Met him

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Troppo caldo.
Ashton e Calum hanno dormito a casa loro ma ci siamo dati appuntamento davanti casa mia alle 10:30 per andare insieme in giro per Sydney visto che Calum ormai la conosce bene.
Come al solito sono in ritardassimo.
Ma dove sono gli shorts di jeans? Mi ricordo di averli lasciati qui.
Guardo il telefono e realizzo che sono le 10:24 e sono appena uscita dalla doccia. Dovrò rinunciare ad un po' di cose, come la colazione e la ricerca dei miei jeans. Metto un paio di shorts neri di tuta e una maglietta a maniche corte.
Sento il rumore di una macchina, della macchina di Ashton precisamente. Ormai conosco il rumore di quel l'auto che aveva ricevuto come regalo dei genitori l'anno prima. Pochi secondi e sono davanti la porta d'ingresso gesticolando con Ashton e Calum che dicevano di sbrigarmi sennò mi avrebbero lasciato a casa. Prendo le chiavi di casa e le metto in tasca, le vans e senza metterle esco senza preoccuparmi troppo di spegnere le luci.
"Alleluia" Esclama Calum aprendo lo sportello anteriore.
"Amico, io c'ho fatto l'abitudine" Risponde Ashton accendendo il motore.
Non posso fare a meno di sbuffare. Ridono. Rido anche io.
Mi metto le scarpe senza allacciarle.
"Dove ci porti?" Chiede Ash all'autista.
"Dove vi devo portare? Mica sono una guida turistica io." Sputa Calum cercando di aprire il finestrino con scarsi risultati.
"Allora andiamo al parco." Dico sporgendomi tra i due sedili davanti per cercare di vedere le facce dei due ragazzi.

Arrivati. Mi butto subito sull'erba e rubo una sigaretta a Calum. Appoggio la testa sul petto di Ashton per stare più comoda e Calum si mette accanto a me, seduto però.
"Io ho fame" Urla Ashton. "Anche io sto morendo, andiamo, vi porto da BaxterInn" Esclama alzandosi Calum.
"Speriamo che è qua vicino, non ho proprio voglia di camminare." Mi alzo facendo attenzione a non perdere l'equilibrio. "Ma devi sempre lamentarti te?!" Sbuffa il moro.
Camminiamo per almeno due isolati.
Ne è valsa la pena. Il pranzo era ottimo.
Nel primo pomeriggio Calum riceve una chiamata da Michael. "Dice che vuole incontrarmi verso le 16:15 in spiaggia." Dice mentre rimette il telefono in tasca.
Non voglio lasciarlo andare da solo, e poi dicendola tutta, non vedo l'ora conoscere questo tipo.
Ashton ci lascia la macchina e torna a casa a piedi. Gli fa bene un po' di attività fisica.
Mi siedo davanti e accendo la radio con il volume alto. Calum lo riabbassa e mi guarda cercando di avvisarmi di tenerlo così. Io rialzo il volume, non è per sfidarlo, ma mi diverte quando è piuttosto infastidito. "Abbassa il volume o ti faccio scendere." Sorrido e abbasso il volume senza rispondere. Guardo fuori dal finestrino per evitare qualsiasi argomento.
Calum è più veloce di Ashton alla guida. Forse è nervoso nel farmi conoscere l'amico di cui sia Demi che Ashton non hanno tessuto lodi.
La prima cosa che noto sono i capelli rossi, chiaramente tinti.
"Tranquilla, se li è appena fatti, prima li aveva biondi." Mi rassicura Cal vedendo la mia reazione.
Parcheggia vicino al camioncino dei gelati. Raggiungiamo il tipo con i capelli un po' troppo accesi e ci togliamo le scarpe prima di riempirle di sabbia. Michael è seduto su una tavola da surf nera con disegni tribali bianchi. Devo dire che giudicando il suo fisico e il costume azzurro ha stile.
Tiene un filtrino tra le labbra, evidentemente è intenzionato a fumare.
Si alza in piedi e mi porge la mano per presentarsi.
"Michael Clifford." Dice abbastanza educatamente.
"Alis Mitchel, piacere." Cerco di non guardare troppo a lungo gli addominali scolpiti e, o no, sto di nuovo fissando il suo fisico. Meglio guardare il mare. Mi siedo accanto a Calum, che si è messo sulla sabbia per paura di rovinare il surf dello spacciatore super figo.
"Lei è la migliore amica di Demi Crowel." Accenna sorridendo Calum.
Appena pronuncia il nome della ragazza Michael spalanca gli occhi con fare sorpreso.
"Strano che sia riuscita a farsi nuove amiche, specie così carine."
Sento Calum irrigidirsi vicino a me e i suoi muscoli delle braccia tendersi. Anche Michael se ne accorge.
"Tranquillo amico, tutta tua."
"Continuate tranquilli, fate come se non ci fossi." Rispondo io decisa a porre fine a quello scambio di battute.
"Proprio di lei volevo parlarti" dice Michael.
"Di lei chi?" replica Calum.
"Di Demi, chi sennò?"
  ***
Dopo avermi riaccompagnato a casa Calum mi sorride con fare impertinente.
"Riporto io la macchina ad Ashton, tranquilla. Però per le sette fatti trovare pronta. Andiamo a cena fuori." "Chi ti ha detto che voglio venire a cena fuori con te." Mi pento subito di aver risposto così sfacciatamente. "Tanto anche se mi dici no ti ci porto lo stesso." Alza il finestrino e riesco a vedere un ghigno sulla sua bocca.
Entro in casa, mi butto sul letto e solo dopo qualche minuto mi accordo che sto sorridendo da quando sono scesa da quella dannata auto. Mi faccio una doccia e mi metto un vestito semplice e comodo, dopotutto è solo Calum.
Mi pettino i capelli e mi faccio una treccia che scende laterale sul collo.
Mi metto l'unico paio di scarpe col tacco che ho scendendo le scale aggrappandomi al muro per non cadere. Sono le sette meno 5 quando scrivo a Demi in preda al panico
'Tra 5 , minuti devo andare a cena con Cal. Help me'
Mi risponde subito.
'Stai attenta a non esagerare con la scollatura tesoro'
Mi guardo allo specchio per controllare se fosse tutto apposto, ma si dai.
Suona il campanello. È arrivato, mando un messaggio a Demi per avvisarla di non rompere e vado ad aprire la porta.
Vans nere, skinny jeans con gli strappi alle ginocchia, canottiera dei Nirvana e giacca di pelle.
"Mi aspettavi in giacca e cravatta?" Mi dice sorridendo.
"Nono va bene così"
"Sei stupenda comunque".
"Grazie" rispondo facendo una giravolta su me.
"Pronta?" Dice.
"Pronta." Rispondo decisa. Chiudo la porta dietro le mie spalle.
Saliamo in macchina e la prima cosa che faccio è alzare il volume della radio e aprire i finestrini. Calum si gira verso di me e sorride. "Sono così tanto buffa?" Sputo guardandolo guidare. "Nono, non più di tanto. È che sei così fissata con il volume alto." Ridacchia. Non voglio sapere dove stiamo andando e cerco di non fare domande.
Dopo solo 5 minuti di viaggio.
"Arrivati" annuncia Calum.
È un ristorante piccolino, ma pieno.
Mi porta ad un tavolino per due vicino alle finestre che si affacciano sull'Opera House di Sydney.
Durante la cena mi racconta un po' di cose su quel teatro e dell'unica volta in cui c'era stato da bambino.
La serata passa molto velocemente, tra risate e chiacchiere.
Paga, dopo aver rifiutato il mio tentativo di dividere la spesa e rientriamo in macchina. "Posso togliermi le scarpe? Non sono molto abituata ai tacchi"
Ride. "Sisi."
Le lancio dietro e metto i piedi sul sedile della macchina del mio amico.
"Ti riaccompagno a casa." Mi dice. "Ok" infilo la mano nella borsa e cerco di prendere le chiavi. "Le chiavi? Le avevo prese vero?" Chiedo al moro.
"E io che ne so."
Scoppiamo a ridere tutti e due.
"Vieni a dormire da me stanotte, domani chiediamo le chiavi di riserva ad Ashton."
"Mah, meglio di dormire su una panchina." Dico.
"Stai dicendo che casa mia fa schifo? Ah, il mio coinquilino dovrebbe passare la notte fuori, anche oggi." Risponde. Ignoro la sua domanda.
"Pensavo vivessi da solo." "Io e Luke avevamo comprato un appartamento insieme, dopo la sua scomparsa ho deciso di affittarlo ad altri ragazzi." Mi dice freddo. Non riesco mai a percepire quello che sente quando parla di Luke.
"Però è come se vivessi da solo, Aaron sta sempre dalla fidanzata a dormire, o alle feste." Aggiunge sorridendomi. Arriviamo sotto ad un alto palazzo scuro. Parcheggia e ci avviamo verso il portone.
"A che piano è?" Chiedo.
"Al quarto." Spalancò gli occhi.
"Non c'è la posso fare con sti cosi. Io prendo l'ascensore" Dico guardando i tacchi che mi sono rimessa prima di scendere dall'auto.
Lui senza dire niente si avvicina a me e preme il pulsante che chiamarlo. Entra con noi una signora con il passeggino, scende però al secondo piano. Arriviamo davanti al portone e mentre lui apre la porta io mi slaccio i laccetti neri delle scarpe che mi aiutano un po' con l'equilibrio. Apre la porta e io rimango piegata.
"Ma tu non dovevi rimanere da Samantha?" Dice Calum.
"Mi ha scaricato." Cal non risponde e si limita ad entrare e a lasciarmi la porta aperta. Esco dalle mie scarpe e le prendo in mano. Entro in casa e vedo subito un ragazzo dai capelli biondi sul divano con il telecomando in mano. In mutande.
Si alza subito appena mi vede entrare. I suoi occhi azzurri incontrano i miei per un secondo.
Dalla cucina sento Calum dire "Lei è Alis, una mia amica, stanotte rimarrà qui. Non farmi fare brutte figure." Il biondo non risponde e si limita a dire che lui si chiama Aaron.
Calum sbuca dalla cucina con un toast al prosciutto in mano.
"Hai fame?" Mi chiede addentando il suo panino. "No grazie" non faccio a meno di sorridere.
Mi porta in camera sua dove con una sola mano si toglie le scarpe e mi dice.
"Non hai il pigiama vero?" Mi chiede, sapendo già la risposta. Apre l'armadio e prende una maglietta nera e un paio di pantaloncini di tuta grigi.
"Vado in bagno a cambiarmi." "Mi trovi in salotto se ti serve qualcosa." Mi risponde con la bocca piena mentre esce dalla stanza.
Entro in bagno e mi chiudo a chiave.
Non posso credere che sto dormendo a casa di Calum Hood.

Cuscino
Eccomi qui con un nuovo capitolo.
Mah.. Alis a casa di Calum. E Michael? È davvero una brutta persona?
Al prossimo capitolo belli.
Tratto dal capitolo 12
Mi sveglio perché ho troppo caldo con.. La testa sul petto di Calum?
Mi ero dimenticata di essere andata a casa di Calum. Ho mal di testa dopo quello che è successo stanotte e voglio farmi solo una doccia.

I'm fine |C.H.|Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora