Hotel Central di Kuryadatta, stato di Tokanokyo.
Sabato 23 Gennaio, ore 21.30
Il tempo pareva volatilizzarsi all'inizio di quel lungo viaggio.
Dieci giorni erano già trascorsi dalla partenza da Kushin, alla fine di Gennaio mancava poco più di una settimana, e Akemi, aveva la testa già in subbuglio.
Per prima cosa, era la sua primissima campagna elettorale quale Senatrice in lizza alla presidenza, e in quanto tale, non poteva essere paragonata a una simpatica gita scolastica come quelle che si era goduta da adolescente.
Assemblee continue, dibattiti giornalieri nelle TV locali, cene con personalità governative comunali, nazionali e pure qualche celebrità dello spettacolo allo scopo di accaparrarsi la prima pagina dei bollettini e finire sulla bocca degli esperti gossippari nei salotti internazionali.
L'immagine pubblica, oltre che le sue parole, erano un tassello fondamentale per la gravosa scalata che portava all'esaltazione della propria persona in seguito a tutte le malelingue fomentate da anni nei suoi confronti.
Pertanto, proprio non si poteva sottrarre alla sfarzosa cena organizzata in suo onore dal ricchissimo petroliere della zona, Koku Hanabata, anch'esso Senatore della Repubblica di Harenokuni, ma di una fazione opposta a quella di Akemi.
Non presagiva particolare tranquillità quella sera in quello che avrebbe potuto essere nientemeno che un covo di leoni affamati pronti a sbranarla, ma ella, avrebbe dovuto comunque sfoggiare il sorriso più bello e autentico che possedesse. Funzionava così.
«Ragazzi, stasera sarà dura. - aveva annunciato alla sua brigata prima di scendere nell'arena - Siate i miei occhi e la mia forza, per cortesia. Vorrei essere ovunque tranne che là.»
«Non preoccuparti Akemi. - la rassicurò Shoto - Abbiamo visto peggio di certi ometti falsi e invidiosi.»
«Sarà, ma a volte sanno essere più subdoli dei peggiori criminali...». La donna si stava sistemando i capelli appena laccati davanti allo specchio della propria camera, nel mentre che i suoi stavano ad ascoltare in silenzio le sue direttive e preoccupazioni, cercando di capire come potersi muovere al meglio.
«Ci penso io a quei cazzoni, no problem! È il mio reparto preferito quello delle public relation con il nemico.» Rin, al contrario, non temeva niente e nessuno, anzi: lei viveva per quelle situazioni tanto imbarazzanti quanto scomode, uscendone sempre con una vittoria netta e pure qualche nottata bollente con uno o più attempati della schiera nemica.
«Tesoro, mi raccomando! - si raccomandava sempre Akemi, che tanto timore provava per quella testa calda della sua segreteria - Non cacciarti in guai seri come successo qualche mese fa...»
«Perché, che ha combinato la "dolce" Rin - Rin? È sempre così mansueta... ». Quei punzecchiamenti feroci tra i due non avevano mai fine, ma dopo una decina di giorni di convivenza, era Katsuki quello che aizzava di più allo scontro, tutto perché si divertiva come un matto a essere insultato da Rin senza alcuna remora.
«Fatti i cazzi tuoi, coglione! - abbaiò lei tirando su il colletto della camicia nera abbottonata fino all'ultimo pomello - Vai fuori dalla porta e fai la guardia. Woof...»
«Lo farò sicuramente... - mormorò lui passandole dietro, per poi fermarsi un attimo e abbassarsi al suo orecchio - ... Ma prima voglio ascoltare il racconto di Akemi.»
«Brutto bast- », ma poi ella si voltò verso la Senatrice che già si stava preparando a quella succosa rivelazione.
Akemi e Shoto erano coloro che più traevano vantaggio da quei battibecchi, perché erano rocamboleschi e davvero troppo divertenti. Le risate di pancia da sempre facevano bene al cuore, fuorché allo stomaco di Rin, naturalmente, che da sempre produceva quantità infinite di reflusso gastroesofageo che sfociava sempre in reazioni acide e chiassose.
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𝑩𝒐𝒅𝒚𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒔
FanfictieBakugou e Todoroki x Oc. "𝑾𝒉𝒆𝒏 𝒚𝒐𝒖 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒆𝒄𝒕 𝒚𝒐𝒖𝒓𝒔𝒆𝒍𝒇 𝒇𝒓𝒐𝒎 𝒑𝒂𝒊𝒏, 𝒃𝒆 𝒔𝒖𝒓𝒆 𝒚𝒐𝒖 𝒅𝒐 𝒏𝒐𝒕 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒆𝒄𝒕 𝒚𝒐𝒖𝒓𝒔𝒆𝒍𝒇 𝒇𝒓𝒐𝒎 𝒍𝒐𝒗𝒆." - 𝑨𝒍𝒂𝒏 𝑪𝒐𝒉𝒆𝒏. Todoroki Shoto e Katsuki Bakugo, sono due agenti...
