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||Jeremiah||

«Non devi più vederla! Te lo vieto io! È una poco di buono» zio Robert ha beccato me e Esther mentre ci baciavamo in edicola e ora è fuori di se, in più sa che ho passato la notte a Southfield  con lei. «Zio non è successo niente, le dovevo solo un favore..» dico con noncuranza
«Menti! Quella viene da una famiglia terribile, è nera e una gran ladra! Come fai ad andarci in giro! Sei un Curtee, tuo padre sarebbe deluso» okay non resisto più. «Vaffanculo okay? Tu e mio padre!» esco dall'edicola e mi faccio un giro intorno, mio zio deve fare una storia per tutto! È la mia vita e ho trenta dannati anni e non tredici. Non provo niente per Esther... Ieri sera le ho chiesto di uscire perché sapevo che in casa non avrebbe mangiato bene e volevo farle questo piacere ma ha rifiutato. Oggi voglio portarla a fare un picnic sotto le stelle e se rifiuterà, la prenderò con la forza. Le manderò un messaggio..

Ciao Esther, come stai? Che ne dici di un picnic sotto le stelle? Non dirmi di no.
Jeremiah.

Continuo a camminare fino ad arrivare al centrocommerciale, forse dovrei comprarle qualcosa ma non so cosa. È una gangster e ha già tutto. Mi è arrivato un messaggio: Esther.

Ok. Ti aspetto

Bene. Cavolo ma io avevo fatto una promessa a Billy! Dovevo trovare i rapinatori, sicuramente erano Esther e i suoi amici. E ora? Mi conviene chiamarlo.
«Billy sono Jeremiah!»
«Oh ciao! Hai novintà?» devo mentirgli «No mi dispiace, il mio contatto non ne sa niente..» lo sento sbuffare dall'altra parte della linea «Okay. Fammi sapere se sai i nomi. Quei bastardi me la pagheranno» inghiotto rumorosamente «Okay»
Attacco il telefono e stanco di tutto torno in edicola, oggi non lavorerò, mio zio a fin troppo rotto le scatole, me ne andrò a casa.

***
Io ed Esther siamo tornati al Southfield,  ci siamo fermati in collina dietro la Cattedrale di St. John.
Ho portato tanto da mangiare e lei ha portato le birre, oggi è bellissima.
Penso si sia lisciata i capelli, le dona anche se amo i suoi ricci ribelli.
Indossa un gran maglione con un 89 stampato sopra e dei jeans a 3/4 tutti strappati, porta tante catene al collo d'oro ed argento e come sempre non può mancare la bandana alla "Hey sono una gangster".
«Che bello qui» dice in tono quasi piatto. «Già.. Quando ero un ragazzino ci venivo spesso, scappavo da mio padre e mi fermavo qui a contare le stelle» quei ricordi mi fanno sorridere e noto che sorride anche lei.
Ma quando se ne accorge, cambia espressione e stringe i pugni. «Allora: cosa hai fatto oggi?» le chiedo per rompere il ghiaccio.
«Ho lavorato.» ha ancora quel tomo aggressivo di sempre.
«Mh.. Io no. Ho litigato con mio zio e forse me ne tornerò in New Jersey» sta bevendo ma appena sente quello che le ho detto si strozza.
«Eh? P-perché te ne vai?» ha una ruga sulla fronte e diamine quanto vorrei baciarla. Si voglio tornare in Jersey perché sto cominciando ad odiare questa stupida città, con tutte queste superstizioni e cazzate varie...
«Mio zio ci ha visti» si raddrizza e si sistema la maglietta «E allora?» mi chiede inarcando un sopracciglio «Ci hai visti mentre ci baciavamo» si alza e impreca a bassa voce, mi alzo e la seguo.
«Esther aspetta!» lei si gira di scatto e mi fulmina con lo sguardo «Cosa vuoi?» ringhia e cavolo fa paura.
«Perché te la sei presa?» mi avvicino pericolosamente a lei ma non ne posso fare a meno, devo guardarla dritta negli occhi e perdermici dentro. Ho una forte voglia di baciarla e prenderla qui, sotto le stelle..
«Niente.. Voglio.. Solo andare a casa.» sospira stanca «Ti prego, resta con me» non so perché ma la voglio al mio fianco. «Non posso.. Non ha senso. Tutto questo non ha un fottuto senso, quello che provo per te non ha senso!» si tappa la bocca e io resto a bocca aperta. «Prova qualcosa per me? Non può essere.. «Provi qualcosa per me?» si gratta il braccio e fissa l'erba. Non l'aveva mai fatto, non aveva mai abbassato lo sguardo, lei guardava fiera in faccia tutti senza farsi scrupoli. Non mi risponde e io riformulo la domanda «Senti Jeremiah sono stanca e sto dando di matto.. » stava cercando di giustificarsi! «Guardami negli occhi e dimmi che non provi niente» ho bisogno di sentirlo, ho bisogno di saperlo.
Le prendo il mento con le dita e lei mi fissa con gli occhi che le tremano «Non provo niente» lo ha squittito poco convinta.  Come se fossi stato colpito faccio passi indietro e finisco su un tronco. 
«Puoi riportarmi a casa? Tu scongiuro» annuisco e raccolgo la roba. Che grande flop stasera.


Above Boundaries (Oltre i Confini)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora