Città di Tochinoka, stato di Nogyokoku. 17 marzo, ore 15:15.
Il programma "Dreaming of country life with Akemi" fu un vero successo nazionale.
In genere, la maggior parte degli ascoltatori del notiziario delle 12:30 cambiava immediatamente canale per seguire altre emittenti.
Ma la pubblicità in televisione e sui social, creata dal geniale Kisuke Urahara, attirò così tanto l'attenzione delle persone che la prima puntata della serie registrò uno share del 70%.
Akemi fu semplicemente strepitosa.
Si cimentò non solo nelle vesti di contadina e allevatrice, ma anche in quelle di presentatrice e comica.
Era il volto principale del programma: doveva presentare, intervistare e mettere in pratica tutti gli insegnamenti che gli esperti di ogni puntata spiegavano a lei e al pubblico a casa.
Fu così che la senatrice Kobayashi imparò ad arare un campo con le tecniche tradizionali e con i macchinari di ultima generazione, diede da mangiare al bestiame imbrattandosi gli stivali nelle stalle e accarezzò con dolcezza tutti gli animali che nutriva, ricambiata dalla loro riconoscenza.
Aveva visitato e intervistato gli operai che trasformano la materia prima nelle fabbriche alimentari e i contadini che, nelle piccole realtà rurali, producevano formaggi come una volta, dal sapore ineguagliabile.
Chi la conosceva e la osservava, sia da vicino che attraverso il monitor illuminato del televisore, si accorse di quanto fosse in grado di bucare effettivamente lo schermo e di dirigere magistralmente una puntata anche completamente da sola.
Era spontanea e naturale davanti alle telecamere: guardava fissa l'obiettivo con scioltezza ed eleganza e la sua voce era armoniosa, calda e priva di difetti di pronuncia.
Il suo linguaggio era semplice, ma d'impatto: non usava terminologie incomprensibili, perché si rivolgeva al popolo e non a qualche illustre filosofo o appassionato di cultura e dialettica.
Quella singola esperienza, perché si quello si parlava, l'aveva cambiata nel profondo, facendole scoprire una parte di sé che forse non aveva mai mostrato a nessuno.
O forse nemmeno lei era a conoscenza di quel suo lato semplice, che forse era ciò che cercava da tempo.
Le era davvero bastata una settimana per capire che aveva recitato una parte che non le apparteneva, senza che nessuno la costringesse e, soprattutto, senza che lei se ne rendesse conto?
La fine di quel breve programma l'aveva lasciata con l'amaro in bocca, perché avrebbe voluto che durasse di più. L'aveva assaggiato e le era piaciuto molto, forse troppo.
Così tanto che non sapeva se avrebbe potuto farne a meno.
Anche quella breve ma intensa avventura era giunta al termine, così come la sua campagna on the road in giro per Harenokuni.
Era il momento di tirare le somme e fare un resoconto generale di quanto era successo nei due mesi trascorsi lontano dalla capitale, di capire se avevano fatto un buon lavoro e, soprattutto, se era servito a qualcosa passare giornate intere in viaggio e notti insonni in decine di hotel diversi a preparare l'ennesimo discorso da tenere davanti alla folla.
Oltre allo spavento vissuto a Tamachi.
Sentire e provare l'odio delle persone sulla propria pelle era qualcosa di inspiegabilmente doloroso per Akemi, che avrebbe voluto essere il bersaglio diretto di quelle pallottole che avevano preso di mira una delle persone più importanti della sua vita, colpendo poi nell'effettivo uno dei suoi protettori.
Sì, era proprio una giornata strana, perché segnava la fine di un ciclo.
Un periodo della sua vita che non avrebbe mai dimenticato ma che, sicuramente, avrebbe avuto una scadenza.
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𝑩𝒐𝒅𝒚𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒔
FanfictionBakugou e Todoroki x Oc. "𝑾𝒉𝒆𝒏 𝒚𝒐𝒖 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒆𝒄𝒕 𝒚𝒐𝒖𝒓𝒔𝒆𝒍𝒇 𝒇𝒓𝒐𝒎 𝒑𝒂𝒊𝒏, 𝒃𝒆 𝒔𝒖𝒓𝒆 𝒚𝒐𝒖 𝒅𝒐 𝒏𝒐𝒕 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒆𝒄𝒕 𝒚𝒐𝒖𝒓𝒔𝒆𝒍𝒇 𝒇𝒓𝒐𝒎 𝒍𝒐𝒗𝒆." - 𝑨𝒍𝒂𝒏 𝑪𝒐𝒉𝒆𝒏. Todoroki Shoto e Katsuki Bakugo, sono due agenti...
