Madrid 1907
Palazzo Reale - Sala del Consiglio
L'orologio a pendolo scandiva il tempo con il suo battito regolare, mentre il sole mattutino filtrava dalle ampie finestre della Sala del Consiglio. L'aria era densa di fumo, di conversazioni sottovoce, di documenti che venivano sfogliati, e il tintinnio discreto di un cucchiaino contro una tazza di porcellana.
Seduto alla testa del tavolo, il Primo Ministro Antonio Maura osservava i presenti con sguardo attento, le mani intrecciate sotto il mento.
Erano tutti uomini di peso, alcuni vestiti con eleganti abiti scuri, altri con uniformi decorate da mostrine e gradi. Alla sua destra il re Alfonso XIII ascoltava in silenzio. Non era lì per prendere decisioni, nessuno lo avrebbe preteso, ma era importante che fosse presente. Voleva capire, voleva essere parte delle dinamiche che governavano la sua nazione.
Davanti a loro, distribuiti lungo il tavolo, sedevano i più importanti uomini del governo e dell'industria:
- Arsenio Linares, Ministro della Guerra, dalla pelle del volto dura, segnata dalle mille battaglie sul campo. Sembrava conoscere bene il peso del comando.
- Manuel Allendesalazar, Ministro degli Affari Esteri, abituato alle sfumature della diplomazia.
- José Sánchez Guerra, Ministro dell'Interno, che si occupava della sicurezza nazionale.
- Gabriel Maura Gamazo, Ministro dell'Economia, figlio del Primo Ministro e uomo dalle idee pragmatiche.
- Raul Mortiger, industriale e presidente di una delle più grandi società minerarie attive in Marocco.
E poi, più indietro, Felix Mortiger, osservava e ascoltava in silenzio.
Maura si schiarì la gola e posò un documento sul tavolo.
"Signori, ho voluto riunirvi oggi per discutere di un problema che potrebbe presto richiedere la nostra attenzione: la situazione in Marocco."
Un breve silenzio seguì le sue parole, poi fu Allendesalazar, Ministro degli Esteri, a intervenire per primo.
"Dopo la Conferenza di Algeciras¹, credevamo di aver trovato un equilibrio accettabile. Ma i tedeschi continuano a interferire, sostenendo i movimenti indipendentisti. Se la tensione sale ancora, la nostra posizione potrebbe diventare instabile."
Il Ministro della Guerra, Arsenio Linares, annuì lentamente.
"Le informazioni che riceviamo dai nostri uomini sul campo confermano che le tribù berbere stanno diventando sempre più organizzate. Se dovesse scoppiare una rivolta, saremmo pronti a gestirla?"
Il Ministro dell'Interno, Sánchez Guerra, intervenne con tono cauto.
"Non è solo una questione militare. Se il conflitto in Marocco si intensifica, avremo conseguenze anche qui, in patria. Gli anarchici e i socialisti useranno qualsiasi crisi coloniale come pretesto per fomentare il malcontento tra gli operai."
A quelle parole, un altro uomo si fece avanti.
Era Gabriel Maura Gamazo, Ministro dell'Economia.
"Dobbiamo anche considerare l'impatto finanziario. Le recenti tensioni in Catalogna hanno già messo a dura prova le casse dello Stato. Qualsiasi operazione militare significherebbe sottrarre fondi ad altri settori."
Un brusco rumore fece voltare tutti. Raul Mortiger aveva posato il bicchiere d'acqua sul tavolo con troppa decisione. Si sistemò sulla sedia, poi si sporse leggermente in avanti, portando energicamente indietro il suo ciuffo di capelli che gli copriva la fronte.
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La strega di Eibar
Gizem / GerilimLa figlia illeggittima del Re di Spagna Alfonso XIII deve morire. Renata, la bimba sopravissuta, sembra avere un particolare legame con il mondo dei morti da cui è miracolosamente riuscita a fuggire. Felix Mortiger, uomo senza scrupoli al servizio d...
