciò nascondendo il viso nell'incavo del mio collo. Le accarezzai i capelli attorcigliandoli tra le mie dita e pregai l'Angelo perché ci facesse restare in quella posizione per sempre. Alzò il viso appoggiando il mento sul mio petto e mi guarda negli occhi. Il mio sguardo finì sulle sue labbra rosee che in questo momento stavo ardentemente desiderando di baciare. Mi avvicinai impercettibilmente a lei che staccò il viso dal mio portandolo alla mia stessa altezza. Appoggiò le mani sulle mie spalle mentre le mie si posarono sui suoi fianchi tirandola più vicino possibile a me
Feci passare un paio di volte lo sguardo dai suoi occhi alle sue labbra per poi farle scontrare. Finalmente avevo tutto ciò di cui avevo sempre avuto bisogno.
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Pubblicato: 10 Dicembre 2018 Revisionato: 5 Ottobre 2020 💘