La casetta è stranamente silenziosa. Gli ultimi giorni sono stati un via vai continuo di valigie, saluti e abbracci. Ora, invece, sembra che il tempo si sia fermato.
Mi aggiro per il soggiorno, notando i piccoli segni lasciati dagli altri. Il cuscino fuori posto sul divano, una tazza vuota sul tavolo, un paio di scarpe dimenticate vicino alla porta. Dettagli che raccontano di chi è passato di qui, come se volessero farmi compagnia.
Mi siedo sul divano, stringendo una coperta attorno alle spalle. La tv è accesa su un canale qualsiasi, ma non sto guardando davvero. I pensieri vagano altrove finché non vengono interrotti.
"Ei piccolina" mi giro "Ei Chiaretta" tolgo un cuscino dalla seduta e lo posiziono sopra la spalliera del divano così da farle posto. Lei infatti si siede accanto a me. Solo quando me la ritrovo vicino noto quello che teneva dietro di lei, una valigia e uno zaino da viaggio. La gola mi si secca completamente.
"Stai per partire?" annuisce debolmente
"torno presto" mi accarezza un viso con la mano "sarà meglio per te" le sorrido.
"Ma perché non torni a casa?" chiede Pietro da lontano, i due partiranno insieme, io guardo Chiara, sono come spaventata da quella semplice domanda "Perché la sia famiglia é in vacanza e non poteva raggiungerli" risponde la mia amica al posto mio, e Dio quanto vorrei sposarla in questo momento. Le mimo un piccolo 'grazie' con le labbra.
"Vieni qua" ci stringiamo forti, mi mancherà tantissimo. Mi inizia ad accarezzare la testa, facendoci dei piccoli grattini. La sua pelle odora di amore.
"Sai alla fine non sto tutte le vacanze qua"
mi sorrido in modo vero, genuino
"Davvero? Che bello! Dove vai?"
"Ecco, io..." deglutisco, abbatto l'imbarazzo, é praticamente la mia migliore amica "vado a casa di Luca" mi viene quasi da chiudere gli occhi, come se fosse un film
horror, per paura della sua reazione.
"O MIO DIO" ha la bocca completamente spalancata ma uno sguardo pienamente divertito "Ei! Sapeva che ero sola, gli dispiaceva e mi ha invitato, tutto qui"
"Se" dice poco convinta
"Ne riparleremo tra una settimana"
lei mi guarda, io la guardo, scoppiamo a ridere come due ragazzine delle medie. Ripenso a quella volta in cui mi fece provare le sue punte, lei su queste balla divinamente, io non riuscivo a fare due passi senza cadere, e lei non faceva altro che prendermi in giro, ridere di me e della mia goffaggine, ma si preoccupava come non mai che non cascassi troppo rovinosamente e che non ci fossero vicino spigoli o angoli pericolosi. Le voglio così bene.
"Devo andare adesso" si alza, e così faccio anche io dopo di lei "devi proprio?" lei si mordicchia l'interno di una guancia e mi abbraccia "mi mancherai tanto"
"anche tu Chiaretta"
"io ti chiamo tutti i giorni"
"e io ti risponderò"
"ti voglio bene stella"
"anche io piccola"
mi da dei piccoli baci sulla tempia prima di lasciarmi, qui, da sola, in questa casetta che sembra sempre più fredda.
Apro Spotify sul mio iPad e faccio partire la playlist, ho deciso che per oggi mi darò a sistemare tutta la casetta, deve brillare, da cima a fondo. Sistemo prima gli spazi comuni, la cucina, i salotti, i bagni, e poi le camere, per ogni letto c'é di solito il quadernino dell'allievo corrispondente, ormai abbiamo tutti un diario segreto, credo che sia l'unica forma di privacy che abbiamo qui dentro, eppure ce ne é uno che mi tenta più di tutti gli altri, uno della stanza azzurra.
Afferro il quadernino con delicatezza, le mani leggermente tremanti. Lo riconosco dalla copertina sgualcita e dai bordi anneriti, come se lo avesse tenuto sempre con sé. Una parte di me vorrebbe aprirlo subito, leggere anche solo una riga per scoprire cosa scrive quando è solo con i suoi pensieri. Ma poi mi fermo, stringendo il quaderno al petto.
No Isa mi dico sottovoce, come se bastasse ripetermi il mio nome per convincermi a fare la cosa giusta. Rispettare la sua privacy è importante, eppure... c'è qualcosa di così irresistibile in questo piccolo oggetto.
Mi siedo sul letto accanto, lasciando il quadernino sulle ginocchia. Cerco di concentrarmi sulla musica che riempie la stanza, ma le parole sembrano sbiadire sullo sfondo, sopraffatte dalla curiosità. Penso a tutte le volte che ho visto Luca scrivere, chino su questo stesso quaderno. A volte sembrava perso in un mondo tutto suo, altre volte lo riempiva con una furia quasi poetica, come se ogni pensiero dovesse essere catturato prima di sfuggire.
Alla fine, decido. Lo riappoggio con cura sul suo cuscino, esattamente dove l'ho trovato. È meglio così. Non voglio scoprire qualcosa che forse non sono pronta a sapere.
Mentre mi alzo per proseguire con le pulizie, però, noto una piccola foto che spunta tra le pagine del quaderno. Non posso ignorarla. La afferro con delicatezza e resto senza fiato. È una Polaroid. Riconosco la scena subito: è stata scattata una sera in casetta, dopo una delle lezioni più dure. Siamo lì, accoccolati sul divano. Io sono al centro, con Luca alla mia destra che mi circonda le spalle con un braccio, e Jacopo sulla sinistra, che mi da un bacio sulla guancia senza contatto.
Non ricordavo nemmeno che quella foto fosse stata scattata, ma ora che la guardo, ogni dettaglio mi sembra vivido. I sorrisi, gli occhi stanchi ma felici, il disordine sul tavolino davanti a noi. Era uno di quei momenti in cui tutto sembrava più semplice, più vero.
Mi scappa un sorriso.
Con la foto tra le mani, la osservo ancora per qualche secondo, sorridendo come una sciocca. Poi, senza pensarci troppo, la giro. Sul retro c'è qualcosa scritto a penna, con una calligrafia un po' inclinata, tipicamente sua.
"La mia stella e il mio Sole"
Il cuore mi salta in gola.
La testa mi si riempie di domande, ma non riesco a pensare lucidamente. Continuo a fissare quelle parole, cercando di capire. Luca non è mai stato bravo con le emozioni, ma ha i suoi modi, piccoli e discreti, per far trasparire qualcosa di sé.
Rimango lì, immobile, con la foto in mano. La stringo un po' più forte, come se potessi trovare la risposta attraverso il contatto. Mi scappa un sorriso involontario, ma poi scuoto la testa. Isa, smettila di fantasticare mi dico ad alta voce, cercando di tornare alla realtà.
Rimetto la foto nel quaderno, esattamente dove l'ho trovata, facendo attenzione a non sgualcirla. Non è il momento di fare ipotesi. Quando tornerà, magari... magari gli chiederò di questa foto. O forse no. Forse aspetterò che sia lui a parlarmene.
Con un respiro profondo, mi alzo e continuo a sistemare la stanza. Ma le parole sul retro della foto continuano a ronzarmi in testa, come un'eco che non riesco a spegnere. La mia stella.
Spazio Autrice:
Ciao ragazzi💓 come state? io un po' meglio dai. Fatemi sapere cosa pensate di questo capitolo.
XX
-Mag
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Duetto di cuori -Luk3
FanfictionIsabelle Macini è una ragazza con una passione forte: la musica. Gli altri vogliono realizzare il proprio sogno, lei deve farlo. In una realtà in cui lei ha difficoltà a esprimersi, il canto è l'unica lingua che conosce, e per fortuna proprio dentro...
