La risata di Luca si spegne nel brusio della casetta. Gli altri sono ancora in salotto, probabilmente intenti a spulciare i commenti sotto il video, mentre io rimango in cucina, le mani intorno al bicchiere d'acqua ormai vuoto.
Luca si appoggia al bancone accanto a me, osservandomi in silenzio. Non dice nulla, ma lo sento. Sente che il mio umore è cambiato, che qualcosa dentro di me si è spento all'improvviso.
Mi sforzo di fare un respiro profondo. Dovrei essere felice, no? O almeno divertita. Ho appena vissuto una delle serate più incredibili della mia vita. Il mio primo disco d'oro. L'emozione sul palco. Il video che ha fatto impazzire tutti. Eppure... eppure c'è un nodo nello stomaco che non riesco a sciogliere.
"Isa?" La sua voce è bassa, attenta.
Distolgo lo sguardo. "Scusa, sono solo stanca."
Lui non ci crede, lo vedo dal modo in cui stringe la mascella, dall'ombra che gli attraversa gli occhi. Ma non insiste.
E io lo apprezzo.
Mi spingo via dal bancone, con la mente che si aggrappa a un pensiero che non riesco più a ignorare.
La scatola.
Sono settimane che non ci penso. O meglio, che cerco di non pensarci. L'ho nascosta bene, in fondo alla valigia, sotto i vestiti, lontano dagli occhi e dalla memoria. Ma ora è come se avesse ripreso vita, come se il peso di quella foto fosse tornato a premere sulle mie spalle.
Chi me l'ha mandata?
Perché?
Mi sforzo di scacciare le domande, ma sono come spilli conficcati nella pelle.
"Vado a dormire," mormoro, già voltandomi.
"Isa."
La voce di Luca mi trattiene. Mi fermo, senza voltarmi.
Lui fa un passo verso di me. Lo sento vicino, troppo vicino. "Se c'è qualcosa che non va, lo sai che puoi dirmelo, vero?"
Chiudo gli occhi per un istante, cercando un po' di equilibrio.
"Lo so."
E poi me ne vado, senza aggiungere altro.
La stanza è buia, il respiro di Chiara si solleva regolare dal letto accanto al mio.
Io, invece, sono sveglia.
Le mani affondano nel tessuto della valigia mentre la apro piano, cercando di non fare rumore. Il cuore mi batte forte, anche se non so perché.
Eccola.
La scatola è esattamente dove l'avevo lasciata, lo stesso cartone anonimo, lo stesso peso invisibile che mi trascina giù.
La prendo e mi siedo sul letto, fissandola a lungo prima di aprirla.
Dentro c'è solo quella foto.
Una bambina con i capelli spettinati, un microfono giocattolo tra le mani, gli occhi pieni di sogni.
Io.
Mi fa quasi male guardarla.
Mi ricordo quel giorno. Non il momento preciso della foto, ma l'atmosfera. Il calore del sole filtrato dalle tende, la voce di mia madre che rideva da qualche parte in casa, il suono dei passi di mio padre nel corridoio.
Prima che tutto cambiasse.
Prima che smettessi di esistere per lui.
Chi l'ha mandata?
Mi tormento con la domanda, ma la verità è che ho paura della risposta.
Se fosse stato mio padre?
Se fosse stato qualcuno che vuole solo ferirmi?
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Duetto di cuori -Luk3
FanfictionIsabelle Macini è una ragazza con una passione forte: la musica. Gli altri vogliono realizzare il proprio sogno, lei deve farlo. In una realtà in cui lei ha difficoltà a esprimersi, il canto è l'unica lingua che conosce, e per fortuna proprio dentro...
