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||Esther||

Come mi sento ora? Uno schifo, lo schifo più totale. Jeremiah se ne torna in New Jersey. Forse è meglio, sto cominciando a provare cose strane e non mi piace affatto. In ventitré anni di vita ho amato solo Marcus alle medie che poi amore è una gran parola posso dire che forse sono stata attratta e ora il cuore mi fa brutti scherzi.
Ma chi voglio prendere in giro? Io già provo qualcosa per lui ed è già un giorno intero che piango. Avevo un'incontro con Iron Igles ma ho detto loro di stare male.
Non può andarsene.. Non così! Devo parlargli. Prendo il telefono da sotto il cuscino e lo chiamo, il cellulare squilla per sei volte poi risponde.
«Jeremiah» l'ho sussurrato involontariamente «Esther» il suo tono per la prima volta è piatto e sento qualcosa al cuore «Ehm.. Possiamo vederci?» sembro una bambina alle prime armi! «Non credo sia possibile, lavoro.» ma certo.. «Domani?» «Parto.» il mio cuore perde un battito e subito ho bisogno d'acqua «P-perché così p-presto?» mi gira tutto «Devo tornare a lavoro. Le vacanze sono finite..» «Capisco» non capisco un cazzo, vorrei solo picchiarlo a sangue.
Cade il silenzio «Ehm.. Dovrei lavorare. Ciao» attacca senza attendere repliche e io presa da uno scatto d'ira butto il comodino a terra. Perché cazzo mi sento così male? Non va bene, non va assolutamente bene.
Devo prendere una decisione e alla svelta. Guardo l'orario sul telefono, sono le quattro del pomeriggio forse riuscirò a prendere l'autobus o a rubare la moto di Laurenz...
Mi vesto in fretta e in furia ed esco solo col cellulare, mi avvio verso casa di Bobby.
Una volta arrivata entro nel suo palazzo senza citofono e prendo l'ascensore per andare al piano terra dove lui nasconde la moto rubata parecchi anni fa.
La prendo senza far rumore e scappo via, a diversi metri di distanza da casa sua, metto in moto e sfreccio. Sì la suo guidare.. Ho imparato a guidare il motorino a undici anni quindi la moto è proprio un gioco da ragazzi.
Grazie a questo veicolo ci impiego venti minuti per arrivare all'edicola. Guardo dal finestrino e lo vedo. È impegnato con un cliente, aspetto che esca.
Un anziano signore esce e io subito entro con il cuore che mi batte fortissimo.
«Ciao» era impegnato a sistemare riviste ma sapeva che ero io «Ciao» replica piatto «Robert non c'è.» mi dice meccanicamente pensando che fossi venuta per quel bastardo.
«Non sono qui per lui» il cuore mi trema e batte lentamente. Per la prima volta in vita mia mi sento debole, dentro di me c'è una battaglia in corso.
Il mio cuore sta cercando di sciogliersi ma io mi sforzo di restare fredda. Ci sto provando con tutta me stessa ma non ci riesco, al cuore non si comanda e chiunque l'ha detto ha completamente ragione.
«Allora perché sei qui?» alza lo sguardo e mi fissa negli occhi. Il cuore trema sempre di più ma devo resistere!
«Domani te ne vai» dico con fino tono secco, sto per singhiozzare dalla fatica. «Già. La mia New Jersey mi aspetta» non glie ne frega niente di me, mi lascerà così.. «Già. Allora.. Buon viaggio» basta uscire da questo posto e riavrò la mia sanità mentale, lui mi fa troppo male..in tutti i sensi.
Faccio per andarmene ma lo faccio con calma, penso solo ad un "aspetta" o "fermati". Ti prego Jeremiah di qualcosa! Qualunque!
Lentamente mi avvicino alla porta e la apro, ancora non ha detto niente, devo arrendermi. Non sono così importante.. Non lo sono mai stata per mia madre, figuriamoci per un ragazzo e in più bianco.
Sono fuori dall'edicola e lui non mi ha fermato, sento il mondo crollarmi addosso.
Risalgo sulla moto e mi fermo al capannone, devo bere un po' e ho anche bisogno di una dannata sigaretta.

***
«Osso stai bene?» mi chiede Ringhio e io annuisco, nessuno deve vedermi debole. Nessuno.
«Hai una brutta cera» aggiunge Secco «Sto bene! Datemi una bottiglia di Kona Fire Rock» Ringhio me la passa e io mi butto sul divano. Devo bere per dimenticare o meglio volevo bere per dimenticare ma le birre sono finite. Io me ne vado a casa. Poso la moto del Capannone e a piedi torno a casa.

Appena entrata accendo le luci dato che non c'è nessuno. Mi avvicino al frigo e prendo il barattolo di pasta pre-cotta, oltre a questo non c'è niente, neanche una lattina di birra.
Accendo la tv e mi piazzo lì davanti con la pasta, fa veramente schifo ma ho bisogno di mangiare.
Finisco la pasta e vado in camera mia per metter il pigiama, apro la porta e..

Above Boundaries (Oltre i Confini)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora