DEVIL
Mi svegliai all' alba, e mentre il sole sorgeva pensai alla serata di ieri.
Strusciai le gambe nude sulle lenzuola e mi rifiutai di aprire gli occhi con un respiro profondo.
Mi rifiutavo di credere quanto mi avesse fatto bene stare con lui.
Lui aveva troppi problemi. E non me ne servivano altri oltre i miei.
Mi rifiutavo di credere quanto ogni risata fosse sincera e quanto ad ogni suo tocco io sussultassi.
Se avessi aperto gli occhi mi sarei ricordata di quanto tutto quello fosse sbagliato, ed io volevo credere ancora un po' che fosse possibile.
Mi spaventai dei miei stessi pensieri ed aprii gli occhi.
Non avrei mai più dovuto pensare una cosa del genere.
Lui aveva ucciso mia madre.
Lui aveva reso cieco mio fratello.
Mi alzai ed andai alla finestra.
Feci un bel respiro una volta aperta e cercai di ricordarmi chi ero, qual' era il mio obbiettivo e soprattutto chi non dovevo per nessun motivo mettere in pericolo: Cairo.
Non appena riuscii a mettere a fuoco qualcos' altro che non fossero i miei pensieri, mi accorsi di una Mustang piuttosto familiare parcheggiata sotto casa mia. Alle cinque e mezza del mattino.
Da quella Mustang, scese un ragazzo altrettanto familiare.
Che cazzo ci faceva sotto casa mia alle cinque e mezzo del mattino?
Mi rifiutavo di credere che fosse stato lì tutta la notte, sapendo che poteva benissimo entrare in casa senza il minimo sforzo.
Lo guardai storto.
<<Vattene via Anderson.>>
<<Già hai dimenticato quello che ti ho promesso ieri sera, Valkiria?>> Mi rispose lui.
<<L'unica cosa che mi ricordo di ieri sera è quanto tu mi abbia fatta sentire una merda.>> Bugia. Ma dovevo tenerlo lontano.
Mi fissò qualche istante.
<<Che ne dici se andassimo a bere qualcosa e parlassimo un po'?>> Chiese lui, come se fosse una proposta del tutto normale all' alba.
<<E' l' alba e con te non andrei da nessuna parte.>>
<<Così non vale! Per avere una possibilità di vittoria ho bisogno di vederti!>> Disse riferendosi alla scommessa della sera prima.
Ero divisa in due: la mia curiosità contro la mia razionalità. Inoltre la sera prima ero stata così bene.
<<Vengo solo se le domande le faccio io e tu rispondi, non sono possibili scambi di ruolo.>> Risposi io dura.
<<Ci sto.>> Promise lui, sorridendo vittorioso. Sapevamo entrambi che era la più grande stronzata al mondo, ma mi accontentai.
Chiusi la finestra senza rispondergli, mi sbrigai ad infilarmi i miei soliti cargo neri con una maglia a caso, ma presi anche una felpa nonostante io sentissi sempre caldo.
Improvvisamente tutti i problemi che mi ero fatta quando ero a letto sembravano scomparsi ed un po' me ne sentii in colpa. Ma non ebbi abbastanza tempo di pensarci perché ormai ero già in macchina con quel ragazzo totalmente sbagliato.
<<E togliti quel sorriso dalle labbra Anderson, o scendo e me ne vado a casa a piedi.>>
Il resto del viaggio in macchina fu silenzioso, ma non quel silenzio imbarazzante.
STAI LEGGENDO
moon souls
RomansaMiami Gennaio 2020, Devil Void, la cecchina più brava dell' "universal", una delle due più conosciute gang di Miami, viene incaricata di uccidere con il suo fucile a lungo raggio Eli Anderson, sorella del più famoso gangstar dei "the bloodiest": Lo...
