Immagina Bellamy Blake💛 - The 100

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"Just let me hold you for a little longer now"

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"Just let me hold you for a little longer now"

Ambientazione: Circa metà della prima stagione✨

Su richiesta🌀

Immagina...

«Sposta il piede» il tono duro del ragazzo dai capelli neri come la pece mi fece alzare gli occhi al cielo. Prese l'ascia che aveva alla cinta e dopo un paio di colpi secchi riuscì a spezzare una della maniglie. Con un po' di difficoltà riuscimmo ad aprire la porta di quello che doveva essere il rifugio che ci aveva indicato l'arca con cibo e coperte per il freddo. Entrammo e dopo essere scesi dalle scale tirai fuori due torce dallo zaino porgendone una a Bellamy «Davvero pensi che non ci sia mai entrato nessuno?»

«Sognare non è un peccato no?» sospirai e guardandomi intorno notai un corridoio che conduceva ad un'altra, ed apparentemente più lunga, rampe di scale «Andiamo dai» iniziammo a scendere i gradini con lentezza e cautela. Fui costretta a coprirmi il naso quando sentii una puzza farsi sempre più vicina e intensa e dovetti trattenere un conato di vomito quando notai un cadavere lasciato a marcire sui gradini.

«Che brutto posto per morire» quando arrivammo alla fine delle gradinate non potei fare a meno di essere disgustata da quel luogo pieno di ragnatele e piuttosto raccapricciante.

«Non che sia un bel posto in cui vivere, è uno schifo» dissi tossendo a causa della polvere «Dannazione!» esclamai, sembrava quasi tutto andato in malora «Avranno distribuito il cibo prima che esplodessero le ultime bombe, non credo che troveremo molto» Iniziammo ad aprire svariate casse trovando la maggior parte di esse vuote «Hey! Ho trovato delle coperte»

«Sei felice per un paio di coperte?» il tono sarcastico del ragazzo mi fece sbuffare.

«Beh è più di quello che ci aspettavamo!» dissi buttando per terra le scatole vuote.

«Questo non è niente! Come pensi che sopravvivremo senza cibo o senza armi?» il ragazzo batté un pugno contro una delle pareti e mi girai verso di lui con fare scocciato.

«È molto più di ciò che abbiamo ora! Quello che serve a quei ragazzi non sono delle stupidissime armi che vedono come degli stupidissimi giocattoli!» lo sguardo di Bellamy era pieno di rabbia e odio.

Non ero mai riuscita a sopportare quel suo atteggiamento. Da chi sa cosa è meglio per tutti ma vuole salvare solo se stesso, e sua sorella «Le guerre non si vincono di certo con delle coperte!» si avvicinò a me facendomi indietreggiare, mi fermai quando le mie spalle si scontrarono con il muro freddo e trattenni il respiro per qualche secondo.

«Non puoi ammazzare tutti quelli che vedi. Noi dobbiamo imparare a convivere. Noi dobbiamo fare meglio» alzai il mento guardando il ragazzo negli occhi. Sembrava ancora arrabbiato e ne abbi la conferma quando tirò un altro pugno al muro dietro di me facendomi sobbalzare. Mi faceva quasi paura in quello stato.

«Sei una stupida!» mi fece coraggio e lo presi per i lembi della giacca scuotendolo.

«Smettila! Io lo so perché ti comporti così! Vuoi trovare della armi in modo che tu possa scappare dal campo e avere la consapevolezza di non averci completamente abbandonati! Ecco perché hai portato tutte quelle razioni ed ecco perché sei così agitato! Tu vuoi scappare per paura di quello che ti farà Jaha una volta arrivato sulla terra» usai un tono deciso e affilato, tagliente e gli piantai un pugno sul petto «Sei un fottutto codardo Bellamy Blake!»

Mise una mano intorno al mio collo spingendomi di nuovo con le spalle al muro «Io non sono un codardo» sibilò arrabbiato. Il mio sguardo era incatenato al suo, ardente di tutta quella verità che non era riuscito ad ammettere nemmeno a se stesso.

Strinsi più forte la sua giacca tra le mani attirandolo inconsciamente a me. Sapevo che non mi avrebbe fatto del male ma, ora, così incazzato faceva davvero paura «Bellamy»

La sua presa diminuì leggermente e spingendosi contro di me mi baciò con ferocia. Il suo corpo premeva contro il mio accendendo ogni punto come fuoco che scoppiava sotto l'alimentazione della benzina. Con una mano strinse uno dei miei glutei infilando l'altra sotto la mia maglietta. Gli tolsi la giacca e dopo avermi spostato il viso iniziò a baciare il mio collo. Lo morse e succhiò leggermente in vari punti facendomi ansimare. Il suo bacino premeva contro il mio permettendomi di sentire la sua erezione insistente tra le mie gambe. Mi tolse la maglietta con foga iniziando a baciare il mio petto abbassandosi leggermente. Inarcai la schiena verso di lui tirandogli leggermente i capelli, ansimò.

«È arrivata la tua ora Blake» una voce forte fece sobbalzare entrambi. Vidi Dax, uno dei cento, con un fucile puntato verso di noi e un sorrisetto meschino sul viso. Come se stesse succedendo a rallentatore vidi il ragazzo premere il grilletto e mi parai davanti a Bellamy in un gesto istintivo. Il proiettile mi prese di striscio sul fianco e prima di permettere al ragazzo di ricaricare gli piantai un calcio al centro del petto facendolo barcollare all'indietro. Lo atterrai, gli salii a cavalcioni dandogli un pugno sul viso e cercai di prendergli l'arma dalle mani. Dax riuscì a strattonarsi dalla mia presa e con il fucile mi colpì in viso facendomi cadere di lato e sbattere forte contro il muro.

«Dax fermati!» Bellamy urlò e prima di poter estrarre il coltello dalla sua cintura Dax sparò un altro colpo senza riuscire a colpire il moro. Il ragazzo cercò di rimettersi in piedi ma in un attimo Bellamy gli fu addosso piantandogli il coltello nel collo. Il suo fiato era corto e dal suo sguardo sembrava essere sconvolto «T/n, stai bene?» si precipitò da me dopo essersi ripreso.

«Sto bene credo» mi aiutò a rimettermi in piedi e con una mano sfiorò il sangue che colava giù dal mio fianco e dalla mia testa «Mi ha preso solo di striscio»

«Fortunatamente la sua mira faceva schifo» Il ragazzo mi aiuto a mettermi seduta dopo che mi accasciai quasi su di lui a causa di un giramento di testa. Mi lasciò per qualche attimo da sola preoccupandosi di portare il corpo di Dax in superficie. Si accovacciò davanti a me appoggiando le mani sulle mie ginocchia attirò il mio sguardo su di sé «Allora, ti saresti presa una pallottola per me eh?»

«Non montarti la testa, è stato istintivo. L'avrei fatto solo perché servi ai ragazzi del campo, sei il loro capo no?» Lo guardai e con un po' di nastro adesivo trovato nel rifugio mi aiutò a sigillare il taglio sul fianco «Non te ne puoi andare Bellamy, hanno bisogno di te. Io ho bisogno di te»

Sospirò e con un sorrisetto portò di nuovo lo sguardo su di me «Non me ne andrò»

IMMAGINA || Chapter OneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora