Immagina Thomas Shelby❤️ - Peaky Blinders

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"How you let me go"

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"How you let me go"

Su richiesta🧸

Immagina...

Pov's Thomas

«Lizzie» chiamai la donna tamburellando le dita sulla scrivania alla quale ero seduto e mi accessi una sigaretta facendo un tiro profondo «Lizzie!-» alzai il viso verso la postazione della donna ma quando non la trovai scattai in piedi «Polly!» attesi qualche attimo prima che mia zia apparisse sulla soglia della porta del mio ufficio «Dov'è Lizzie?»

«A casa sua Tommy. Hanno finito tutti di lavorare qualche ora fa» il suo tono sembrava quasi sconsolato mentre il suo comportamento e il suo sguardo mi facevano capire che c'era qualcosa che non andava. Piantai i pugni sulla scrivania alzando un sopracciglio.

«Che c'è? Che sta succedendo?» si appoggiò con la mano alla porta guardandomi anche lei con una sigaretta tra le labbra «Parla Polly»

«È tornata, è a Small Heat» il mio cuore cessò di battere per qualche istante mentre nella mia mente riaffiorò il ricordo di lei. Il profilo del suo viso, delle sue labbra, la curva dei suoi fianchi e il suo corpo. Non sarei mai riuscito a dimenticarla.

Annuii e mi girai verso la finestra dietro di me «Portamela qui» mi versai del whisky «Non voglio sentirti Polly. Voglio che me la porti qui, adesso!» ringhiai.

«Sono già qui» un tintinnio mi fece girare. Polly, dopo un'occhiataccia intensa che le lanciai, se ne andò lasciandomi da solo con la ragazza.

Il mio sguardo si posò sulla bottiglia che aveva in mano e un ghigno si formò sul mio volto «Non è Whisky quindi non sei qui per affari, ma tu sai bene che il Rum è per il tempo libero e per fare sesso, non è vero?»

Scosse appena la testa appoggiando la bottiglia dal liquido ambrato sulla mia scrivania. Potei osservarla nei suoi movimenti. Era passato un anno da quando l'avevo vista l'ultima volta, un anno da quando se n'era andata senza dire niente «Lo so, sei stato tu stesso a dirmelo Thomas» sembrava cambiata.

«Perché sei tornata?» mi appoggiai di nuovo con le mani sulla scrivania guardando la ragazza negli occhi. Era sempre stata incantevole e lo era ancora.

«Perché mi mancava tutto questo» si sporse leggermente prendendo una delle mie sigarette accendendosela. In quel momento vidi il guizzo dei suoi occhi e capii quanto quell'affermazione dovesse essere vera. Capii anche che non era affatto cambiata, la luce nei suoi occhi era sempre la stessa, brillante e intensa «Perché per quanto abbia cercato di scappare da tutto questo mi mancava ciò che ero qui, mi mancava ciò che ero con te» scosse la testa «Mi mancavi tu Tommy»

«Anche tu mi sei mancata» le dissi, ed era vero. In quell'anno non avevo fatto altro che pensare a lei, a cosa avrebbe fatto se fosse stata accanto a me. Prima e dopo la Francia mi era sempre stata vicina ed ero abituato alla sua presenza. Quando se ne andò il buco di demoni dentro di me che sembrava stesse per divorarmi si allargò a dismisura.

«Pensavo che mi odiassi» la cosa che mi piaceva di lei era che, in qualsiasi occasione, non abbassava mai lo sguardo. Ti guardava sempre dritta negli occhi, così orgogliosa e testarda da essere riuscita a farmi impazzire «Pensavo che non volessi nemmeno più vedermi»

«Ho imparato molto tempo fa che chi bisogna odiare sono i nemici ma prima di te, non avevo mai amato nessuno» feci il giro della scrivania. Lei si appoggiò ad essa guardandomi con i suoi grandi occhi «Una volta mi hai detto che uomini come me non possono mai essere amati» mi avvicinai a lei «Neanche tu puoi amarmi?»

«Io ti amerò sempre, Tommy» mi prese per il gilet avvicinandomi a lei. Mi accarezzò il viso con le sue mani perennemente fredde mentre io le appoggiai sulla sua schiena accarezzandola.

«Sposami» tirai fuori un anello dal mio taschino. Me lo portavo dietro da prima che se ne andasse «Sposami e sarai mia» le infilai il piccolo oggetto al dito della mano sinistra «Io ho bisogno di te T/n e ho bisogno di noi. Non me ne frega un cazzo di tutto il resto. Io ti amo, quindi sposami»

«Accidenti a te, Thomas Shelby» mi baciò tirandomi a lei e sorrisi leggermente. La spinsi sulla scrivania accarezzandole le gambe da sopra la gonna «Avresti dovuto chiedermelo un anno fa»

«Ti amo» morsi il suo labbro inferiore. Avevo immaginato così tante volte di poterlo fare al posto suo e ora che la stavo baciando mi sentivo come un ragazzino alla sua prima scopata.

«Tommy..» iniziò lentamente a sbottonarmi il gilet e la camicia e me li sfilò dai pantaloni buttando tutto per terra. Mi accarezzava il petto con lentezza passando i polpastrelli sul mio tatuaggio, sulle cicatrici.

Iniziai a slacciarle il vestito abbassandoglielo sulle spalle, la baciai, la accarezzai e soprattutto la spogliai completamente. La vidi imbarazzarsi per la prima volta. Per la prima volta vedevo il suo lato debole venire lentamente a galla. E cazzo, tutto quello era fottutamente eccitante.

Mi liberò anche dei miei miei pantaloni e del resto. Quando riprese a baciarmi e finalmente entrai dentro di lei, capii quanto in quel momento si stesse fidando di me, quanto si stesse lasciando andare. Mi spinse su una delle sedie dietro di me e mi salì sopra. Inspirai il suo profumo stringendo le mani sui suoi fianchi. Glielo misi di nuovo dentro dopo qualche attimo.

Gemette e sorrisi, le piaceva. Il sudore sul suo viso, la testa piegata all'indietro e i suoi occhi socchiusi mi regalavano la vista di tutto ciò che avevo sempre desiderato avere, lei.

Le accarezzai il seno nudo baciandole il collo. Glielo morsi e leccai la sua pelle leggermente arrossata facendola mugugnare ancora, ancora e ancora.

Quando venimmo si accasciò su di me stanca. Il battito del suo cuore era alle stelle, come lo era il mio. Le scostai i capelli dal viso mentre ancora era appoggiata al mio petto «Ci sposiamo dopodomani, comunque»

IMMAGINA || Chapter OneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora