Ci sono persone che nascono già con lo stesso ritmo, come due strumenti diversi che però si accordano alla perfezione. Li vedi insieme e tutto ha un senso.
Parlano senza parlare, si capiscono con un gesto, con un silenzio. Sono quelli che non devono sforzarsi, che si trovano senza cercarsi davvero, come se il mondo li avesse messi lì apposta, uno accanto all'altro.
e poi ci sono gli altri. Quelli come noi.
Quelli che si incastrano male, che fanno rumore. Che si sfiorano solo per sbagliare il tempo, che si provocano, si sfidano, si stancano. Quelli che sono fatti apposta per allontanarsi tutte le volte che potrebbero avvicinarsi.
Le nuvole sembrano così morbide da quassù, quasi innocue. Chissà perchè da questo aereo tutto sembra più semplice, persino i problemi, i rimpianti i "se solo" che continuano a girarmi in testa da ieri.
Il ronzio del motore che mi riempie le orecchie, non copre la voce nella mia testa. Quella scena che continua a tornare, come un film che non so come fermare. L'ascensore. Le pareti strette, il suo respiro vicino, il modo in cui mi ha guardata, come se tutto quello che c'era al di fuori non esistesse.
e io... ci sono cascata. Ho abbassato la guardia per un momento. ho smesso di combatterlo, di combattermi. Ho lasciato che succedesse come se fosse inevitabile.
E poi? poi il colpo di scena. Lo scherzo crudele, il giorno dopo la notizia: si sposa.
Mi sento ingannata, non solo da lui, ma da me stessa, che ho voluto per un attimo leggere qualcosa che non c'era. E ora sono qui, a guardare un cielo che non ha risposte. a chiedermi perchè ho lasciato che mi toccasse, che mi confondesse, che mi illudesse. A chiedermi come si fa a dimenticare qualcosa che non sarebbe mai dovuto accadere.
Allison ed io abbiamo evitato qualsiasi contatto con Alex e Jenna dopo la cena, la bambina ha ben pensato di fare addirittura una protesta di cibo non scendendo a fare colazione stamattina, così ho deciso di riempire un vassoio ed andare a fare colazione con lei in camera, appurando con dispiacere il ritorno del suo mutismo selettivo.
Ha ripreso a rispondere a monosillabi e guardarmi con sguardo sconfortato.
Poco prima di partire abbiamo saputo che Alex e Jenna sarebbero rimasti qualche ora in più per incontrare per l'ultima volta il cliente e accordare gli ultimi punti del contratto, da Allora Allison non mi parla e non mi degna nemmeno di uno sguardo. Seduta di fronte a me con la testa appoggiata alla mano, guarda fuori dal finestrino con occhi tristi, ed io comprendo il suo stato d'animo e lo accetto. Deve sentirsi davvero sconvolta.
Vorrei che me ne parlasse, che si sfogasse, che mi riempisse la testa di mille frasi saccenti o disprezzanti su Jenna come aveva iniziato a fare da un po'. Vorrei che si fidasse di me a tal punto da dirmi come si sente.
Ma so perfettamente che non sono ancora arrivata a quel punto.
E come se non bastasse questo viaggio si è concluso senza alcuna risposta sul mio passato, solo una gigantesca delusione.
Rientro a casa che ormai è sera. Sul vialetto, ad attendermi, trovo Beatris. Indossa un top azzurro che esalta la sua figura e muove la coda di cavallo perfetta. Appena mi vede scendere dalla macchina, si alza dal gradino su cui era seduta e corre verso di me, gettandomi le braccia al collo e stringendomi forte.
<<Così mi soffochi>> le dico, ricambiando l'abbraccio. Il suo profumo legnoso e familiare mi avvolge, e in un istante tutto ciò che è accaduto a Los Angeles si dissolve; ogni pensiero torna al proprio posto. La realtà dei fatti rientra in casa con me, seguita da mia cugina.
<<Mi sei mancata da morire, cuginetta>> dice aiutandomi a svuotare la valigia.
<<Sì, certo. Chissà quanto ti mancavo mentre te ne stavi appallottolata tra le braccia di Jake>> la stuzzico, lanciandole un vestito addosso e facendola ridere.
STAI LEGGENDO
Lettere dalla Luna
Chick-LitTROPE: HATE TO LOVERS - doppia storia - La vita di Kate viene stravolta completamente quando viene diagnosticata una grave malattia al padre, unico punto di riferimento della sua vita. Gli anni passano e lei è costretta a prendersi carico di Lui...
