Capitolo 22

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Il silenzio è il rumore peggiore che possa esistere in una situazione del genere.
L'ascensore si muove verso l'alto, continuando a salire di piano, mentre io con concentrazione regolarizzo il battito del mio cuore in balia delle emozioni, aggiustandomi il vestito sulle cosce e le ciocche  di capelli sfuggite dalla coda.
Non oso guardare Alex negli occhi, mi sento così in imbarazzo, così... sconvolta da me stessa.
Non ero in me...
O forse ero troppo in me...
E lui era così...

Lo stridio acuto del campanello dell'ascensore ci avverte di essere arrivati al piano in cui si trova la mia camera.
Resto però, a fissare per qualche secondo il corridoio vuoto davanti a me , cosa sto aspettando non mi è chiaro, ma è come se le mie gambe faticassero a muoversi. La cosa certa però è che non ho assolutamente intenzione di parlare mentre ho il rossetto ancora sbavato e la pelle più che bollente impregnata del suo profumo.

<<Allora cosa hai intenzione di fare? Esci o torni di sotto?>> la sua voce mi desta.
Veramente? Solo questo sa dire? La porta scorrevole sta per chiudersi, quando con un passo veloce mi metto davanti al sensore per farla riaprire. Poi, mi volto indietro ad ammirare l'uomo apparentemente calmo che se ne sta appoggiato al muro dell'ascensore, mentre si guarda l'orologio noncurante, come se io fossi solo un fastidio per lui.

Come se pochi secondi fa non stesse venerando il mio corpo con le sue labbra

Ma io le ricordo perfettamente le sue mani su di me, le sue labbra che cercavano la mia pelle, le parole uscite dalla sua bocca con così tanta semplicità d farmi dimenticare ogni cosa.

<<se avessi saputo prima che bastava solo un bacio per ammutolirti completamente, lo avrei fatto prima>> si prende gioco di me.

Solo un bacio? Quello era solo un bacio?
Le sue labbra erano sulle mie cosce, forse me lo sono immaginato? Forse era tutto frutto della mia fantasia e c'è stato davvero SOLO un bacio?

Va bene, vuoi fare lo stronzo? Ti accontento.

<<no tranquillo, non basta SOLO un bacio>> rimarco appositamente la parola "solo" facendo un passo indietro per uscire dall'ascensore, ma non interrompo il mio contatto visivo.

<<pensavo però, che forse, avevo delle aspettative troppo alte su di te>> provo a ferirlo nell'orgoglio, sorridendogli beffarda, catturandomi un angolo del labbro inferiore tra i denti per un istante. 

La porta scorrevole inizia così a chiudersi.
Lui ancora poggiato con noncuranza al muro, si porta le mani in tasca, e prima che la porta finisca per coprire interamente la sua figura si avvicina a me e la fa riaprire con un gesto lento, poi mi costringe ad indietreggiare per uscirne, a quel punto lo sento dire:

<<mi hai appena confessato di esserti fatta delle aspettative sul modo in cui bacio cappuccetto rosso?>> conclude la frase e la porta alle sue spalle si chiude completamente, poi, sento l'ascensore scendere.

Dio, ma perché trova sempre il modo di rigirare la frittata a suo favore?

<<Pensala come vuoi, ma in tutti i casi le tue prestazioni sono state parecchio sotto la media>> socchiudo gli occhi, e faccio unire le mani dietro la schiena, mentre cammino all'indietro lentamente assecondando i suoi passi.

<<A me non sembrava sai? Ricordo perfettamente che tu mi stessi supplicando di mettere proprio questa mano...>> parla a tono alto, alzando in aria proprio la mano che gli ho precedentemente poggiato sulla mia coscia, e mi sento istintivamente avvampare.

Prima che possa finire la frase, mi fiondo verso di lui e gli tappo la bocca con entrambe le mani, premendovi sopra. A quel punto la mia vita viene stretta in una morsa mortale dal suo braccio.

Lettere dalla LunaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora