Chapter Eleven.

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Strada statale 128, direzione Kuryadatta. Stato di Tokaīnoko. 23.52

Il rientro in Hotel fu più taciturno del solito.

Ciascuno dei quattro ospiti all'interno della vettura era assorto nei propri pensieri: chi con calma, chi con rabbia, chi con stupore, e chi, purtroppo, con dolore.

Shoto, per esempio, era furioso.

Mai aveva provato quel tipo di rancore verso qualcuno che non appartenesse alla sua famiglia, e ancora peggio, fu covare un sentimento così rabbioso verso chi considerava una figura fondamentale per uno dei suoi amici più cari.

Dava molta importanza all'amicizia visto che erano gli affetti più reali e sinceri che avesse mai incontrato nella sua vita e Katsuki era proprio uno di essi.

Come aveva potuto causargli un torto così crudele?

Proprio a lui, un ragazzo innamorato che si era addirittura indebitato per renderla felice.

Ashley, nonostante fosse a conti fatti una brava ragazza, aveva effettivamente un attaccamento quasi morboso agli oggetti costosi. Il lusso in generale.

E lui, pur di vederla sorridere, faceva orari extra disumani e missioni rischiose in solitaria, finché non arrivò il momento di acquistare il celebre " anello di fidanzamento" e chiedere disperatamente un prestito proprio a Shoto, al solo scopo di stupire la sua amata.

Ma non era abbastanza, e Shoto, aveva effettivamente notato qualcosa di strano nel comportamento della giovane: quando al suo compleanno spacchettava i regali degli amici, aveva dipinta in faccia una finta soddisfazione, perché per lei, quei doni banali, non erano nulla.

Soprattutto non lo erano quelli da parte di Katsuki, giudicati miseri al confronto di ciò a cui ambiva da sempre.

Era molto brava a fingere, ma tentava di mascherarlo perché amava davvero Katsuki, anche se dentro, desiderava la ricchezza di una principessa avvolta in diamanti dentro le mura auree di un sontuoso castello.

E Katsuki, ahimè, non era il famigerato principe azzurro a cavallo di un bianco destriero che l'avrebbe salvata.

Emersero come fitte indolori nella sua testa i ricordi di quel dialogo avuto con Ashley dopo la loro rottura, in cui lei spiegava le sue folli convinzioni e pretendeva che Shoto la capisse.

E che cosa c'era da capire?

Lui si rifiutò di essere accondiscendente, perché il comportamento di Ashley non solo era insensato, ma neppure mostrava un briciolo di umanità, nemmeno quando, tra le lacrime, lei aveva sminuito l'anello che le aveva regalato Katsuki.

Per un secondo, avrebbe voluto davvero accantonare le vesti del bravo ragazzo e darle uno schiaffo in faccia tanto le sue parole lo stavano irritando, ma si trattenne, finché non si alzò e se ne andò.

«Attento, c'è l'arancione...»

Quel suggerimento bisbigliato con tono basso e remissivo fece tornare Shoto con i piedi sulla terraferma, allontanandolo da rievocazioni passate alquanto disturbanti che lo stavano facendo correre a 70 km orari proprio nei pressi di un semaforo prossimo alla luce rossa.

«Ah... scusa.», farneticò scrollando un poco la testa per riprendersi, e fermò la vettura appena in tempo.

Mentre inseriva la prima, diede un rapido controllo al ragazzo seduto alla sua destra, scoprendolo completamente arreso.

Persino il corpo si era rivoltato contro il suo possessore e, anziché stare sempre dritto sull'attenti come un bravo soldato, era piegato a destra con la tempia spiaccicata al finestrino, cercando continuamente fuori, al buio di quella fottuta finestra, un po' di pace.

𝑩𝒐𝒅𝒚𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒔Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora