Chapter twelve

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Città di Inakamizu, stato di Ogawaki.

1 febbraio, ore 8.30.

«Non so voi, ma rimarrei qui in eterno. Aaah, è un vero paradiso!»

La naturale bellezza di quel lago e lo scenario da cartolina che lo incorniciava tra monti imbiancati sulle loro cime e, da un tripudio di fauna spoglia o sempreverde, si rifletteva tutta insieme nelle acque cristalline dello Aozumi a ogni ora del giorno e della notte, mentre invece, erano le luci della città a donare vitalità al bacino dormiente.

Avevano soggiornato lì un breve periodo con grande piacere, avevano conosciuto persone meravigliose e disponibili, abituate al contatto con il pubblico e i forestieri che si recavano lì per le vacanze.

Quella, sarebbe stata l'ultima colazione in quell'Hotel a cinque stelle, dotato di un'ampia terrazza a ridosso delle calme acque lacustri, con solarium in estate e veranda riscaldata in inverno dove poter consumare il primo pasto della giornata senza mai rinunciare alla "vista lago" più famosa della nazione.

«Hai proprio ragione, Akemi! - la appoggiò Shoto - Non mi è parso nemmeno di lavorare! Aveva tutta l'aria di essere una breve vacanza.»

«Potremmo restare qui come base e spostarci solo per gli impegni?», propose entusiasta la senatrice, sperando che qualcuno l'avrebbe appoggiata.

Ma il più saggio del gruppo troncò di netto le sue già deboli speranze, «Te ne pentiresti subito, Akemi. Ogni sera dovresti rientrare praticamente di notte e poi ripartire dopo appena due o tre ore di sonno...»

«In più - aggiunse Rin - sono già state prenotate tutte le sistemazioni da qui a maggio. Quindi smettila di fare i capricci e vedi di prepararti al meglio.»

«Va bene, va bene! Allora fatemi godere gli ultimi istanti di pace, per cortesia!»

Già erano piuttosto rari quei momenti spensierati che le impedivano di finire in qualche clinica psichiatrica a causa del sovraccarico di lavoro, delle folle di giornalisti e curiosi che volevano accaparrarsi interviste e foto esclusive.

Retroscena piccanti sulla sua vita privata, che sembrava essersi estinta a seguito del catastrofico arresto di suo marito Kai.

Tanti flirt furono attribuiti alla bella Akemi, ma nessuno di essi corrispondeva alla realtà dal momento che, a ogni persona che incontrava a cena, corrispondeva automaticamente un presunto amante. Ne avrebbe avuti a centinaia allora!

Ogni volta sorrideva alla vista degli articoli stampati sui rotocalchi di cronaca rosa che la ritraevano bella e sorridente insieme alla presunta scappatella: una volta toccò a Toshinori Yagi, uno dei suoi più temibili avversari al trono di primo ministro, quell'omone sempre sorridente e dalla battuta facile con cui aveva un bellissimo rapporto di amicizia e sostegno.

Facevano entrambi parte della stessa colazione ma appartenevano a partiti diversi e, nonostante fossero politicamente avversari per contendersi lo stesso obiettivo, Toshinori aveva sempre spezzato una lancia a favore di Akemi e l'aveva aiutata e rispettata quando tutti le avevano voltato le spalle.

Un uomo grande dal cuore gigante, ma non avrebbe mai ipotizzato uno scenario romantico con Toshinori: teneva molto a lui, ma non era decisamente il suo tipo!

Dopo aver consumato la sua abbondante colazione, Rin estrasse il suo computer personale dalla valigetta e, pronta a ricapitolare come ogni mattina il programma previsto per la giornata, annunciò:«Attenzione, prego! - picchiettò le dita sulla tastiera e aprì il file - Partenza ore 10 dopo il check-out, percorrenza di 224 chilometri circa fino a Tamachi, corretto Bakugo?»

𝑩𝒐𝒅𝒚𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒔Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora