"The rain is our soundtrack, your hands in my hair"
Immagina...
<<So camminare da sola grazie>> sbotto dopo che le due guardie ai miei lati mi ha strattonata.
Finalmente mi lasciano permettendomi di avanzare in modo decente. Il cancello si apre e mi abbasso la lunga maglia arancione che indosso sbuffando.
<<La tua è la 57, non ci sono alloggi separati per maschi e femmine, solo i bagni>> inizia il ragazzo alla mia destra, avrà circa 25 anni <<Non combinare casini, non iniziare le risse, non tirare il cibo in mensa e vedrai che sarai fuori di qui prima di quanto credi>> vedo che trattiene un sorriso al quale ricambio con occhi dolci.
Come dice il detto, tenetevi stretti gli amici e i nemici ancor di più.
<<Sono tutti in mensa per il pranzo, la pausa dura due ore, dalle 12:00 alle 14:00, poi di nuovo tutti in cella. Ora d'aria dalle 9:00 alle 10:00 e dalle 17:00 alle 18:00. La sveglia è alle 8:00>> mi spiega l'altro con tono poi duro.
Senza rispondere mi avvio verso quella che dovrebbe essere la mensa spingendo la maniglia della porta. Cammino fino ai vassoi non curante del fatto che tutti gli sguardi siano posati su di me.
Ne prendo uno chiedendo della semplice carne con insalata e una bottiglietta d'acqua. Mi giro cercando con lo sguardo un tavolo vuoto e lo trovo in fondo alla stanza posizionato nell'angolo.
Inizio a mangiare con lentezza passando lo sguardo su tutti i presenti fin quando la mia attenzione viene catturata da un ragazzo che sta entrando con le manette e una guardia. Viene slegato una volta arrivato dalle cuoche e scrolla le spalle iniziando a prendere il cibo.
Riporto la mia concentrazione al piatto mangiando solo metà della carne che mi è stata data, insomma, fa letteralmente schifo. Non pretendo chissà che ma questo non lo darei nemmeno a un cane.
Allontano il piatto mentre i miei pensieri vengono interrotti da un suono stridulo poco lontano da me. Alzo gli occhi osservando il ragazzo in manette di prima strusciare la sedia provocando un rumore acuto e fastidioso.
Mi fissa negli occhi e ricambio lo sguardo accigliata. Si siede con lentezza ghignando e io costato che già mi sta sul cazzo.
<<Sei seduta al mio tavolo>> dice tutt'un tratto ma tengo lo sguardo sul mio piatto.
<<Non ci vedo nessun nome sopra e, dal momento che sei qui dentro, non credo nemmeno che tu te lo sia comprato>> rispondo acida.
<<Sei nuova?>> chiede.
<<No ma fino ad oggi sono sempre stata invisibile sai>> che cazzo di domande fa?
<<Come ti chiami?>> continua.
<<Cazzi miei Styles>> leggo il suo nome dalla targhetta della sua divisa.
<<Me lo devi come minimo per esserti seduta al mio tavolo senza permesso>> ghigna di rimando.
<<Non sei il capo, non rispondo a te, tantomeno ti devo qualcosa. Questo posto non è tuo e sappi che d'ora in avanti mi siederò qui ogni volta che voglio.>> finisco per poi alzarmi dal tavolo uscendo dalla stanza.
POV's Harry
La osservo appoggiata al muro della sua cella mentre è seduta sul letto mentre ha un album da disegno sulle gambe. È passato quasi un mese da quando è arrivata e, cazzo, non ha fatto altro che stuzzicarmi facendomi impazzire e il fatto che la sua cella sia di fronte alla mia non ha agevolato la cosa
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IMMAGINA || Chapter One
Fiksi Penggemar« 𝐴𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑢' 𝑏𝑢𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑖 𝑝𝑢𝑜' 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑙𝑙𝑢𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑑𝑢𝑒 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎𝑛𝑜 » ⭐️ Benvenuti nel primo libro di questa serie di immagina. Spero che apprezzerete la storia!🫶🏻 Mi s...
