« 𝐴𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑢' 𝑏𝑢𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑖 𝑝𝑢𝑜' 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑙𝑙𝑢𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑑𝑢𝑒 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎𝑛𝑜 » ⭐️
Benvenuti nel primo libro di questa serie di immagina. Spero che apprezzerete la storia!🫶🏻
Mi s...
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« Head in the clouds but my gravity's centered Touch my neck and I'll touch yours »
Immagina...
«Gran bel pugno, ottima tecnica» sbuffai per la centesima volta da quando l'uomo era entrato nella stanza. Il mio polso era indolenzito, le nocche delle dita rotte e qualche rivolo di sangue si era ormai seccato lungo il dorso, facendomi fare una smorfia scocciata «Di questo passo ti romperai la mano.» Guardai male il Sergente, già intento a fissarmi con quell'espressione corrucciata e le braccia strette al petto.
«Cosa vuoi Barnes?» Mimai la sua posizione, spostando il peso del corpo da un piede all'altro «Soprattutto, cosa ci fai qui?»
«La mia presenza ti disturba?» Ridacchiai sarcasticamente e scossi la testa mentre prendevo la mia borraccia d'acqua, cercando di concentrarmi su qualsiasi cosa meno che il soldato «Hai sentito la notizia?»
Strinsi involontariamente le mani attorno al vetro del contenitore e lo guardai, stavolta cercando di nascondere qualsiasi emozione «Sei qui per questo, quindi» annuì «Non siamo amici, non sono fatti tuoi, va via di qui.»
«Smettila» il suo sguardo si indurì visibilmente «Non saremo amici ma questo» indicò me e poi se stesso «Questo non è niente, e anche io volevo bene a Stev-» iniziò ad avanzare ma i miei occhi cambiarono colore, prendo sfumature arancioni mentre le mie mani si chiusero a pugno con forza «T/n...»
Il mio problema, se così si poteva chiamare, era strano. Potevo proiettare immagini, ricordi, sensazioni, pensieri, potevo scavare nei ricordi degli altri, modellarli a mio piacere. Era sempre stato difficile da controllare e spesso capitava che la mia mente volesse ricordarmi autonomamente un instante preciso di ciò che avevo vissuto, senza motivo e senza che io potessi avere qualche tipo di controllo quando accadeva, come se il mio stesso cervello mi stesse dicendo qualcosa «Barnes, seriamente, tornatene da dove sei venuto, non voglio vedere nessuno, soprattutto te.»
«E cosa fai qui? Tiri pugni ad un sacco? O provi qualcuno dei tuoi trucchetti? E su chi ti alleni, dato che ti sei completamente isolata?» Fece qualche altro passo verso di me e strinsi le labbra alle sue parole «Steve è morto, ma quello che abbiamo condiviso non è stato niente, non è stato un ripiego, non è stato solo un trucco della tua mente» mormorò piano facendomi scuotere la testa «Io lo so che lo rivedi, ancora e ancora, lo so che è sempre stato lui quello-»
«Non è così» strinsi nuovamente le braccia al petto «Io e Steve non eravamo niente, assolutamente niente» proiettai nella sua testa tutti i ricordi che condividevo con Steve, fissando i suoi occhi azzurri e tormentati tanto quanto i miei «Come io e te non siamo niente» gli mostrai tutto, le battaglie, i consigli sulle donne che gli davo, i dolori e i lividi, le risate e le litigate «Steve ha scelto Peggy» dissi con un tono leggermente amaro.