« 𝐴𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑢' 𝑏𝑢𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑖 𝑝𝑢𝑜' 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑙𝑙𝑢𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑑𝑢𝑒 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎𝑛𝑜 » ⭐️
Benvenuti nel primo libro di questa serie di immagina. Spero che apprezzerete la storia!🫶🏻
Mi s...
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Steve Rogers
"I let my guard down" - "Someone you loved", Lewis Capaldi -
Immagina...
Pov's Steve
«No, scordatelo» il suo sguardo dolce mi confondeva. Mi girava attorno, mi scrutava e cercava in tutti i modi di convincermi ma non le avrei mai lasciato fare una cosa simile.
«Oh andiamo Cap» aumentò il passo cercando di raggiungermi, in confronto a me era uno scricchiolino, così piccola che se l'avessi stretta forte tra le braccia probabilmente le avrei rotto qualcosa «Per favore, per favore, per favore»
«Nat mi ucciderebbe, piccola» mi accorsi di come la chiamai solo quando vidi le sue guance prendere un colorito simile a quello di un pomodoro «Sei tenera quando arrossisci» la presi in giro. Era la cugina più piccola di Natasha e l'aveva affidata a me mentre lei sbrigava delle cose. Aveva un paio di anni in meno della rossa ma era ugualmente matura e brillante.
«Non provare a cambiare discorso Steve!» quella ragazza era testarda e cocciuta e alzai gli occhi al cielo. La presi per la vita. Per un attimo il mio viso fu vicinissimo al suo e i nostri corpi combaciarono, me la caricai sulla spalla «Che cazzo stai facendo?»
«Ehi! Il linguaggio!» le diedi una pacca sulla coscia «Levatelo dalla testa T/n. Anche se è una cosa da poco non ti porterò con me sul campo. Se ti succedesse qualcosa Nat non me lo perdonerebbe mai. Io non me lo perdonerei mai» la posai con i piedi per terra proprio fuori dalla sua stanza.
«D'accordo. Però mi prometti che quando torni vieni qui e mi racconti tutto per filo e per segno?» mi porse il mignolo. Sapevo che era il suo modo di farmi promettere che sarei tornato da lei. Aveva perso così tanto che aveva paura che anche quel poco che le rimaneva sarebbe svanito presto, come tutti noi d'altronde, ma non aveva ancora capito che io da lei non mi sarei mai separato.
E così fu. Quando gli Avengers finirono il loro dovere il mio pensiero era ricaduto fisso su di lei quindi, dopo una doccia, mi precipitai davanti alla sua stanza. Ero nervoso, per qualche strano motivo ma mi feci forza e bussai «T/n? Sei sveglia?»
Dopo qualche attimo e dei rumori strani la porta si spalancò «Cap» un piccolo tornado con i capelli mi travolse in un abbraccio. Le accarezzai la testa e sorrisi «Sei tornato» sussurrò probabilmente pensando che non l'avrei sentita.
Le alzai il viso e la guardai «Tornerò sempre da te» sorrise e poi mi trascinò in camera sua chiudendo la porta con un calcio.
«Quindi com'è andata?» incrociò le gambe e mi guardò.
Mi presi dei secondi per osservarla. Aveva i capelli legati disordinatamente, una maglia che riconobbi essere una delle mie e dei pantaloncini della tuta le fasciavano i fianchi. Il suo letto era disordinato e la televisione, ora in pausa, emanava una fioca luce biancastra «Hai rubato un'altra volta tra i miei vestiti?»
«Cap! Andiamo!»
«È andata bene» le sorrisi. La sua curiosità era palpabile. Il modo in cui arricciava leggermente il naso e aggrottava le sopracciglia mi faceva capire quanto volesse essere parte di tutto questo. Quanto volesse essere parte di qualcosa.
Le raccontai tutto per filo e per segno mentre lei ascoltava immersa nelle mie parole. Quando finii il suo silenzio mi inquietò. Non era mai stata zitta dopo uno dei miei racconti e sul suo viso aleggiava un'espressione sconsolata. Mi faceva male vederla così «Steve?»
«Dimmi» mi prese la mano giocando con le mie dita. Qualcosa la turbava profondamente. Riuscivo a sentirlo, come una sensazione che mi appesantiva il cuore.
«Non voglio che ti succeda qualcosa» la osservai. Era davvero tenera «Non voglio che succeda qualcosa a te, a Nat o agli altri. Siete tutto ciò che mi rimane e odio non poter fare niente. Odio starmene qua con le mani in mano quando voi siete là fuori a rischiare la vita per un mondo di cui faccio parte anche io. Voglio contribuire, fare qualcosa, qualsiasi cosa mi va bene» i suoi occhi, grandi come quelli di una cerbiatta, mi fissavano speranzosi «Vorrei che mi insegnassi a combattere, almeno a difendermi. Vorrei che Tony mi desse qualcosa su cui ragionare, qualcosa da fare. Vorrei contribuire davvero»
Le accarezzai la guancia. Sapevo che non avrei potuto proteggerla dal mondo reale per sempre ma speravo di poterlo farle. Di tenerla sempre sotto la mia ala, al sicuro da tutto e tutti. Volevo proteggere il suo cuore, così generoso ed altruista per un mondo troppo egoista «Tu sei già parte di qualcosa. Cerchi sempre di prenderti cura di tutti noi ed è già molto»
«È importante per me Steve» le alzai il mento facendomi guardare negli occhi.
«Ti insegnerò a combattere, ti allenerò, ma non sarà facile, ti dovrai impegnare e parlerò con Tony» mi saltò in braccio stringendo le braccia intorno al mio collo. Le accarezzai la schiena sorridendo.
«Grazie Cap» cercò di staccarsi ma la tenni ferma su di me.
«Potrai sempre contare su di me, lo sai? Non ti lascerò da sola» la guardai. Volevo che capisse e sapesse che ci sarei sempre stato per lei.
Appoggiò la fronte contro la mia chiudendo gli occhi. Da quella distanza ravvicinata potevo notare come le sue labbra erano leggermente dischiuse e screpolate. Un piccolo taglietto rosso spiccava sul suo labbro inferiore. Aveva la brutta abitudine di mordicchiarselo.
Non me ne resi conto subito ma le sue piccole e morbide labbra si poggiarono sulle mie con dolcezza. Un bacio semplice e delicato, come lei «Mi piaci Cap»
«Anche tu, piccola»
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Pubblicato: 22 Giugno 2020 Revisionato: 22 Gennaio 2021 Su richiesta🔥 💘