06.

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||Jeremiah||

«Ehi amore come stai?» mi chiede Juliette con voce sdolcinata ma io sinceramente non riesco a risponderle a modo, ho la testa troppo incasinata.
«Ehi bene. Tu?» le chiedo velocemente «Malissimo. Mi manchi e non vedo l'ora che torni» dice piagnucolando «Ah ha. Ehm.. Hai sentito mio padre?» le chiedo cambiando argomento. Sento il silenzio da l'altra parte della linea «Sì. Ha detto che odia te e tuo zio. Ha detto che l'hai deluso» mi sussurra «Beh digli che può andare a farsi fottere» che rabbia che mi fa quel uomo... Non capisco perché non accetta il fatto che io stia a Detroit. «Bada a come parli, resta pur sempre tuo padre» mi ammonisce «Oh si certo! Quando si ricorda di farlo!» scappa per tre anni in Ohio e poi si rifà vivo con la scusa del "non riuscivo a sopportare la morte di tuo fratello" pff...  «Jerry stai esagerando..» quanto odio quando mi chiama così.. Diamine! «Senti devo andare, c'é un cliente» senza farla replicare attacco.

«Salve posso esserle d'aiuto?»

***

Sono le due e sono così triste, ripenso a quello che è successo ieri. Ho salvato la vita ad Esther per la seconda volta. Volevano violentarla ma grazie a me sono scappati. Me l'hanno suonate di santa ragione, infatti dopo sono andato al pronto soccorso. Micro frattura al polso per questo me l'hanno bendato, il resto non è niente anche se ho diversi ematomi sul volto. Per calmarla l'ho abbracciata e in un primo momento ha ricambiato ma poi si è allontanata bruscamente ed è tornata fredda. Non capivo ma poi il suo sguardo mi ha detto tutto. Sono bianco, cioè diverso, una minaccia. Mi ha fatto stare così male che sono corso via senza preoccuparmi di lei. Sono fottutamente attratto da lei e non va bene, io ho una ragazza nel New Jersey  e mio padre è un razzista incallito per non parlare di mia madre... Siamo completamente diversi eppure mi intriga. Forse sono pazzo.. Si sono pazzo.
Resto in negozio fino alle otto e con la moto mi dirigo da Jimmy al pub, ho seriamente bisogno di una bella birra fresca.

«Ehi Jimmy!» lo saluto con la mano e prendo posto al bancone «Jeremiah! Cosa ti è successo?» mi chiede shoccato «Niente di che..» annuisce senza farmi altre domande a riguardo, sa che odio chi mi pressa «Cosa ti porto?» mi chiede
«Una bella birra fresca» lui annuisce, apre il frigorifero e mi passa la bottiglia «Offre la casa» mi dice sorridendomi e io ricambio. «Allora come vanno gli affari?»  
Lui scuote la testa «Male. Subisco continue rapine da quelli del Lower. Due sere fa, un gruppi di gangster è venuto e mi ha rubato le bottiglie migliori e costavano tantissimo! Li ho denunciati ma sicuramente la polizia non farà niente» cavolo... Che brutta storia «Ma li hai visti in faccia?»
«Sì! Erano neri! Ero già in agguato quando erano entrati. Uno -forse il capo della banda- aveva un tatuaggio sul viso, era una $» ehi ma quello era quello che mi aveva aggredito! Si anche lui aveva una $ sullo zigomo destro «Ehi lo conosco!» esclamo «E come fai a conoscerlo?» che stupido che sono. Ho appena spiattellato che conosco un criminale. Bravo Jeremiah!
«Mi ha pestato a sangue e distrutto la macchina» dico con noncuranza «L'hai denunciato?» scuoto la testa e lui sospira «Puoi farmi un favore?» annuisco intimandogli di continuare «Ho bisogno del nome di quel ragazzo. Sono disposto a pagarti ma ti prego aiutami» cazzo mi sta chiedendo troppo.. Ma non posso rifiutare, quei criminali vanno arrestati! «Jimmy, ti aiuto solo perché ci tengo a te e perché quei criminali vanno rinchiusi in prigione ma io sinceramente non ho voglia di giocarmi la vita» gli dico con tutta la sincerità e lui annuisce. «Ti pagherò profumatamente.» ma chi li vuole i suoi soldi!! Io no di certo. «Jimmy non ti preoccupare. Tornerò dopodomani con le informazioni che cerchi» finisco la birra e mene vado.
Salgo sulla mia principessa -la mia moto- e torno a casa.

Sono appena arrivato e già sento l'odore di minestrone di zia Margaret, quanto odio quel coso.
«Sono a casa!» urlo in modo che tutti mi sentano, non sopporto per niente questa casa. Non so perché mio zio ha deciso di spostarsi da queste parti, Detroit in se non mi piace. Il tasso di criminalità è altissimo, soprattutto nel Lower Town.
«Miah vieni a tavola che è pronto!» urla zia Margaret dalla cucina e con riluttanza mi avvio verso il salone. La tavola è apparecchiata per quattro, perché? «Zia abbiamo ospiti?» le chiedo inarcando un sopracciglio.
«Sì» si limita a dirmi guardandomi con occhi sgranati ma non è abbastanza. «chi?» le chiedo e lei sogghigna.
La ignoro e mi siedo a tavola al mio solito posto.
Arriva anche zio Robert e dietro a lei c'è qualcuno, ma chi?
«Ehi Jeremiah! Guarda chi c'è?» zio si scosta e io rimango a bocca aperta.
«Cosa ci fai tu qui?»

Above Boundaries (Oltre i Confini)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora