« 𝐴𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑢' 𝑏𝑢𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑖 𝑝𝑢𝑜' 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑙𝑙𝑢𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑑𝑢𝑒 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎𝑛𝑜 » ⭐️
Benvenuti nel primo libro di questa serie di immagina. Spero che apprezzerete la storia!🫶🏻
Mi s...
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
"È possibile modificare ciò che si fa, ma non è possibile modificare ciò che si desidera"
Su richiesta🐎
Ambientazione: Non ci sono spoiler riguardanti la serie qui di potete leggerlo tutti tranquillamente.
Immagina...
Essere amica della famiglia Shelby aveva i suoi pregi e i suoi difetti. Da una parte ti faceva sentire potente, temuta, stimata. Dall'altra, invece, subentravano i veri pericoli: i nemici, i debiti e i ricatti, anche se alla fine quest'ultimo lato non mi era mai pesato molto. Certe volte, non avere nulla da perdere, è come un pregio.
Le persone chinavano il capo al mio passaggio mentre camminavo spedita verso il Garrison. Tommy aveva concluso un affare importante e quale modo migliore di festeggiare se non andare a sbronzarsi al pub di famiglia?
La campanella suonò appena misi piedi dentro il locale annunciando il mio arrivo con un suono stridulo e quasi totalmente sopraffatto dalla musica <<T/n! Sei arrivata, finalmente>> mi ritrovai subito avvolta dall'abbraccio familiare di Ada. Probabilmente lei era sempre stata la mia più cara amica e averla rivista dopo tutto quel tempo mi fece tornare il sorriso sul volto <<Quando Jonh mi ha detto che probabilmente saresti passata ho fatto i salti di gioia. Credo che rivederti sia il motivo principale che mi ha spinta a tornare per qualche giorno>> mi sorrise dopo essersi staccata dall'abbraccio.
<<Ho fatto solo un salto, perché Jonh ha insistito tanto, però se avessi saputo che ci saresti stata anche tu sarei venuta molto prima>> mi tolsi il cappotto lasciandolo sul bancone insieme alla mia borsa.
<<Credo che mio fratello abbia una piccola cotta per te, amica>> Ada sorrise mentre il ragazzo in questione fece la sua apparizione poggiandomi un braccio intorno alle spalle. La verità è che, prima che partisse per la Francia, io e Jonh eravamo molto amici e non credo mi abbia mai guardata in modo diverso.
<<Sei venutaaa>> sorrise giocando con lo stuzzichino tra le sue labbra. Aveva un bicchiere di whisky in mano e avrei potuto capire quanto fosse sbronzo anche a 100 metri di distanza. Quasi non si reggeva in piedi.
<<Jonh, quanto cazzo hai bevuto?>> lo aiutai a sedersi su una sedia mentre mi guardò dalla testa ai piedi alzando verso di me il bicchiere stretto dalla sua mano sinistra.
<<Vorrei dirti quanto ti scoperei con quel vestito addosso T/n>> biascicò in tono divertito, come se fosse una cosa normale che lui volesse scoparmi <<Ma Tommy ci ha ordinato di starti alla larga>> fece una smorfia alla quale avrei sicuramente riso se prima non avesse detto quelle parole. Thomas gli aveva ordinato di starmi lontano e io non ne capivo il motivo. Quando si parlava di lui mi sentivo sempre in soggezione e, in sua presenza, non avevo idea di come comportarmi.