Capitolo 33

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Allison sbadiglia senza nemmeno provare a nasconderlo, portandosi una mano davanti alla bocca mentre si accoccola meglio sulla sedia. Gli occhi le si chiudono a metà, le ciglia che fanno fatica a restare sollevate.

<<Io sono stanca...>> borbotta.

Mi volto subito verso di lei.

Automatico.

Sempre.

<<Vuoi tornare in camera?>> chiedo, già pronta ad alzarmi, perché per me la serata può finire anche lì se lei ha bisogno.

Ma non faccio in tempo nemmeno a spostare la sedia.

<<Direi proprio di sì>> interviene Beatris, stiracchiandosi come se fosse stata seduta lì da ore. <<E guarda caso... anche io sto morendo di sonno.>>

La guardo.

Strano.

Troppo strano.

<<Tu?>> alzo un sopracciglio. <<Da quando vai a dormire presto?>>

Lei mi ignora completamente, si alza e prende Allison per mano con una naturalezza quasi sospetta.

<<Andiamo, piccola. Prima che crolli qui sul tavolo.>>

Allison non protesta.

E già questo basterebbe a farmi capire che c'è qualcosa che non torna.

Scende dalla sedia e si appoggia a lei, lasciandosi guidare senza dire una parola. Non è da lei... non conosce Beatris.

Io resto lì, intedetta

Alex, dall'altra parte del tavolo, le osserva con un sopracciglio leggermente sollevato.

<<Ma come...>> dice, inclinando appena la testa. <<Vi perdete l'ultima sorpresa?>>

Sorpresa?

Aggrotto le sopracciglia.

Allison scuote la testa piano.

<<Troppo sonno...>> mugugna, affondando il viso contro il fianco di Beatris.

<<Confermo>> aggiunge lei. <<Non siamo più in grado di intendere e di volere.>>

Poi si gira verso di me.

E quello sguardo troppo diretto e consapevole mi taglia in due.

<<Tu resta. Tranquilla>>

Resto immobile.

<<Cosa?>>

Ma lei ha già iniziato a camminare, trascinandosi dietro Allison, che alza appena una mano in un saluto stanco.

<<Buonanotteee...>> biascica.

<<Notte...>> rispondo automaticamente, senza staccare gli occhi da loro.

Prima di sparire, Beatris si gira un'ultima volta.

Mi guarda.

E mi fa un mezzo sorriso.

Di quelli che non promettono niente di innocente.

Poi spariscono dietro l'angolo.

E io resto sola con lui. Il silenzio che si crea dopo è diverso da tutti quelli della serata.

Non è leggero. Non è pieno di risate. È denso, carico e consapevole

Mi rimetto a sedere senza nemmeno accorgermene davvero, intrecciando le dita tra loro sul tavolo, cercando qualcosa a cui aggrapparmi.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Apr 05 ⏰

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