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||Esther||

Mi sento come una ragazzina rammollita. L'unico uomo che mi abbia mai amato se ne sta andando, si nuovo e devo fermarlo per forza.
Lo fisso in quei occhi color mare e spero che non prenda questo stupido autobus.
Ho bisogno di un suo abbraccio, del suo calore, delle sue labbra, di lui.
Due mesi fa quando se ne è andato ho cominciato a fare uso di droga pesante e frequentemente per non aggiungere le elevate quantità di alcol.
Mi sono fidanzata con Bob Laurenz, la mia rovina, in un momento di debolezza. Stavo seriamente dando di matto, avevo continui incubi sul mio abuso e avevo bisogno di affetto.
Quello che Aj o che mia madre non mi hanno mai dato, avevo bisogno di Jeremiah e il suo sorriso per vivere.
Ogni giorno stavo peggio e sono finita in ospedale. Mia madre -secondo quello che ha detto Aj- non è mai venuta a trovarmi fino ad oggi, troppo impegnata ad ubriacarsi e ora vuole separarmi dall'uomo che amo davvero.
«Jeremiah ti amo» l'ho detto, per la prima volta ho aperto il mio cuore, gli sto dando tutto e non voglio pentirmi perché potrei finire peggio di prima «Resta con me, ti prego» vedo la scintilla nei suoi occhi, mi vuole come io lo voglio.
Guarda l'autista e serro subito gli occhi, se deve andarsene non voglio guardarlo, non voglio assistere al mio ennesimo fallimento.
Il cuore mi batte all'impazzata e mi giunge in gola, continuo a ripetere "non te ne andare" ma la mia coscienza é così malvagia da farmi tornare alla mente la feccia che sono.
Non ho un lavoro, non so neanche se ho più una casa, sono vittima di un abuso, delinquente, ladra... L'elenco è interminabile e subito mi sento male ma il calore che sento sulle guance mi fa sobbalzare.
Apro gli occhi e vedo Jeremiah che mi fissa con amore nello sguardo, il cuore batte forte quando vedo l'autobus andarsene e lui è qui, davanti a me, a pochi millimetri da me.
«Ti amo Esther» di scatto mi impossesso delle sue labbra, mi scordo di dove ci troviamo, del mio aspetto, del mio passato e lascio che il cuore batta per l'uomo che amo.
«Ti amo Miah» replico con voce spezzata dal pianto, mi sento sempre così vulnerabile con lui...
«Ho temuto di non rivedere più i tuoi bei occhioni. Non ho chiuso occhio per te, in questi due mesi mi sei mancata più dell'ossigeno» mi confessa poggiando la fronte sulla mia ed inalo il suo buon odore mascolino «Ora sei qui e non ti lascio più Esther. Me ne sbatto di quello che dice la gente, io non ho neanche più una famiglia» ridacchia nervosamente e quel pensiero mi fa male. La sua famiglia l'ha abbandonato perché hanno saputo che se la faceva con me «Mi spiace Miah-» prima che io termini posa le sue morbide labbra sulle mie e mi scordo quello che volevo dire «Non ti lascio più» afferma e io annuisco perché anch'io non lo lascerò più.
Sentiamo la voce di mia madre e torniamo alla realtà: siamo in mezzo alla strada, nella zona più brutta di Detroit con gli occhi di tutti puntati addosso. Mi guardano con disprezzo e delusi da me ma per la prima volta mi sento... Indifferente. Non mi importa niente! Io amo Jeremiah e niente e nessuno può cambiare le cose.
«Esther! Cosa cazzo fai? Ancora con questo bianco del cazzo? Per strada? Di giorno? Ora fai la puttana dei bianchi?» un pugno allo stomaco.
Sin da ragazzina mi hanno chiamato in tutti i modi ma non mi è mai importato niente perché la gente non conta, ma la famiglia?
Come fa una madre a dare della puttana alla figlia? Vorrei piangere ma la forza che mi da Jeremiah mi fa ricacciare le lacrime indietro. La sua mano è nella mia intrecciata e stretta, è arrabbiato con mia madre ma si sta trattenendo perché è educato.
«Se amare Jeremiah vuol dire essere puttana, allora sì. Sono una gran puttana» lo sguardo di mia madre si fa più nero e minaccia di prendere a pugni qualcuno.
«Non ti ho educato così! Questi sono inferiori e tu ti stai abbassando al loro livello!» la guardo con disprezzo, ora per la prima volta capisco chi è realmente mia madre.
«Qui l'inferiore sei tu. Vivi di vecchi ideali, sei una razzista incallita. Io sono migliore di te e se mi abbasso mi cade la corona» passo davanti mia madre mano nella mano con Jeremiah e le do una spallata senza darle l'occasione di replicare.
In silenzio arrivo fino ala fermata per casa mia godendomi la presenza di Jeremiah.
«Dove mi porti?» chiede di punto in bianco e io gli accarezzo la guancia «A casa mia» il suo viso si fa cupo e gli bacio le labbra «Devo prendere le mie cose, non voglio più restare in quella casa...» il suo viso si fa subito più luminoso e mi da un altro bacio ma più intendo. «Ti amo Osso» continuo a baciarlo e mi perdo nei suoi occhi. «Ti amo Miah»

Above Boundaries (Oltre i Confini)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora