Immagina Sherlock Holmes💚 - Serie BBC

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"I'm losingmyselfagain

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"I'm losing
myself
again.."

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Immagina...

«Sembra troppo inesperta» il mio orecchio scattò in un rilesso spontaneo e con esso anche il mio naso si storse. L'uomo che si trovava a qualche metro da me sembrava averlo notato perché un sorriso strafottente si era dipinto sul suo volto. Il signor Holmes veniva spesso nello studio legale in cerca di maggiori indizi per risolvere i suoi casi e con se portava sempre anche il dottor Watson. Erano amici da poco e Molly sembrava cercare in tutti i modi di catturare l'attenzione dei due. Ormai conoscevo Sherlock da un po' ma nonostante ciò il modo in cui parlava di me come se non fossi stata presente nella stanza mi faceva sempre storcere il naso. Ancora di più mi innervosiva il fatto che lui l'avesse palesemente capito.

«Sono sicuro che le hai già fatto il profilo quando vi siete conosciuti, non comportarti da saputello per favore» l'uomo più basso accanto a lui intervenne ma rimasi concentrata sul mio lavoro mentre sbirciavo al microscopio e mi appuntavo le mie osservazioni su un quadernino «Inoltre la stai fissando ed è inquietante»

«La sto osservando, il che è ben diverso» sorrisi leggermente mordendomi piano il labbro inferiore.

«Trovato qualcosa?» la dottoressa Hooper fece il suo ingresso in quel momento nello studio.

«Oh si» rispose Holmes. Il nuovo ragazzo della dottoressa fece il suo ingresso subito dopo la donna. Erano usciti poche volte ma lei sembrava davvero felice. Ovviamente anche Sherlock lo aveva notato e finì, senza volerlo, per offendere Molly che scappò dalla stanza quasi piangendo.

«Bravo, bel lavoro» intervenne Watson alzando gli occhi al cielo con uno sbuffo.

«Le faccio risparmiare tempo, non sono gentile?» chiese ingenuamente. Era incredibile quanto fosse geniale ad osservare le persone ma allo stesso tempo quanta fatica facesse a rapportarsi con loro.

«Gentile? Nono, Sherlock, questa non è gentilezza» l'uomo non si curò minimamente di quello che il suo amico gli aveva appena detto e indicò il paio di scarpe appoggiato sul tavolo del laboratorio «Mh?»

«Sai come faccio, tocca a te» l'uomo scosse la testa, sembrava proprio deciso a non voler tentare. A me affascinava molto la cosa. Cogliere i dettagli, studiare una persona per capire le sue abitudini e ammiravo molto Sherlock per le sue capacità, anche se non glielo avrei mai detto.

«Uno sguardo esterno, andiamo, una seconda opinione mi è di aiuto» Watson borbottò un "si certo" sarcastico e lo sguardo di Sherlock scattò verso di me «Perché non provi tu, Signorina»

«T/n, il mio nome è T/n, Sherlock lo sai» il signor Holmes mi indicò ancora il paio di scarpe e mi avvicinai al tavolo con la sedia girevole sulla quale ero seduta. Il mio sguardo vagò per qualche attimo sull'oggetto «Beh direi che sono scarpe da ginnastica» ridacchiai.

«Bene» sospirò sarcastico l'uomo davanti a me alzando gli occhi al cielo. Presi una delle due scarpe osservandola più da vicino.

«Sono in buono stato, sembrerebbero nuove se non fosse che la suola è consumata. Direi uno stile anni 80', un po' retrò»

«Ottimo, che altro?» lo guardai e per un attimo mi sembrò come se stesse guardando direttamente nel profondo della mi anima. Come se stesse scavando sempre più in profondità per scoprire i miei segreti più oscuri e la cosa mi faceva tremendamente paura.

«Sono grandi, presumibilmente da uomo. All'interno ci sono tracce di un nome scritto col pennarello quindi probabilmente appartengono ad un ragazzino. A giudicare dalla malformazione in questo punto direi anche abbastanza robusto» picchiettai le dita sul tavolo.

«Eccellente ma non dirai che è tutto qui?» L'uomo fece un sorriso furbo.

«Il proprietario probabilmente le adorava molto, sono sbiancate, pulite con cura e sicuramente ha cambiato le stringhe almeno tre o quattro volte»

«Gran bel lavoro» l'uomo mi sorrise e arrossii leggermente «Anche se hai tralasciato qualcosa: Ci sono tracce di pelle screpolata presumibilmente dovuta ad un'eczema e le scarpe sono più schiacciate verso l'interno perché il proprietario aveva degli archi plantari deboli. Fatte in Inghilterra 20 anni fa, non retrò ma originali» Sherlock girò il telefono con l'esatta immagine delle scarpe che in quel momento erano appoggiate sul bancone.

Il telefono di Watson squillò in quel momento, probabilmente era Mycroft Holmes, il fratello di Sherlock. Senza dire nulla tornai al mio lavoro. Sapevo quanto il detective odiava essere disturbato durante i momenti i cui era concentrato a scavare tra i suoi pensieri e per questo motivo cercai di essere il più silenziosa possibile.

Dopo attimi di completa assenza di rumore, in un secondo la mia sedia roteò di 180 gradi facendomi sobbalzare, mi ritrovai Sherlock ad un soffio dal mio naso. Mi prese la testa tra le mani avvicinandomi a lui e in un attimo appoggiò le sue labbra sulle mie. Se c'era una cosa che avevo imparato di quell'uomo era quanto riuscisse ad essere imprevedibile ma nonostante questo non potei fare altro che ricambiare il bacio e muovere le mie labbra con le sue. Appoggiai una mano sul suo collo accarezzando leggermente una ciocca dei suoi capelli e una delle sue mani scivolò sul mio collo.

«Ahh, sono un genio» Quando si staccò con un sorriso beffardo sul viso mi lanciò un'occhiata profonda prima di lasciare la stanza.

IMMAGINA || Chapter OneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora