Il silenzio nello studio è irreale. Siamo in piedi, uno accanto all'altro, mentre Maria guarda noi, poi le carte tra le mani. Il cuore mi batte così forte che quasi mi fa male. Accanto a me, Antonia tamburella nervosamente le dita contro la coscia. Nicolò tiene lo sguardo fisso a terra. Pietro si aggiusta la giacca per la terza volta in un minuto.
Siamo rimasti in quattro. E questa sera, uno di noi conquisterà un posto in finale.
Mi ripeto queste parole da giorni, ma adesso che ci siamo, mi sembrano troppo grandi. Troppo vere.
E ho paura.
«La prima maglia della finale...» dice Maria, e fa una pausa eterna. «Va a... Isa.»
Mi manca il respiro.
Per un attimo non mi muovo. Non capisco se ho capito bene. Sento solo un "oh!" soffocato di Alessia da dietro le quinte, poi qualcuno mi spinge leggermente avanti. È Francesco, con un sorriso largo e sincero.
«Vai, vai!» sussurra Pietro, e io cammino come se avessi le gambe di gelatina.
Maria mi porge la maglia. "FINALE". Nera, dorata, pesante di significato.
La prendo tra le mani e mi viene da piangere. Ma non voglio. Voglio ricordarmi di sorridere. Voglio fissare ogni secondo di questo momento.
«Te la sei meritata, Isa,» dice Maria. «Hai fatto un percorso bellissimo.»
Mi volto verso gli altri, e vedo che Antonia ha gli occhi lucidi. Nicolò mi stringe la mano in silenzio. Pietro mi abbraccia subito, senza pensarci, come fa lui.
Poi scendo le scale e mi rimetto al mio posto, con la maglia tra le braccia, tremando tutta. Mi viene da ridere e da piangere insieme. Mi sento svuotata, leggera, incredula.
Sono in finale.
Maria mi guarda con quel suo sorriso pieno, quasi materno, e prende il microfono di nuovo.
«Com'è questa maglia, Isa?»
Inspiro forte. Non pensavo che potesse farmi una domanda così semplice e così difficile allo stesso tempo. La stringo tra le mani, quasi a cercare le parole cucite dentro al tessuto, e mi viene un groppo alla gola.
«È... pesante.» La voce mi esce spezzata, e tutti ridono piano. «Ma non perché non la voglio. È che... dentro c'è tutto.»
Maria mi fa cenno di continuare. E io non mi tiro indietro. Non adesso.
«C'è la Isa che è entrata qui mesi fa e non sapeva nemmeno se sarebbe durata una settimana. Quella che tremava ogni volta che doveva cantare davanti a un professore. Che si nascondeva dietro la voce degli altri, perché la sua non le sembrava mai abbastanza.»
Pietro mi guarda fisso. Antonia abbassa lo sguardo. Nicolò ha gli occhi lucidi, ma cerca di non darlo a vedere. Io vado avanti.
«C'è la Isa che ha perso persone importanti, qui dentro. Che ha pianto in bagno con Chiara. Che ha abbracciato Luca sotto la pioggia della scenografia, anche se fuori non pioveva. C'è quella che ha avuto paura, che ha pensato di non farcela.»
Mi si spezza la voce. Maria non dice nulla, mi lascia lo spazio. E io lo prendo.
«Ma c'è anche la Isa che ha imparato ad ascoltarsi. Che ha scoperto che la sua voce vale. Che può emozionare. Che non deve essere perfetta per essere vera. E che se oggi sono qui... è grazie a tutto questo. Alle persone che ho incontrato. A chi mi ha fatto male e a chi mi ha tenuta su quando crollavo.»
Mi porto una mano al cuore.
«Questa maglia... non è solo mia. È anche di Chiara. Di Jacopo. Di Luca. Dei miei fratellini. Di chi mi ha vista davvero.»
Un silenzio denso riempie lo studio. Poi partono gli applausi. Ma io non li sento quasi. Ho gli occhi pieni e le mani che tremano ancora.
Maria sorride, un po' commossa anche lei.
«Ti sei guadagnata ogni cucitura di quella maglia, Isa. Brava.»
Io non riesco a rispondere. Solo un sorriso. Uno di quelli che vengono da dentro. Uno di quelli che, una volta, pensavo non mi sarei mai meritata.
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Duetto di cuori -Luk3
FanfictionIsabelle Macini è una ragazza con una passione forte: la musica. Gli altri vogliono realizzare il proprio sogno, lei deve farlo. In una realtà in cui lei ha difficoltà a esprimersi, il canto è l'unica lingua che conosce, e per fortuna proprio dentro...
