41. Paura

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ZOE'S POV

Sto iniziando a riprendere conoscenza, le palpebre piano piano si aprono. Vedo sfocato. Provo a sbattere un paio di volte le palpebre, ma nulla. Provo a stropicciarmi gli occhi con entrambe le mani, ma mi rendo conto che quella sinistra è legata con delle manette da qualche parte. Non appena riesco a mettere a fuoco la vista mi guardo attorno: qui dentro è buio e c'è molta puzza. Dentro questa stanza, che sembra più un garage, c'è una sedia, io sono su un materasso a terra e accanto a me c'è un palo; qui è legata l'altra parte delle manette. Davanti a me invece c'è una porta. Poco dopo dalla porta entra una persona incappucciata.

Ho paura.

«Ma buongiorno, finalmente ti sei svegliata.»
Dice una voce paurosa e bassa.

La persona prende la sedia e la gira, per poi sedercisi sopra al contrario, toccando con il petto lo schienale della sedia e con le gambe divaricate ai lati della seggiola di legno.

«Devo dire che Daniel ha proprio buon gusto. Ma non sei tu quella che dovrà stare con lui. Quella è Giorgia.»
La persona si alza dalla sedia, mentre pronuncia queste parole con estrema calma e tranquillità.

L'uomo si avvicina a me, piegandosi sulle ginocchia.

«Sai, mi potrei divertire molto con te.»

Non riesco a parlare. Non riesco ad urlare. Non riesco a fare niente di niente.

Non appena la mano dell'uomo si avvicina sulla mia coscia, il mio corpo viene invaso da brividi.

«Ti potrei fare tante di quelle cose che a quel punto neanche Daniel ti vorrà più per quanto sarai sporca.»

Le lacrime rigano il mio viso.

Il tizio se ne esce dalla porta per poi ritornare, con un telefono in mano, il mio.

«Guarda qui cosa c'è. Il tuo telefono.»
Dice lui, sventolandolo davanti alla mia faccia.

«Io ora farò una bella chiamata. Un'avvertenza. Proprio ai tuoi amichetti.»

L'uomo sblocca il mio cellulare senza alcun problema. Non so neanche come faccia a sapere la password. Fa partire la chiamata e mette il vivavoce. Dopo un solo squillo la chiamata viene accettata.

«Zoe?!»
È lui. È Daniel. Lo riconoscerei sempre. Dalla sua voce si sente benissimo che è preoccupato.

«Zoe è qui con me. Per riaverla dovrete pagare, se lo farete ritornerà con voi, ma ad una condizione, non si dovrà più avvicinare a te, Daniel.»
Spiega l'uomo.

«Quanto?»
Chiede Daniel.

«Mille euro in banconote. In un borsone nero.»

Non possono. È una follia.

«Va bene, dove te li posso dare?»
Domanda lui.

No, non può fare sul serio. È davvero troppo.

«Ci vediamo in Via ******.»

DANIEL'S POV

«La mia idea è quella d-»
Aurora non fa in tempo a finire la frase che arriva una chiamata sul mio cellulare.

𝐔𝐧 𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 || 𝓓𝓪𝓷𝓲𝓮𝓵 𝓓𝓪𝓭𝓭𝓮𝓽𝓽𝓪 ||Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora