« 𝐴𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑢' 𝑏𝑢𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑖 𝑝𝑢𝑜' 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑙𝑙𝑢𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑑𝑢𝑒 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎𝑛𝑜 » ⭐️
Benvenuti nel primo libro di questa serie di immagina. Spero che apprezzerete la storia!🫶🏻
Mi s...
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"Some mistakes get made that's alright, that's okay"
(P.s. c'è chi lo ama e chi mente)
Su richiesta🚶🏻
Immagina..
Muovevo i fianchi a ritmo di musica. Mi sentivo osservata, sentivo il suo sguardo bruciarmi in ogni punto del mio corpo ma mi costrinsi a non guardarlo. Quella volta mi rifiutai di incontrare i suoi occhi. Mi ci sarei incatenata e, come in una trappola, sarei cascata tra le sue braccia.
"Ogni volta che tu mi rifiuti, io poi ti voglio sempre di più" mi disse. Da quell'istante l'idea che se mi fossi lasciata andare ai miei sentimenti verso di lui, si sarebbe stancato di corrermi dietro, mi corrodeva. Lo odiavo. Odiavo quel suo sorriso strafottente, odiavo quei suoi capelli riccioli e ribelli, odiavo il modo in cui mi guardava perché mi faceva sentire nuda. Per quanto cercassi di nascondere ogni tipo di emozione quelle rare volte in cui mi parlava, mi sentivo così totalmente trascinata da lui, e odiavo anche questo.
Ritornai alla realtà grazie allo scossone che mi diede Eva <<T/n, mi dispiace ma è successo un casino con mia madre, non puoi restare da me stanotte>> la guardai spaesata, quasi incredula di ciò che mi stava dicendo <<Poi ti spiego, ciao!>> guardai la sua chioma rossa sparire in mezzo alla folla mentre iniziavo a pensare ad un modo per tornare a casa. Non avevo soldi per il taxi, dato che contavo su Eva, il mio cellulare era morto e Silvia se l'era filata con la mia giacca con dentro le chiavi di casa. Fantastico no? Mi trovavo a casa di Edoardo Incanti senza la minima idea su come tornare a casa, e la serata non era ancora finita.
Mi allontanai dalla folla che ballava dirigendomi verso il tavolo con drink e snack. Non sapevo se avevo più fame o voglia di bere per far finire quella serata senza ricordarmi nulla il giorno dopo.
<<Sei venuta alla fine>> aveva la voce talmente bassa e roca da farmi venire i brividi ogni volta che la sentivo abbastanza vicina a me.
<<Avevo solo fatto un salto con Eva prima che mi scaricasse>> ribattei senza guardarlo. Sentivo il suo profumo invadermi nonostante l'insistenze puzza di alcool che mi pizzicava le narici.
Lo vidi schiudere le labbra per ribattere prima che Fede, il suo migliore amico, arrivasse mettendosi tra me e lui. Parlarono qualche secondo prima di correre entrambi verso l'ingresso. Dieci minuti dopo se ne erano già andati via tutti e io non avevo trovato ancora un modo per tornare a casa.
<<E tu che ci fai ancora qui?>> il suo sorriso strafottente era aumentato a dismisura vedendo quanto la fortuna, in quel momento, aveva deciso di girare dalla sua parte.
<<Ho bisogno di un passaggio a casa. Dovevo andare da Eva ma mi ha scaricata, il mio cellulare è morto, non ho soldi e Silvia se n'è andata con le mie chiavi e la mia giacca>> spiegai. Ero imbarazzata, il suo sguardo mi imbarazzava.