Immagina Alec Lightwood💛 - Shadowhunters

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Alexander Lightwood

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Alexander Lightwood

"Ho tutta l'anima incrinata di brividi di stelle."

Immagina...

«Fanculo» sibilai a denti stretti, intenta a colpire il sacco davanti a me «Bastardo del cazzo» tirai un calcio ruotando il busto di novanta gradi e ne seguì un pugno, giusto al centro del grande oggetto nero appeso davanti a me, il colpo mi provocò un dolore lancinante alla mano «Cazzo perfetto» sbuffai togliendomi i guanti che usavo sempre per allenarmi. Cercai lo stilo che avevo incastrato da qualche parte nei leggings che indossavo ma quando non lo trovai dalle mie labbra uscì un sonoro e lungo sbuffo.

«Serve una mano?» la voce di Alec riempì la stanza nella quale mi trovavo. Quando mi girai verso di lui potei osservarlo appoggiato allo stipite di una delle entrate della palesata con il mio stilo tra le sue dita sottili ed affusolate.

«Posso fare da sola, grazie» risposi cecando di non imbarazzarmi. Non mi piaceva fare la figura della sprovveduta ed impulsiva, mi avvicinai a lui e allungai la mano davanti a me per farmi passare lo stilo. Lui senza minimamente curarsi di ciò che avevo appena detto avanzò verso di me passando con decisione il piccolo oggetto sulla Iratze disegnata alla base del mio collo.

«Come mai tutta quella rabbia?» Chiese senza accennare ad un movimento per allontanarsi mentre i suoi occhi scrutavano attentamente il mio viso.

«Fatti miei» risposi incrociando le braccia al petto.

«Oh andiamo T/n, ci conosciamo da tanto ormai e siamo amici, sai che puoi dirmi quello che ti passa per la testa» il suo sguardo si addolcì leggermente e sospirai puntando il mio verso il pavimento.

«Il mio ex è arrivato all'istituto stamattina e continua a ronzarmi attorno in modo estremamente fastidioso e solo l'Angelo sa quando lo odio» strinsi i pugni e con stupore notai lui fare lo stesso «Adesso per fortuna non c'è, e non voglio avere idea di dove sia. Stavo solo cercando di scaricare la rabbia»

«Beh che ne dici di un avversario meno passivo di quel povero sacco?» Disse il ragazzo facendo un passo indietro. Si tolse la maglia mettendosi in posizione di attacco. Mi persi ad osservare il suo corpo per attimi probabilmente eterni. Indietreggiai anche io soffermandomi qualche secondo sui muscoli che contornavano il suo petto, le sue braccia e i suoi addominali.

Iniziammo a combattere e Alec riuscì a parare quasi tutti i miei colpi tranne uno che lo prese dritto alle costole. Senza darmi il tempo di allontanarmi il ragazzo ne approfitto per tirarmi il polso e ruotarmi di 180 gradi facendomi sbattere la schiena contro il suo petto. Il mio braccio era l'unica cosa a separare il suo corpo dal mio, piegato dietro la mia schiena mentre il suo fiato caldo solleticava il mio collo. I miei muscoli si rilassarono nell'istante in cui le sue labbra sfiorarono la pelle sotto il mio orecchio, quasi mi sciolsi tra le sue braccia cessando ogni tipo di resistenza verso di lui e il suo tocco «Ti distrai facilmente, T/n»

Decisi di stare al gioco e piegai leggermente il collo di lato sentendo il suo naso percorrere la mia pelle. La sua presa sul mio braccio si allentò e la sua mano scivolò lungo il mio fianco. Presi la palla al balzo e mi girai di scatto riuscendo ad atterrarlo mettendo un ginocchio sul suo petto «Non sei l'unico che sa giocare sporco, Lightwood» il ragazzo sorrise scuotendo leggermente la testa.

«È per questo che ti adoro, che mi piaci» immediatamente i miei muscoli si tesero e quasi senza che me ne accorgessi mi ritrovai sotto il suo corpo, bloccata a terra.

I suoi occhi fissavano le mie iridi mentre le sue mani erano ferme ai lati della mia testa. Un sorrisetto gli dipingeva le labbra che, dopo che si fu avvicinato, sfioravano le mie con delicatezza.

Passarono pochi secondi e non potei fare a me ti prenderlo per le spalle ed avvicinarlo a me in modo da far scontrare le nostre bocche. Lo baciai con foga, sentendo la necessità di quel contatto in ogni centimetro del mio corpo.

La sua mano si posò sul mio collo, stringendolo leggermente prima di scendere verso la curva dei seni per accarezzarli. Quando sentii l'erezione del ragazzo premere contro il mio interno coscia spalancai gli occhi «Alec» dissi trattenendo un gemito strozzato «Siamo in palestra» mormorai.

Anche il ragazzo sembrò risvegliarsi dalle sue azioni e dopo essersi guardato attorno si alzò porgendomi la mano. Si avvicinò al mio orecchio scostandomi i capelli dal collo «Se quello lo vedo riavvicinarsi a te, lo prendo a pugni» disse prima di afferrare la mia mano iniziando a camminare verso una meta che scoprii presto essere la sua stanza.

Mi spinse contro la porta non appena si fu chiusa alle mie spalle e dopo avermi baciata profondamente iniziò a succhiare e mordere il mio collo facendomi chiudere gli occhi per le sensazioni.

Spinse il suo corpo contro il mio mentre posava le mani sul mio sedere stringendolo con forza. Mi aggrappai alle sue spalle accarezzando i suoi muscoli sotto le mie dita.

Portò una mano verso le mie cosce, accarezzando la curva dei miei fianchi prima di intrufolarla sotto la mia maglietta salendo a stringere uno dei miei seni accarezzando il punto più sensibile.

Portai di nuovo le mie labbra sulle sue con impazienza fin quando qualcuno bussò alla porta facendomi sobbalzare «Alec, in missione tra dieci minuti» disse la voce di Izzy tentando di aprire la porta.

Alec prontamente la richiuse «Mi sto vestendo, arrivo» disse il ragazzo guardandomi. Trattieni una risatina e quando sentimmo i passi della ragazza allontanarsi scoppiamo a ridere.

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Pubblicato: 28 Marzo 2019
Revisionato: 10 Luglio 2021
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