22- Non servono le parole

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L'aria nella stanza è fredda, ma la luce che entra dalla finestra filtra attraverso le tende bianche, come un'onda di calore che mi avvolge. È ancora tutta in disordine, i nostri vestiti sono ovunque.

Mattia è sdraiato sul letto. Il suo corpo, nudo, si confonde con le lenzuola bianche, ma io lo vedo distintamente. I muscoli tesi, la pelle che ancora conserva l'odore della notte. Ha gli occhi chiusi, ma non dorme. Sta semplicemente lì, immobile, come se aspettasse qualcosa da me. O forse no, non aspetta nulla, semplicemente si tratta di un altro momento in cui si rifugia nel suo eterno silenzio.

Mi sento in bilico. Non so se avvicinarmi o allontanarmi, se cercarlo o ignorarlo. Ogni mio passo verso di lui sembra pesare come un macigno, ma ogni respiro che prendo mi porta inevitabilmente a pensare a lui. Al suo sguardo che a volte è lontano, ed altre sembra avvolgermi, quasi tenermi prigioniera.

Mi avvicino al letto e non perdo tempo prima di sedermi sul bordo e perdermi nello specchio dell'armadio che ho di fronte. Cerco di raccogliere i pensieri, ma il riflesso che vedo non è il mio. O meglio, si... ma fatico ancora a riconoscere la donna che vedo.

Ho ancora addosso il vestito di seta che ho messo prima.
Da qui, riesco ad intravedere anche il suo riflesso, ma non lo guardo. Lo sento dietro di me - e non so se voglio voltarmi. La stanza sembra farsi più piccola, come se volesse stringermi, imprigionarmi. E la cosa peggiore è che non riesco a capire se questo mi spaventi, o mi ecciti da morire.

«Mattia» sussurro, per far sì che questo silenzio non si frantumi troppo «Stavo pensando...» alzo lo sguardo. «non è che ti andrebbe di... fare un giro? Andare in spiaggia magari?» lo sento mugolare. Ormai è da tanto che non ci godiamo un po' d'aria fresca. Sono giorni che continuiamo a rotolarci fra le coperte senza parlare di niente.

Si avvicina lentamente, i suoi occhi non mi lasciano un attimo, come se stessero cercando di scavare nel profondo. «Non ti divertiti qui?» chiede, senza essere realmente interessato. Sento il suo fiato sul collo e basta a riempirmi di brividi. Le sue mani si posano sulle mie, ma non sono morbide. No, sono ferme, sicure, come se avesse già deciso per me. Io cerco di distogliere lo sguardo, ma non posso. La sua presa si fa più stretta, mi immobilizza. «Vuoi davvero rovinare il momento?»

Mi fermo, ho il cuore che accelera. Le sue parole mi colpiscono, ma non voglio dargliela vinta. «Non voglio questo, non voglio... più solo averti fra le coperte» mormoro, ma la mia voce tradisce il mio desiderio, anche se cerco di nasconderlo.

«Ma... a me sembra che ti piaccia» provoca, con più intensità. Non so cosa fare. Mi sento come se stessi cercando di indovinare la mossa successiva di una partita a scacchi che non ho mai giocato prima. «Mi vuoi?» La domanda esce dalla sua bocca con una freddezza che mi fa rabbrividire. E io... io non so come rispondere. La mia mente è confusa, ma il mio corpo risponde per me. Mi muovo verso di lui, senza pensare, senza fermarmi. Voglio sentire la sua pelle contro la mia, sentire il suo respiro, anche se so che non c'è nulla di profondo dietro tutto questo. Eppure... non posso fermarmi.

Le sue mani si spostano, non con dolcezza, ma con una rapidità che mi fa tremare. Mi afferrano per i polsi, mi costringono a guardarlo, a sentire il suo sguardo su di me, quello sguardo che non lascia spazio a nessuna domanda. È tutto fisico. Il suo corpo si muove sopra il mio, e il mio respiro diventa più pesante, più affannato, ma non capisco cosa stia succedendo. Non capisco se mi stia cercando davvero, se mi desidera ardentemente. O se si tratti solo di un atto meccanico, un'altra volta in cui si concede senza pensare.

Quando le sue labbra si staccano dalle mie, mi lascia senza fiato. Non mi guarda, non mi cerca. Mi respira addosso, ma non c'è niente di romantico. Non c'è niente che mi faccia sentire come se fosse davvero lui a volermi qui. È tutto un gioco. Un gioco che non capisco.

Mi alzo dal letto, ma lui non si sposta. Mi guarda con gli occhi freddi, come se tutto questo non avesse avuto valore. Non so se sono arrabbiata o delusa.
Non so nemmeno se voglio andarmene.

A cosa porterà tutto questo?

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