"Ma dove stiamo andando? Iniziano a farmi male i piedi" chiedo confusa, stiamo girando a caso nelle vie di Catania e le mie gambe chiedono pietà "Sempre a lamentarti sei, su forza" mi risponde Luca, quasi sbuffando, si avvicina alla mia figura, posiziona un braccio sotto le mie ginocchia e uno sotto le mie spalle, prendendomi come se fossi una principessa, e devo ammettere che così, avvinghiata al suo collo e inalando il suo forte profumo di menta fresca, un po' mi ci sento.
"Siamo arrivati" fa per mettermi giù, delicatamente, come se mi potessi spezzare da un momento all'altro. Davanti a me c'è un piccolo locale, sembra curato e molto intino, sinceramente sono contenta che abbia scelto questo posto, non sono proprio il tipo da giganti discoteche. Entriamo, e sento che lui non mi lascia un secondo, il suo sguardo mi segue ovunque, ci sediamo ad un tavolino e dopo poco arriva il cameriere con un vassoio "Per te splendore" mi porge uno Strawberry Sunrise, e io guardo male Luca, che invece riceve un Whiskey Highball, ringraziamo il cameriere che ci lascia soli.
"L'hai ordinato tu?" "Assolutamente no" posiziona i gomiti sopra il tavolo, sporgendosi quindi verso di me, i suoi occhi mi penetrano completamente, e il suo ghigno divertito mi fa quasi sciogliere. "Come facevi a sapere che è il mio preferito?" lui fa spallucce "è dolce, sincero, aspro, un po' come te, e poi è abbastanza leggero, avessi a farti ubriacare" faccio la facci offesa "Pasquariello, serve molto più di un po' di Tequila per farmi perdere il controllo". Non smette un attimo di guardarmi, fisso, iridi nelle iridi. "Provamelo" la sua voce è profonda e sicura "Non cascherò nel tuo tranello Luchino" "Vediamo"
Ci sono cascata. Completamente.
Stiamo come facendo una gara a chi regge più Shottini con dei ragazzi appena conosciuti. Luca è leggermente brillo e a me inizia a girarmi la testa, forse è meglio se mi vado a dare una sciacquata. "Vado un attimo in bagno" "Guarda che se vomiti non vale" "Scemo, non devo vomitare, dopo tutta sta roba credo sia umano fare un po' di pipì, che dici?" si bagna le labbra con la lingua e mi sorride. Meglio che Dio non sappia cosa mi sta passando per la mente. Seguo le indicazioni per il bagno, barcollando leggermente, ma ad un certo punto perdo la strada, guardo in alto, non leggo più da nessuna parte "Toilette" o "WC".
"Ti sei persa bellezza?" arriva un ragazzo verso di me, è un po' più grande di me, ha una camicia e dei jeans strappati, una imponente barba sul viso non troppo curata, è un bel po' più grande di me. "Stavo cercando il bagno" mi mette una mano sulla schiena, spinge leggermente e io mi irrigidisco. "vieni, ti ci accompagno io" "No grazie, vado da sola" faccio per allontanarmi, ma vengo bloccata dalla sua mano che preme sul mio polso destro. "Dai piccola, ci mettiamo un attimo" spingo per riprendere libertà, ma è molto più forte di me e non riesco. "Ho detto no grazie, vado da sola" mi strattona forte, piano piano mi ha portato in un angolo completamente vuoto e buio, non c'è nessuno, non sento più nemmeno la musica, non sento niente a dire la verità. "Forse non ci siamo capiti bene, tu vieni con me" alzo leggermente la voce "Non voglio" "Non me ne frega niente di quello che vuoi, e non alzare la voce o giuro che ti faccio urlare di dolore per tutta la notte. Gli occhi si fanno lucidi, il polso inizia a farmi male. Guardo istintivamente verso la strada da cui siamo arrivati "è inutile piccola, non verrà nessuno a salvarti, ma per non farti urlare facciamo così". Luca. Luca verrà, lo so. Riesco a pensare, mentre mi blocca le labbra con un pezzetto di nastro adesivo
Mi spinge contro il muro, le sue mani ruvide e fredde mi percorrono il corpo "Bello questo piccolo vestitino eh? Molto corto, ma forse non troppo" le sue mani scendono fino al mio di dietro, e provano a intrufolarsi sotto la stoffa, io cerco di scacciarle via "Su piccola, non mi rendere le cose difficili, tanto lo so che infondo lo vuoti anche tu" nella mia testa sto urlando di no in tutte le lingue del mondo, ma fuori, fuori non si sente niente. "Vediamo un po' cosa abbiamo qui sotto" mi alza il vestito, e fa scendere invece le calze, vede il mio intimo, mi ero messa delle mutandine rosse, dicevano che portava bene per Capodanno giusto?
"Mamma mia, cosa sei, il meglio per ultimo dai" mi riabbassa il vestito, ma mi spinge dalle spalle a terra, prima un ginocchio, poi l'altro, mi prende per il mento e fa alzare la testa "Adesso piccola ti tolgo il nastro, ma ti conviene usare quella boccaccia che ti ritrovi per fare il tuo dovere, non urlare o potresti pentirtene" non so nemmeno se avrei la forza di urlare.
Un rumore metallico alle sue spalle, uno spiraglio di luce. Socchiudo leggermente gli occhi, occhi che però incontrano quelle iridi che conosco a memoria, marroni calde, dolci, vere, mentre nelle mie cosa c'è adesso? Verde acido, paura, terrore.
"LASCIALA STARE" urla Luca, non ho mai sentita la sua voce così dura, così minacciosa, fredda.
"Chi è lui il tuo ragazzo?" ridacchia mentre mi riporta in piedi "HO DETTO LASCIALA STARE" "Senti ragazzino, abbassa i toni, questa robaccia puoi anche riprendertela, ma per tua informazione ci ha provato lei" mi scende una lacrima, questa larva umana mi prende per i capelli, mi tira leggermente a se fino a portare la sua bocca vicino al mio orecchio "Sappi che non abbiamo finito" e poi mi spinge, con violenza, verso Luca, mentre se ne va lentamente nella direzione opposta.
Butto le mie braccia sul collo di luca, che invece mi sostiene saldamente, accarezzandomi i capelli "Shh, è tutto finito, ci sono io qui adesso" tremo come una foglia "Scusami Belle, non avrei dovuto lasciarti da sola, non me lo perdonerò mai, scusam-" "Fa niente" balbetto leggermente "sei qui adesso, io sto bene" "possiamo andare a casa?" "Certo, andiamo subito" "Luca?" "Si Belle?" "Possiamo non parlarne mai più?" mi guarda, come se la mia sofferenza facesse del male pure a lui "certo, se è quello che vuoi non ne parleremo mai più"
La casa dove dormiremo, cioè un appartamento di un suo amico, fortunatamente non è molto lontano dal locale, ha un salotto con un divano letto e una piccola cucina e una camera matrimoniale con il bagno privato. Non è il massimo, ma è abbastanza confortevole.
Io vado in bagno, mi cambio e mi metto il pigiama, senza cercare di guardare quei punti rossi delle cosce dove ho ancora i segni delle sue mani. Mi metto a letto, ma non riesco a dormire. sento bussare "avanti" apre lentamente la porta, ha i pantaloni di un pigiama e una maglietta a maniche corte bianca "ho preparato due tisane, ti va?" sorrido "entra" me la porge, tisana ai frutti di bosco, la mia preferita, e lui si siede dall'altro lato del letto. "è bello qui" "Si, molto bello, dovremmo lasciare qualcosa per ringraziare il tuo amico" "Ha detto che non vuole nulla, anzi, in cambio vuole solo che ci divertiamo ha detto" sorrido, lascio la mia tazza vuota sul comodino e uguale fa lui. Fa per alzarsi ma lo fermo "Luca" "Si?" "Puoi restare qua per un po'?" "Tutto il tempo che vuoi" si rimette seduto "Chi se lo fa ripetere due volte" ridacchio "Quanto sei scemo" "Vieni qua" apre le braccia, e io mi ci fiondo, lui subito mi chiude e mi ricopre con una calda coperta, io appoggio la mia testa sul suo petto, mentre mi fa i grattini sulla testa. In questo momento mi dimentico di tutto, e penso solo a quanto sono stata fortunata a conoscere Luca. Con il cuore che mi esplode di amore.
Spazio Autrice:
Ciao Ragazzi! 💓Come state? Io mi sto riprendendo, speriamo questa volta in via definitiva. Scrivere questo capitolo non è stato per niente facile, ho avuto bisogno di un po' di tempo, ma sono abbastanza contenta di come è venuto. Voi che ne pensate? Fatemi sapere.
XX
-Mag
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Duetto di cuori -Luk3
FanficIsabelle Macini è una ragazza con una passione forte: la musica. Gli altri vogliono realizzare il proprio sogno, lei deve farlo. In una realtà in cui lei ha difficoltà a esprimersi, il canto è l'unica lingua che conosce, e per fortuna proprio dentro...
