capitolo 31

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Il momento si rompe in modo naturale, quasi impercettibile, come succede sempre quando è Allison a decidere inconsapevolmente il ritmo delle cose.

Sta ancora parlando—di gusti, di cucchiaini, di quanto il pistacchio sia sottovalutato—quando all'improvviso si blocca, come colpita da un'idea improvvisa, gli occhi che si illuminano di quella luce furba che ormai ho imparato a riconoscere fin troppo bene.

<<Aspetta!>> esclama, scendendo dal divano con un piccolo salto.

Io e Alex la guardiamo entrambi, sorpresi da quel cambio repentino.

<<Morgana mi aveva promesso che avrebbe comprato i pennarelli nuovi... quelli glitterati>> aggiunge, già dirigendosi verso la porta, come se quella fosse una giustificazione più che sufficiente.

Alex socchiude appena gli occhi, incrociando le braccia con lentezza, osservandola con quella tipica espressione a metà tra il sospetto e il divertimento trattenuto.

<<E quindi?>>

Allison si gira verso di lui con un sorriso innocente che ha decisamente troppe sfumature per essere davvero tale.

<<E quindi vado a colorare un po' da lei. Torno dopo.>>

Non è una richiesta.

È un annuncio.

E lo sappiamo tutti e tre.

Il mio sguardo scivola istintivamente su Alex, cercando di capire se interverrà, se la fermerà, se dirà qualcosa che possa evitare quello che sta chiaramente succedendo.

Ma lui non lo fa.

La osserva per un altro secondo, come se stesse valutando qualcosa che va oltre quella semplice scusa, poi annuisce appena.

<<Non disturbare.>>

<<Non disturbo mai>> ribatte lei, già con la mano sulla maniglia.

Poi si volta verso di me, e per un attimo il suo sguardo cambia.

Diventa più dolce. Più... complice.

<<Non andartene>> aggiunge sottovoce, come se fosse un segreto.

E prima che io possa anche solo pensare a una risposta, è già fuori.

La porta si chiude.

E il silenzio che resta dietro di lei è completamente diverso da quello di prima.

Più denso, consapevole e... pericoloso.

Rimango seduta per un istante che sembra allungarsi troppo, con il cucchiaino ancora tra le dita e lo sguardo fisso su un punto indefinito del tavolo, mentre sento chiaramente la presenza di Alex davanti a me, ferma, immobile, ma impossibile da ignorare.

Sospiro piano, come se stessi cercando di alleggerire qualcosa che invece resta lì, incastrato.

Poi alzo lo sguardo.

Lui è già lì che mi guarda.

E non distoglie gli occhi.

<<Hai un talento incredibile nel farti lasciare sola con me>> commenta, la voce bassa, controllata, ma con una sfumatura che tradisce tutto il resto.

Inarco appena un sopracciglio, cercando di mantenere un'espressione neutra, anche se sento qualcosa stringersi sotto la pelle.

<<Guarda che non sono stata io a mandarla via>> ribatto, appoggiando il cucchiaino con una calma che non sento davvero.

Lettere dalla LunaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora