Chapter ten

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Residenza Mukashinkon, stato di Tokaīnoko, 23 gennaio. Ore 22.35

Shoto era una persona che metteva sempre il bene altrui davanti al suo.

Cercava di immedesimarsi nelle persone, di capire le loro necessità per farle star meglio. Di trovare sempre il buono negli altri.

Ma proprio quella specifica ragazza, ricoperta di luccichii e ricchezze milionarie intenta a gongolarsi in mezzo alla sala con Hanabata, Akemi e altri ospiti, no. Lei non l'aveva mai capita.

Rin trasferiva l'attenzione da lui a lei in continuazione, ma non capiva il motivo di quel silenzio improvviso, e di quel viso così corrucciato e preoccupato.

Condivideva le giornate con Shoto da diverse settimane, e mai si era chiuso così repentinamente senza spiccicare nemmeno più una parola, nonostante, a tutti gli effetti, non fosse poi un chiacchierone così inarrestabile.

Benché il loro rapporto fosse ancora in fase di avvio, quel ragazzo garbato si era già confidato con lei, talvolta, scorgendo nella figura di Rin, un'amica e una persona di cui potersi fidare, proprio come quelle che, da tanto tempo, si aspettava di incontrare nel corso della sua ancora giovane esistenza.

Rin allora cominciò a preoccuparsi, e decise di parlargli: «Sho... - gli sussurrò amichevolmente, toccando il suo braccio teso e rigido incollato lungo il fianco - ... che succede? Lo sai che a me puoi dirlo.»

Quel tocco delicato lo destò dai mille pensieri che stavano affollavano il suo cervello, ma non poté sbilanciarsi più di tanto. «Non voglio vederlo ancora in quel modo.», rispose semplicemente.

«Ma chi? Bakugo?», incalzò lei, sempre più sbigottita nel capire che quella sottospecie di bellissima principessa Disney, fosse per davvero la sua ex.

«Si...»

«Ma sei sicuro di non esserti confuso? Magari le somiglia ma non è davvero lei...». Secondo Rin, quello era soltanto il frutto di un grosso malinteso.

«No Rin. Ho un'ottima fisionomia. È lei, al cento per cento.»

La segreteria studiò quindi il soggetto femminile in questione con minuzia, giungendo alla conclusione che una femmina così perfetta e alla moda, non poteva essere accostata a quel cavernicolo borioso e malvagio. «No, non ci credo. È fuori discussione!»

«Che c'è di tanto sconvolgente?», si rivolse a lei il giovane, che continuava a guardarsi attorno sempre più agitato.

«Non so, pare il remake de "La Bella e la bestia". Sarebbero perfetti nelle loro parti!»

E lì, Shoto, perse momentaneamente l'uso di uno dei suoi preziosissimi polmoni.

Quella freddura tirata in ballo da Rin, e con la solita cadenza con cui le raccontava, lo fecero letteralmente scoppiare in una risata, sì sempre contenuta, ma da lacrime agli occhi.

Per fortuna c'era una bel vociare nella stanza e nessuno se ne accorse, pensò lui piuttosto sollevato, ma ringraziò mentalmente l'amica per averlo fatto distrarre un attimo dalle sue infinite preoccupazioni, «Quindi lei sarebbe "la bella", e Katsuki "la bestia", presumo!»

«Ma mi pare ovvio! - incrociò le braccia e si atteggiò da saputella - Lui è spaventoso proprio come la Bestia del cartone animato. Anzi, forse lo è pure di più...»

«Dai Rin! Katsuki non è spaventoso! È un bel ragazzo e ha pure successo!»

«Si, certo. Con i mostri come lui. E su quello, siamo d'accordo. - sentenziò lei, che ancora non aveva finito di esaminare la ragazza incriminata sotto la sua cinica lente d'ingrandimento - Chissà come la trattava, povera stella...»

𝑩𝒐𝒅𝒚𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒔Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora