Palazzo Furukyuden, sede del Senato di Harenokuni, quartiere di Seijiki. 17 aprile, ore 8:30.
Tra i corridoi del palazzo l'aria era tesa e densa di agitazione.
La gente andava sempre di corsa e i segretari, nonché tutti coloro che erano sotto le direttive dei politici stanziati in quello stabile, vivevano giornate intense e senza sosta.
Tutto era nelle loro mani, nella loro tempestività e nella loro resistenza mentale.
Ormai mancava poco, un mese appena, e sarebbe stato il momento di tirare le somme.
Anche la brigata Kobayashi stava passando il tempo in assoluta concentrazione, senza parole futili o discorsi che non c'entrassero nulla con l'obiettivo finale: le elezioni.
Erano lì, si poteva scorgere quella famosa luce in fondo al tunnel, tra le fatiche, le liti e le varie emicranie che colpivano tutti a causa della stanchezza e dello sforzo lavorativo portato oltre il limite umano.
Le tre settimane successive al ritorno di Akemi e degli altri erano passate in un lampo e non si erano nemmeno accorti di essere già a metà del mese di aprile, quello prima della scadenza.
Quello decisivo.
Tutto era tornato alla normalità
Akemi era felicissima di poter lavorare a stretto contatto con i suoi collaboratori e anche per loro la mole di lavoro si era ridotta notevolmente, avendo finalmente la possibilità di vederla di persona e non solo tramite telefono o videochiamate.
Trovarono i "girovaghi", così definiti da Kisuke e company, abbastanza rilassati, nonostante l'inferno che avevano passato in tutti i sensi, e per nulla cambiati.
Tranne che per una persona.
Era sempre sfrontata e sboccata, faceva parte della sua natura e non poteva cambiare e si era pure ammorbidita molto da quel punto di vista.
Ma fu qualcos'altro a farli trasalire, quando, la settimana seguente al suo rientro, Rin arrivò al lavoro come ogni mattina.
Ma con qualcosa di diverso.
«Rin-Rin, ma cosa diavolo sono quelle?»
Fu Kisuke il primo ad accorgersi del cambiamento della giovane segretaria, spalancando le orbite oltre il limite del possibile.
«Cosa intendi, Suke?» fece la finta tonta, tirando fuori il computer senza dargli tanta udienza.
Ma lui non si tirò indietro e la raggiunse alla sua scrivania: «Rin Hagiwara, da dove hai tirato fuori quelle tette?», le chiese con aria sconvolta, indicandole il seno prosperoso.
«Ah, dici queste?» le chiese con aria annoiata, mostrandole con il dito. «Sono mie, perché?»
«Perché?» strepitò lui incredulo. «Sono davvero tue?»
L'altra sbuffò: «Sì, Suke, sono mie e sono naturali. Le nascondevo perché non mi piacevano, ma ora ne ho abbastanza di portare quelle maledette fasce e roba da uomo. Punto.»
Non aveva cambiato drasticamente il suo look, ma aveva finalmente messo da parte tutte le maglie oversize che aveva indossato per anni, preferendo camicie della sua taglia.
Quel giorno, infatti, indossava un completo nero elegante, con pantaloni e una semplice camicia bianca che lasciava intravedere le sue forme prosperose.
Ma aveva omesso un dettaglio fondamentale ai suoi amici.
Il motivo per cui aveva deciso di rinunciare al camuffamento per essere libera dalle oppressioni autoimposte.
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𝑩𝒐𝒅𝒚𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒔
FanficBakugou e Todoroki x Oc. "𝑾𝒉𝒆𝒏 𝒚𝒐𝒖 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒆𝒄𝒕 𝒚𝒐𝒖𝒓𝒔𝒆𝒍𝒇 𝒇𝒓𝒐𝒎 𝒑𝒂𝒊𝒏, 𝒃𝒆 𝒔𝒖𝒓𝒆 𝒚𝒐𝒖 𝒅𝒐 𝒏𝒐𝒕 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒆𝒄𝒕 𝒚𝒐𝒖𝒓𝒔𝒆𝒍𝒇 𝒇𝒓𝒐𝒎 𝒍𝒐𝒗𝒆." - 𝑨𝒍𝒂𝒏 𝑪𝒐𝒉𝒆𝒏. Todoroki Shoto e Katsuki Bakugo, sono due agenti...
