26.

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||Esther||

Il buio.
Non vedo niente ma sento. Sento una voce che riconoscerei ovunque, sento il calore delle sue mani sulla mia pelle, sento il suo odore mascolino.
Voglio aprire gli occhi, voglio toccarlo, voglio parlargli ma non ci riesco! Sono immobile, non so dove, non so quando e non so come.
Devo aprire gli occhi ma non ci riesco.. Ci provo con tutte le mie forze ma è inutile, sono troppo debole e Morfeo mi rapisce e mi porta nel mondo dei sogni.

||Jeremiah||

Sono le sei del mattino e ho gli occhi che bruciano, non ho chiuso occhio per l'ansia e mi sto realmente preoccupando! Guarda la mia Esther così indifesa e vulnerabile sul lettino con gli occhi chiusi. Il trucco le si è sbavato ma è comunque bella, le treccie si sono rovinate, le sue cicatrici sono più accentuate, le labbra si sono screpolate ma l'amo lo stesso e ho bisogno che apra gli occhi.
Poggio la testa sulla sua mano libera da siringhe e la bacio pregando il suo risveglio.
Improvvisamente la vedo muovere le dita e mi alzo di scatto «Miah» sussurra e quasi piango! «Esther tesoro!» finalmente spalanca gli occhi e si guarda intorno «Dove sono?» chiede aggrottando la fronte «In ospedale» le accarezzo una guancia e mi scappa una lacrima, finalmente la mia piccolina si è svegliata.
«T-tu sei qui?» annuisco e giuro che vorrei baciarla ma mi trattengo «Cosa mi è successo? Da quanto sono qui?» mi chiede impaurita
«Overdose. Sei stata in coma per tre giorni, tuo fratello mi ha chiamato e sono corso qui» gli occhi le si riempiono di lacrime «Sei qui per me» annuisco e le bacio la mano.
Ritira la mano e cerca di alzarsi ma la calmo e la faccio ristendere «Non puoi» la informo e lei cerca di controbattere ma si arrende.
All'improvviso la porta si apre mostrando la stessa donna che due mesi fa mi ha chiuso la porta in faccia, appena mi vede mi fulmina con lo sguardo «che ci fai tu qui?» tuona irata e Esther sbuffa, ora mi caccerà.
«Sono qui per Esther» dico tranquillamente e lei si avvicina pericolosamente «Sei tu la causa di tutto questo. Da quando mia figlia frequenta quelli come te è diventata un'altra persona! Vattene via» aggrotto la fronte e guardo Esther. Sua madre pensa che sono stato io a far ubriacare Esther e lei non dice niente... «Io non-» non mi fa terminare che mi punta un dito contro «Non voglio più vederti!» «Non sono stat-» cerco di spiegarle ma niente, non mi ascolta «Esther digli di andarsene» mi giro e la fisso negli occhi. Non so cos'ha fatto credere alla madre ma se lei mi dirà ora di andarmene, me ne andrò. Basta soffrire. Ho sbagliato in principio ma mi sono pentito, ho chiesto scusa ma non è servito. Sono tornato nel momento del bisogno e mi stanno cacciando! «Jeremiah..» mi sta per cacciare, me lo sento e mi sto per arrabbiare «È meglio se...» cazzo mi sta cacciando sul serio «Stai dando retta a tua madre. Io ora sono il colpevole vero? Sono stato io dal New Jersey a farti ubriacare e drogare fino alla perdita dei sensi. Io ora sono Bob Laurenz, cazzo non ho chiuso occhio per te... E mi tratti cosi? Come feccia?» resta in silenzio e si volta dall'altra parte.
Mi basta questo silenzio. Fisso la figura di Esther, la madre, raccolgo il mio borsone e sbattendo la porta me ne vado.
Società di merda.
Ho sprecato soldi per arrivare qui, rischiando di essere ucciso per niente e ora devo andare a Southfield ma non so come. Non posso chiamare un taxi qui, mi fucilerebbero quindi mi tocca aspettare un bus.
Vado alla fermata e attendo per circa venti minuti ma niente, non so gli orari e niente.
Ad un tratto sento una voce che mi chiama, mi giro e vedo Esther che corre verso di me. Il cuore mi pompa forte ed inizio a provare un vortice di emozioni contrastanti dentro.
«Miah!» si ferma davanti a me e mi fissa, ha le guance rigate dal pianto e vorrei baciarla e urlarle contro «Perdonami» sussurra, cerco di restare impassibile ma vedere la mia piccola piangere mi spezza l'anima.
Il bus finalmente arriva e io sono posto davanti a due scelte: prendere il bus ed andarmene per sempre o restare e chiarire con la donna che amo.
Il bus si è fermato e aspetta me, fisso Esther negli occhi e leggo la supplica.
«Per favore» sussurra, sono combattuto perché la parte cattiva di me sta per salire su quel bus e mandare a quel paese Esther mentre quella buona vuole abbracciarla e baciarla ma sono davvero arrabbiato e ferito. Guarda un altra volta Esther e prendo la mia decisione.


N/A
ciao ragazzi un veloce avviso.
Sono online i due nuovi libri.
Soldier in love= Fanfiction su Colton Haynes
Monologo= libri di pensieri reali

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