Allison sbadiglia senza nemmeno provare a nasconderlo, portandosi una mano davanti alla bocca mentre si accoccola meglio sulla sedia. Gli occhi le si chiudono a metà, le ciglia che fanno fatica a restare sollevate.
<<Io sono stanca...>> borbotta.
Mi volto subito verso di lei.
Automatico.
Sempre.
<<Vuoi tornare in camera?>> chiedo, già pronta ad alzarmi, perché per me la serata può finire anche lì se lei ha bisogno.
Ma non faccio in tempo nemmeno a spostare la sedia.
<<Direi proprio di sì>> interviene Beatris, stiracchiandosi come se fosse stata seduta lì da ore. <<E guarda caso... anche io sto morendo di sonno.>>
La guardo.
Strano.
Troppo strano.
<<Tu?>> alzo un sopracciglio. <<Da quando vai a dormire presto?>>
Lei mi ignora completamente, si alza e prende Allison per mano con una naturalezza quasi sospetta.
<<Andiamo, piccola. Prima che crolli qui sul tavolo.>>
Allison non protesta.
E già questo basterebbe a farmi capire che c'è qualcosa che non torna.
Scende dalla sedia e si appoggia a lei, lasciandosi guidare senza dire una parola. Non è da lei... non conosce Beatris.
Io resto lì, intedetta
Alex, dall'altra parte del tavolo, le osserva con un sopracciglio leggermente sollevato.
<<Ma come...>> dice, inclinando appena la testa. <<Vi perdete l'ultima sorpresa?>>
Sorpresa?
Aggrotto le sopracciglia.
Allison scuote la testa piano.
<<Troppo sonno...>> mugugna, affondando il viso contro il fianco di Beatris.
<<Confermo>> aggiunge lei. <<Non siamo più in grado di intendere e di volere.>>
Poi si gira verso di me.
E quello sguardo troppo diretto e consapevole mi taglia in due.
<<Tu resta. Tranquilla>>
Resto immobile.
<<Cosa?>>
Ma lei ha già iniziato a camminare, trascinandosi dietro Allison, che alza appena una mano in un saluto stanco.
<<Buonanotteee...>> biascica.
<<Notte...>> rispondo automaticamente, senza staccare gli occhi da loro.
Prima di sparire, Beatris si gira un'ultima volta.
Mi guarda.
E mi fa un mezzo sorriso.
Di quelli che non promettono niente di innocente.
Poi spariscono dietro l'angolo.
E io resto sola con lui. Il silenzio che si crea dopo è diverso da tutti quelli della serata.
Non è leggero. Non è pieno di risate. È denso, carico e consapevole
Mi rimetto a sedere senza nemmeno accorgermene davvero, intrecciando le dita tra loro sul tavolo, cercando qualcosa a cui aggrapparmi.
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Lettere dalla Luna
Literatura FemininaTROPE: HATE TO LOVERS - doppia storia - La vita di Kate viene stravolta completamente quando viene diagnosticata una grave malattia al padre, unico punto di riferimento della sua vita. Gli anni passano e lei è costretta a prendersi carico di Lui...
